Le ragazze di Miuccia Prada, tra punk e stile libero: “Io difendo il lavoro, l’Italia e le idee” [ESCLUSIVA]

La sala del Consiglio Economico e Sociale a Palais de Iena, che come di consueto ospita la sfilata Miu Miu, è ricoperta da pannelli di legno OSB, un materiale industriale raffinato ma molto semplice, di colore neutro. Basterebbe già questo come indizio per capire quale strada stia per prendere la nuova collezione per la prossima estate, a cavallo tra preziosismi e naturalezza, semplicità, sottrazione, ricerca. Abbinamenti improbabili, concetti inusuali, probabilmente proprio quello che oggi si respira nell’aria.

Miuccia Prada: “Una collezione diretta, cruda”

Dice Miuccia Prada: “Io penso alle ragazze e a quello che ha senso in questo momento. Questa è una collezione molto diretta, in inglese si direbbe raw, cruda. Ma volevo proprio forme più semplici e severe guarnite da improvvisi volant, ruches da applicare dove meno te lo aspetti, bottoni decoro, sui grembiuli e sulle giacche. Nell’ufficio stile, ciascuno ha inventato un proprio modo per dare voce a questo spirito creativo ma disinvolto. E più libero. Volevo fare cose che davvero si portano nella vita, vestiti ed accessori che le donne, tutte le donne, hanno voglia di mettersi. E credo di esserci riuscita”.

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Gli abiti prendono forma su cotone, lana leggera ma anche su tessuti poveri come la candida tela, materiali di uso quotidiano diventano altro, sbocciano delle ruches improvvise, appaiono decorazioni di fiori quasi naif come schizzi di colore di tavolozza pittorica che toccano anche le borse dal manico in bamboo.

Bottoni dorati appaiono all’improvviso come se fossero dei gioielli sbagliati su capi dalle forme semplici e pulite e sui sandali infradito che si alternano a stivali alti e a pantoufles  lavorate a intreccio, sorprendono i gilet di montone smanicati (la collezione è dedicata all’estate 2020) ma sono fantastici, lunghi fino alla caviglia o tagliati corti a bolero.

L’atteggiamento è un po’ punkeggiante anche se ci sono abiti grembiule più “per bene”, conclude Miuccia Prada.
“Sono soddisfatta del lavoro fatto su questa collezione. Io difendo il lavoro e anche l’Italia e mi dà fastidio quando sento che è sottovalutata. Ma soprattutto, difendo le idee”. 

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