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Fukushima, tremendo annuncio: “L’acqua radioattiva sarà sversata nell’Oceano”

I giapponesi e l’umanità intera rischiano di vedere sversate direttamente nell’Oceano Pacifico oltre un milione di tonnellate d’acqua radioattiva. A farlo sarà la società Tokyo Electric Power Company (Tepco). Si tratta dell’azienda che gestisce la centrale nucleare giapponese di Fukushima gravemente danneggiata dal sisma e dallo tsunami di marzo 2011.

Il terribile annuncio arriva dal ministro dell’Ambiente nipponico, Yoshiaki Harada. L’esponente del governo giapponese sostiene che si tratta dell’unica opzione possibile: non ci sarebbe niente altro da fare per risolvere il problema delle acque contaminate di Fukushima.

L’acqua contaminata dalle radiazioni nucleari della centrale danneggiata nel 2011 proviene dai condotti di raffreddamento dei reattori. Tecnici e ingegneri della Tepco l’avevano immagazzinata e stoccata. Adesso non c’è più spazio per immagazzinarne altra.

“L’unica soluzione è quella di versarla in mare e diluirla”, ha detto il ministro durante un briefing informativo a Tokyo. “Il governo ne discuterà, ma vorrei offrire la mia semplice opinione”. Il governo è in attesa di un rapporto degli esperti, poi prenderà una decisione definitiva su come smaltire l’acqua radioattiva.

Il segretario di gabinetto giapponese Yoshihide Suga, in una conferenza stampa separata, ha precisato però che i commenti di Harada sono “la sua personale opinione”. La Tepco non può decidere in autonomia cosa fare. Seguirà le istruzioni governative. Lo spazio per immagazzinare l’acqua finirà definitivamente entro il 2022. Harada non ha specificato quanta acqua contaminata dovrebbe essere riversata nell’Oceano.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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