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Kylie Rae Harris è morta. Lutto nel mondo della musica

È prematuramente scomparsa, a solo trent’anni di età, la cantante country americana Kylie Rae Harris. Un gravissimo lutto ha colpito il mondo della musica statunitense e non solo. La Harris lascia una figlia di sei anni.

L’artista ha perso la vita nella notte tra mercoledì 4 e giovedì 5 settembre a causa di un incidente stradale nello Stato del New Mexico. Si stava recando a Taos, nel nord dello Stato. All’improvviso l’auto sulla quale viaggiava è rimasta coinvolta nell’incidente insieme ad altre due vetture. Nello scontro è deceduta anche una ragazza di 16 anni che era alla guida di una delle altre auto.

Kylie Rae Harris, originaria del Texas, era attesa nel pomeriggio del 5 settembre sul palcoscenico del Big Barn Dance Music Festival. Un festival musicale che si tiene ogni anno nella città. Un destino incredibile e tragico quello della star del country. Proprio nell’ultima delle sue stories su Instagram, infatti, registrata poco prima dello scontro, la cantante in lacrime racconta che andava in New Mexico, a Taos, quando era piccola, insieme alle sue sorelle. E lì hanno perso la vita quasi tutti i membri della sua famiglia, compreso il padre.

Talento precoce, Kylie Harris aveva cominciato a cantare all’età di 12 anni, conquistando premi per la sua voce e l’abilità di suonare la chitarra. Nel 2010 aveva pubblicato il suo primo album di musica country, All the Right Reasons, che le aveva portato un notevole successo tra gli amanti del genere. Tre anni dopo aveva lavorato a un altro album. A lei era stato dedicato un docufilm. La sua bambina di 6 anni è protagonista su Instagram di uno struggente video in cui canta assieme alla madre.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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