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Parigi Fashion Week: Yves Saint Laurent, Vivienne Westwood e Valentino [ESCLUSIVA]

Parigi in questi giorni è più affascinante e glamour che mai. Nella Ville Lumiere infatti ci sono le sfilate d’alta moda, l’appuntamento più ambito per gli addetti ai lavori e per l’intero mondo del fashion. Sul catwalk francese sfila la nuova collezione primavera/estate 2020. Impossibile non rimanere stupiti dai nuovi trend della stagione. Il calendario è fitto di appuntamenti e di programmi moda. Fra i catwalk più suggestivi c’è sicuramente quello di Yves Saint Laurent con la monumentale Torre Eiffel scelta come cornice del defilè.

Yves Saint Laurent richiamo alla “Russian Collection”

Un ritorno alle origini, all’heritage della maison. Anthony Vaccarello, direttore creativo del brand, mette in scena una collezione che guarda ai simboli del passato e precisamente alla famosa “Russian Collection” realizzata proprio da Yves Saint Laurent nel 1976, ispiratosi alla magia dell’oriente e agli indimenticabili anni ’70.

Un defilè grandioso che va in scena in serata davanti alla Torre Eiffel, con una monumentale passerella illuminata da fasci di luce. Un tributo all’alta moda e alla suggestioni che solo la vera couture può dare. Sfilano gli smoking in total black o con paillettes, come quello indossato da Naomi Campbell.

Questo il grande classico del guardaroba formale maschile, che proprio Yves Saint Laurent regalò alle donne. E sono neri gli smoking che vediamo in passerella, asciutti, con un solo bottone. Vaccarello, rispetto al suo augusto predecessore, gli dona un’anima rock ma sempre riconoscibile nello stile. Appaiono anche i tuxedo, i blazer e le camicie. I capi e gli accessori su cui anche noi possiamo puntare? Le tuniche ricamate che insieme agli stivali al ginocchio e ai turbanti in lurex accenderanno il look della prossima stagione. Una collezione non solo bella ma anche molto portabile.

Inoltre, fino al 31 dicembre prossimo, il Musée Yves Saint Laurent di Parigi ospiterà la mostra “The Mondrian revolution”. L’esposizione vuole essere una riflessione sul legame tra l’arte e la moda, partendo dai quei disegni che hanno rivoluzionato per sempre la carriera del maestro francese. La collezione Mondrian apparve nel 1965 e rimase per sempre nell’immaginario collettivo grazie agli iconici abiti dai riquadri rossi, bianchi, azzurri e gialli.

Vivienne Westwood: Rock me Amadeus

La talentuosa ed irriverente stilista britannica, insieme al suo coniuge Andreas Kronthaler, portano in scena una collezione che si ispira al genio di Mozart ma anche agli anni ’50. Gli abiti infatti hanno delle lunghezze corte e sensuali proprio come quelli che portavano le pin-up dell’epoca. C’è anche un richiamo all’ Ottocento dato dai volumi degli abiti a bustier e dagli stravaganti tacchi a rocchetto. I capi sono versatili ed originali. Possono essere indossati in maniera differente, come le camicie portabili anche al contrario. I volumi dei capi, così come quelli degli accessori, sono spettacolari. Appaino in passerella perfino cappelli enormi ed ombrelli.

Una collezione fedele allo stile della maison: esagerata ed irriverente. La moda uomo è molto più semplice invece: è composta per lo più da trench e da maglie in rete.

C’è una forte attenzione al tema del riciclo e all’ambiente. Sostenibilità ed ethical fashion per Westwood. Tutti i tessuti provengono da Wastemark che raccoglie così le rimanenze di magazzino. La maison supporta l’organizzazione Flora+Fauna che si batte contro l’estinzione della specie feline in via d’estinzione. La top model Bella Hadid chiude lo show.

Valentino e il fascino della normalità

Sottrarre per concentrarsi sulle forme e sui volumi. È questo il lavoro certosino di Pierpaolo Piccioli. Un’indagine estetica sulla purezza delle forme, ma anche sulla loro stravaganza. Una riduzione che ha lo scopo di evidenziare la personalità dell’individuo, del soggetto e non dell’oggetto, cioè l’abito. La tecnica artistica della Grisaille ispira il mood dei look primavera/estate 2020. Con questo procedimento pittorico venivano dipinti i chiaroscuri delle figure, disegnati i tratti dei volti, le pieghe delle vesti. Si evidenziavano così le sfumature del grigio.

Lo stilista sottrae quindi il colore per dare “voce” e “luce” alle forme, al fascino straordinario della couture ed alla sua essenza. C’è grande spazio al bianco, il non colore per eccellenza, in grado di tenere in piedi quasi l’intero defilè. Piccioli fa un esercizio di sottrazione, parte dal bianco, dall’essenziale, da un’apparente normalità che diviene riscoperta del proprio io, di un’eleganza esibita con discrezione.

Dopo la forza dirompente del bianco assoluto appaiono anche i colori flou come i fucsia, i gialli, gli arancio, ma anche sofisticate scimmie nere adagiate sui pull bianchi che sovrastano i bermuda neri cinti dalle corde coordinate. Chemisier, bermuda, gonne a matita sono dei capi iconici del guardaroba Valentino. Ci sono forti palette cromatiche che ritroviamo anche negli accessori. Borse che da sempre diventano dei must have. Il nostro consiglio? La Valentino Garavani Rockstud Spike in versione flou verde. La borsa è già in vendita on line e in 5 boutique del mondo. Perfetta con un abitino monocolore bianco o nero nelle serate d’estate.

 

Elena Parmegiani

Moda & Style

Giornalista di moda e costume, organizzatrice di eventi e presentatrice. Consegue la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa all’Università “La Sapienza” di Roma. Muove i primi passi lavorativi con gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari. Da più di dieci anni è il Direttore Eventi della Coffee House del prestigioso museo Palazzo Colonna a Roma. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. Come consulente è specializzata nella realizzazione sia di eventi aziendali, sia privati. Scrive di moda, bon ton (con una sua rubrica), arte e spettacolo. Esperta conoscitrice dei grandi nomi della moda italiana, delle nuove tendenze del Fashion e del Made in Italy. Cura anche la rubrica di Velvet dedicata al Wedding.

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