Venezia 76, “Joker” Leone d’oro, premiati Luca Marinelli e Franco Maresco

Sarà ricordata come un’edizione memorabile, ricca, affollata e partecipata. Sarà ricordata per la fittissima presenza di star e di vip, per i film di altissimo livello, per il folto e giovane pubblico che ha gremito le sale e riempito le strade del Lido. E quasi sicuramente sarà ricordata come l’edizione da cui è partita la lunga e gloriosa marcia di accumulo di premi per “Joker”, il film di Todd Phillips che siamo sicuri arriverò sino alla Notte degli Oscar. E’ iniziato proprio in Laguna il percorso che porterà la pellicola su Arthur Clarke (aspirante cabarettista che diventa una delle peggiori menti criminali della Gotham City del 1981) ad accaparrarsi tutti i principali riconoscimenti del mondo del cinema. E insieme al film, siamo sicuri che il suo protagonista, lo strepitoso e più che mai convincente Joaquin Phoenix, riceverà tutti i riconoscimenti che merita, per una interpretazione davvero superlativa. Il Leone d’oro per il miglior film della 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia ruggisce per la pellicola che più di tutte ha colpito, esaltato ed entusiasmato pubblico e critica, e ha evidentemente convinto la giuria internazionale presieduta dalla regista argentina Lucrecia Martel (tra i membri anche il nostro Paolo Virzì).

“Joker” di Todd Phillips con Joaquin Phoenix vince il Leone d’oro alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia

Un premio annunciato e largamente previsto, che è stato accolto con emozione dal regista; “Sono molto nervoso ed emozionato per questo premio. Come sapete i film sono sempre il risultato di una grande collaborazione, di un forte gioco di squadra. Per questo voglio dedicare questo Leone d’Oro al cast e a tutta la mia troupe. Ringrazio i produttori, la mia famiglia, Bradley Cooper (che è il mio Leone d’oro dietro le quinte, e mi supporta con la sua amicizia e collaborazione, ed è sempre fonte di ispirazione per me). E soprattutto voglio ringraziare Joaquin Phoenix, il Leone più coraggioso, dalle vedute più ampie e aperte. Grazie peri l tuo talento meraviglioso e per aver avuto fiducia in me”.
Emozionato e felice anche il protagonista, che correndo sorridente verso il microfono, dopo le foto di rito, ha semplicemente esclamato in italiano “Grazie, grazie!”.

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Leone d’oro previsto e meritato per “Joker”, con Joaquin Phoenix

Bottino di tutto rispetto anche per il cinema italiano, presente in gara con tre film, cioè “Il sindaco del Rione Sanità” di Mario Martone, “Martin Eden” di Pietro Marcello e “La mafia non è più quella di una volta” di Franco Maresco. Ebbene, due sono i premi vinti dal nostro cinema. Innanzitutto il Premio Speciale della Giuria, attribuito al film di Franco Maresco, assente anche alla cerimonia di chiusura (solo ieri aveva disertato la conferenza ufficiale di presentazione della pellicola, provocando l’annullamento di qualsiasi incontro con la stampa). A ritirare il riconoscimento è stato il produttore Rean Mazzone, che da parte del regista ha ringraziato i selezionatori del festival, gli organizzatori, tutti i collaboratori e i coproduttori. In chiusura Mazzone ha dichiarato: “Spero che riusciate a vedere il film, aldilà del festival, e come già affermato da una regista su questo palco, dico no a qualsiasi tipo di censura!” Un film polemico, caustico e duro quello di Maresco, che segue le vicende dell’imprenditore Ciccio Mira, colluso con la mafia, alle prese con l’organizzazione di un improbabile concerto neomelodico dedicato a Falcone e Borsellino, in occasione del venticinquesimo anniversario della loro morte allo Zen di Palermo.

“La mafia non è più quella di una volta” premiato con il Premio Speciale della Giuria. Maresco assente

Il secondo importante premio vinto dall’Italia, è stato quello assegnato al sempre più bravo Luca Marinelli, intenso e credibilissimo protagonista di “Martin Eden”, film diretto da Pietro Marcello e liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Jack London. Il trentaquattrenne attore romano ha ritirato la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile direttamente dalle mani di Paolo Virzì (che lo aveva diretto in “Tutti i santi giorni”) e più che mai emozionato ha fatto una dedica di grande impatto sociale: “Ho questa Coppa tra le mani anche grazie a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un marinaio. Perciò dedico questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono da situazioni inimmaginabili e ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo. Viva l’umanità e viva l’amore”. Inutile raccontare i fortissimi applausi e il grande consenso da parte della sala, che ha inondato di calore Marinelli e le sue parole.

