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Venezia, schianto in barca contro una diga: 3 morti e un ferito grave

Tre persone, fra cui il pilota offshore Fabio Buzzi, sono morte e una quarta è rimasta ferita in un incidente nautico avvenuto a Venezia. La tragedia è avvenuta nella serata di ieri 17 settembre. Secondo le prime informazioni riferite dai vigili del fuoco, uno scafo offshore sarebbe finito contro la diga di San Nicoletto, in località Lunata. Nello schianto tre occupanti della barca sono morti e un altro è rimasto ferito. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e mezzi della Capitaneria di Porto.

I corpi dei primi due deceduti sono stati recuperati subito, mentre un terzo componente dell’equipaggio risultava disperso. I soccorritori lo hanno individuato poco dopo, anch’egli deceduto. L’incidente, con il buio fitto, sarebbe avvenuto davanti a una diga artificiale fatta di grossi massi calati sul fondale costruita a protezione delle opere del Mose, a sud della diga di San Nicolò del Lido.

Tra le vittime c’è il progettista e pilota motonautico Fabio Buzzi, detentore di numerosi record nell’offshore. Buzzi, 76 anni, stava tentando il record della Venezia-Montecarlo. Le altre due vittime sono due piloti inglesi – non si conoscono al momento i loro nomi -. Ferito gravemente nell’incidente un altro pilota italiano, Mario Invernizzi, trasportato in ospedale.

La potente imbarcazione, lunga una ventina di metri e con motori che consentono di raggiungere velocità massime di 70 nodi (circa 130 km/h), era partita da Montecarlo al mattino del 17 settembre, verso le 11, e stava tentando di battere il record della traversata. Quando si è schiantata era ormai nei pressi del traguardo, al Lido.

Un’immagine di Fabio Buzzi, il pilota deceduto nell’incidente a Venezia

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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