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Migranti negli Usa, “Trump vuole serpenti e coccodrilli al confine col Messico”

Dalle pagine del New York Times (Nyt) emergono particolari agghiaccianti su presunte intenzioni del presidente degli Usa, Donald Trump, nei confronti dei migranti che cercano di passare il confine alla frontiera con Messico.

Privatamente il presidente – sostiene l’autorevole quotidiano della Grande Mela – ha parlato spesso di fortificare il muro al confine col Messico. Ciò grazie a una vera e propria trincea d’acqua, piena di serpenti e coccodrilli. Trump, scrive il NyT citando una dozzina di dirigenti statunitensi, avrebbe sollecitato i collaboratori a stimare i costi di un’operazione del genere.

Non basta. In un un primo momento Trump avrebbe suggerito pubblicamente che i soldati sparassero ai migranti se questi avessero tirato pietre. Salvo fare marcia indietro quando gli fu spiegato che una cosa del genere era assolutamente illegale. Tuttavia poco dopo, sostiene ancora il New York Times, il presidente americano insistette affermando che si sarebbe potuto sparare alle gambe delle persone.

Lo scorso marzo in una riunione nello studio Ovale il capo della Casa Bianca avrebbe ordinato ai suoi più stretti collaboratori di chiudere l’intero confine con il Messico. Una fascia di terra lunga 2000 chilometri. Andava sigillata entro il mezzogiorno del giorno successivo. Questa direttiva perentoria gettò nel panico gli uomini del presidente. Qualcuno riuscì a farlo recedere dal proposito ma egli si vendicò. Cominciarono così una serie di “purghe” a danno di coloro che avevano tentato di contenere i suoi propositi più duri.

La situazione politica e personale di “The Donald” adesso sembrerebbe peggiorata. Pende sul suo capo un’inchiesta avviata dalla speaker democratica della Camera dei Rappresentati, Nancy Pelosi. Obiettivo: l’impeachment, la messa in stato d’accusa, quindi la rimozione di Trump dalla Casa Bianca. “Sto arrivando alla conclusione che ciò che sta avvenendo non è un impeachment, è un colpo di Stato – ha twittato Trump -. Un golpe volto a prendere il potere”.

Nel frattempo però l’ex inviato speciale Usa in Ucraina, Kurt Volker, ha confermato che testimonierà al Congresso nell’indagine contro il presidente. Lo riporta l’Associated press, citando una fonte della Camera. Volker avrebbe messo in contatto un consigliere del presidente ucraino Zelensky con Rudy Giuliani, l’avvocato personale del presidente, che voleva sollecitare indagini contro la famiglia di Joe Biden, già vice di Obama, ora in corsa per sfidare Trump alle elezioni del 2020.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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