Luca Marinelli Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile per “Martin Eden” di Pietro Marcello

Un simile discorso di ringraziamento è stato pronunciato anche dalla vincitrice della Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, l’attrice Ariane Ascaride, protagonista di “Gloria Mundi” di Robert Guédiguian. “Sono la nipote di migranti italiani, che hanno preso la nave per trovare un po’ di fortuna, per fuggire le miserie; alla fine sono arrivati a Marsiglia, dove sono nata io. Sono felice di ricevere questo premio che mi dà la possibilità di ritrovare le mie radici; lo dedico a tutte le persone che dormono per l’eternità nel fondo del Mediterraneo”. In “Gloria Mundi”, Ascaride (compagna di vita del regista Guédiguian) interpreta Sylvie, ex moglie di Daniel (Gérard Meylan) che dopo aver scontato una lunga condanna, esce di prigione e torna a Marsiglia. Sylvie gli comunica che Mathilda (Anaïs Demoustier), la loro figlia, ha dato alla luce Gloria e che Daniel è perciò diventato nonno. Durante l’assenza di Daniel ognuno si è fatto o rifatto una vita. Daniel va a conoscere sua nipote e trova una famiglia che lotta in ogni modo per restare in piedi e farà di tutto per aiutarla.

Ariane Ascaride Coppa Volpi femminile per “Gloria Mundi” di Robert Guédiguian

Tra gli altri premi assegnati durante la cerimonia di chiusura della Mostra, condotta dalla bellissima madrina Alessandra Mastronardi (elegantissima in un abito nero lungo, con scollo all’americana e dettagli gioiello), vanno segnalati il Leone d’Argento Gran Premio della Giuria al “J’accuse” di Roman Polanski. Un riconoscimento annunciato ma non scontato, visto l’astio della presidente di giuria nei confronti del regista (durante la conferenza stampa di apertura della Mostra Lucrecia Martel aveva affermato “Non ci sarò alla cena di gala di Polanski per non dovermi alzare ed applaudire”.) A ritirare il riconoscimento, è salita sul palco la protagonista Emmanuelle Seigner, moglie di Polanski, che da parte del regista ha brevemente ringraziato i suoi produttori, tutti gli attori che hanno lavorato al film e la sua squadra tecnica. C’è da dire che in effetti il film (moderna rilettura del caso Dreyfuss, uno dei più grandi errori giudiziari di sempre, interpretato dal premio Oscar Jean Dujardin) aveva convinto ed entusiasmato la critica italiana ed internazionale, che da subito aveva scommesso sulla vittoria di un premio da parte del regista di “Rosemary’s Baby”, “Il pianista”, “Carnage” e “Venere in pelliccia”.

Emmanuelle Seigner ritira il Gran Premio della Giuria per il film “J’accuse” di Roman Polanski

Il Leone d’Argento per la miglior regia è stato assegnato al film “About Endlessness” dello svedese Roy Andersson, una storia infinita sulla vulnerabilità dell’esistenza. Assente in sala il regista, il premio è stato ritirato dal produttore Johan Carlsson, che con grande semplicità ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera.
Il premio per la miglior sceneggiatura è stato assegnato al film “No. 7 Cherry Lane” del regista di Hong Kong Yonfan, mentre il premio Marcello Mastroianni per il miglior attore emergente è andato a Toby Wallace per il film “Babyteeth” di Shannon Murphy (tra i favoriti della vigilia).

L’ultima giornata della Mostra del cinema di Venezia ha regalato emozioni e colpi di scena sin dalle prime ore dell’alba, quando un folto gruppo di manifestanti ha invaso e occupato il red carpet. Vari comitati si sono riuniti al Lido per dare visibilità alla loro protesta: tra essi gruppi no Global e il comitato “No Grandi Navi”. Gli slogan usati dai manifestanti erano quasi tutti di natura ambientalista, alcuni sono scritti su cartelli e striscioni in inglese: ‘Il pianeta sta bruciando’, ‘Giustizia climatica adesso’, ‘Trivelle zero’. I

In mattinata momenti di tensione alla Mostra del Cinema: manifestanti hanno occupato il red carpet

In Laguna si sono vissuti attimi di preoccupazione per la sicurezza e l’incolumità dei tanti ospiti vip, ma già dal primo pomeriggio il pericolo è rientrato e la sitiazione è tornata alla normalità. Tutto in ordine per permettere lo svolgimento regolare della presentazione del film di chiusura “The Burnt Orange Heresy” di Giuseppe Capotondi, nel cui cast figurano niente meno che Donald Sutherland e Mick Jagger. Sì, ,proprio il leader dei Rolling Stones, più tonico e carico che mai, ha preso parte al photocall e alla conferenza stampa del film, e sulla protesta verificatasi sul red caroet ha commentato: “Fanno bene questi giovani a protestare per il clima, sono loro che erediteranno il pianeta. E fanno bene soprattutto oggi che Trump sta abolendo le poche e comunque inadeguate misure sull’ambiente messe in atto dall’amministrazione Obama”.

Mick Jagger alla Mostra del Cinema di Venezia per il film “The Burnt Orange Heresy” di Giuseppe Capotondi

Insomma, non le ha mandate a dire il settantaseienne leone del rock, proprio come solo ieri fece il collega Roger Waters parlando di Salvini. A proposito del suo ruolo nel film di Capotondi (in cui interpreta un collezionista d’arte) Jagger ha brevemente detto: “Il mio ruolo è piccolo ma mette in moto l’azione. Per il resto, non c’è grande differenza tra cantare e recitare: sempre di performance si tratta. È solo che usi una diversa parte del cervello. E che sul palco, se cadi, non puoi fare un secondo ciak”.In un Lido ormai svuotato, e popolato solo da pochi cronisti, fotografi e curiosi, si sono dunque vissute emozioni fino alla fine. Ma si sa, è proprio questa la bellezza del cinema e dell’arte.

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