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#WeekForFuture: sciopero globale per il clima. In piazza centinaia di migliaia di studenti

Lunedì prossimo, 23 settembre, è in programma a New York il summit mondiale sul clima delle Nazioni Unite. Comincia quindi da oggi una settimana di manifestazioni. Centinaia di migliaia di studenti scendono in piazza in molti paesi del pianeta, all’insegna dello slogan social #WeekForFuture.

Oggi, venerdì 20 settembre, è il giorno che inaugura gli appuntamenti organizzati da Fridays for Future, il movimento per l’ambiente nato intorno all’attivista svedese Greta Thunberg, che iniziò per prima con i suoi sit-it ogni venerdì davanti al parlamento di Stoccolma.

In tanti sono già scesi per le strade in Australia, Thailandia, Indonesia ed India, dando inizio allo “sciopero globale”. Manifestazioni e cortei sono in programma in 150 Paesi del mondo, inclusi Giappone, Filippine e Birmania. E il clou è previsto proprio a New York, dove Greta Thunberg guiderà le manifestazioni. A oltre un milione di studenti è stata garantita la “giustificazione” dalle autorità: potranno saltare scuola senza penalizzazioni.

Anche il ministro italiano dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, è intervenuto sulla manifestazione – che in Italia sarà il 27 settembre, giorno di chiusura della settimana per il clima #WeekForFuture – spiegando che la partecipazione degli studenti allo sciopero è “la più grande lezione che i ragazzi possano frequentare”.

Photo credits: Twitter

 

Greta Thunberg, chi è la sedicenne proposta per il Premio Nobel per la Pace 2019

(articolo del 15 marzo 2019) Ha solo sedici e il mondo in mano. Letteralmente. Greta Thunberg è la giovane attivista svedese di cui tutti parlano al momento. La ragazza che ha smosso le coscienze, che ha scosso gli adulti per dire: “Guardate cosa state facendo ai noi ragazzi, alle future generazioni.” Dopo aver iniziato, da sola, il movimento dello sciopero per il clima dando vita ai #FridaysForFuture ispirando e mobilitando decine di migliaia di studenti, e non solo, in tutto il mondo, il suo nome è stato ora proposto per il premio Nobel per la Pace.

“Abbiamo indicato il nome di Greta perché la minaccia climatica potrebbe essere una delle più importanti cause di guerre e conflitti. E il movimento che ha messo in moto Greta è un importante contributo per la pace“, ha dichiarato Freddy Andre Oevstegaard, uno dei tre parlamentari norvegesi, appartenenti al partito socialista, che hanno presentato il nome di Greta Thunberg al Comitato norvegese dei Nobel. La ragazza è tanto giovane quanto entusiasta e il suo fermento ha, poco a poco, contagiato tutti. Non è un caso che la ragazza sia stata scelta come proposta per il Nobel, ha creato nel giro di pochissimo tempo una vastissima rete che con forza ha raccolto il suo appello sulla tutela del clima.

“Come possiamo aspettarci da paesi come Nigeria o India un impegno per il clima, se noi che abbiamo tutto non pensiamo un attimo né al clima né agli impegni presi con gli Accordi di Parigi?”, chiede Greta. “Siamo malvagi se continuiamo ad aumentare le emissioni? No, ovviamente. Le persone continuano a fare quello che fanno perché non hanno la minima idea delle conseguenze sulla vita quotidiana”. Oggi, in diversi angoli del mondo, la gente si è mobilitata con lei e per il clima.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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