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Starship di Elon Musk, quello che c’è da sapere sul razzo che ci porterà su Marte

Una “nave stellare” ci porterà sulla Luna e su Marte, come passeggeri in viaggio di lavoro o di piacere. Popoleremo città oltre l’atmosfera terrestre, vivremo su territori di un altro pianeta o del nostro satellite. Poi faremo comodamente ritorno a casa, a bordo di razzi-navetta, quasi fossero semplici voli aerei di poche ore.

Il futuro, neanche troppo lontano, immaginato da Elon Musk è questo. Organizzatore di Tesla, l’azienda americana all’avanguardia nella produzione di veicoli elettrici, l’inventore sudafricano naturalizzato statunitense, è anche il fondatore di SpaceX (Space Exploration Technologies Corporation).

CENTINAIA DI PASSEGGERI NELLO SPAZIO

A seguito di anni di lavoro della sua SpaceX, Elon Musk ha potuto presentare in questi giorni l’imponente prototipo del suo Starship, la nave stellare, appunto. Il razzo in acciaio inossidabile di nuova generazione pensato per trasportare centinaia di passeggeri sulla Luna o su Marte. Per poi farli rientrare sulla Terra con un atterraggio perpendicolare controllato.

NEL 2020 IL PRIMO “CARICO UMANO”

Nel corso di una diretta streaming da una base aerea nel piccolo villaggio di Boca Chica, in Texas, il miliardario Ceo (Chief executive officer) di Tesla ha garantito che l’astronave potrà volare in orbita entro sei mesi. Potrà – soprattutto – trasportare il suo primo equipaggio umano l’anno prossimo. “È difficile prevedere queste cose con precisione, ma penso che le cose si muoveranno molto velocemente”, ha detto Musk nel corso della presentazione.

DIMENSIONI, MOTORI, POTENZA

Cinquanta metri di altezza per nove di diametro sono le dimensioni del futuristico velivolo, che potrà portare fino a 150 tonnellate di materiale. Per salire in orbita, la starship di SpaceX sfrutterà la spinta di un grande razzo chiamato Super Heavy. Un mezzo spaziale alimentato da un massimo di 37 motori Raptor a combustione di metano, anch’esso progettato per tornare poi indietro sul luogo di lancio.

MARK 1, IL PROTOTIPO ATTENDE IL TEST

Durante la presentazione Musk ha spiegato che il numero dei motori potrà variare a seconda delle missioni e dei carichi da portare in orbita. “Questa cosa sta per decollare“, ha detto il magnate accanto a Mark 1, il primo prototipo che sarà testato. Dotato di soli tre motori per i voli di prova iniziali, “è progettato – ha spiegato – per decollare, volare per 65 mila piedi (circa venti chilometri) e tornare indietro per l’atterraggio in un mese o due”.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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