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Luca Parmitano al comando della Stazione Spaziale Internazionale

Per la prima volta l’Italia può vantare la presenza di un suo astronauta alla guida della Stazione Spaziale Internazionale. Il nuovo comandante è Luca Parmitano. L’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea è il primo italiano, e il terzo europeo, ad assumere questo ruolo.

La cerimonia per il passaggio di consegne con il comandante russo Alexei Ovchinin è avvenuta su una stazione orbitale affollatissima. Ben nove gli astronauti a bordo. Oggi giovedì 3 ottobre Ovchinin rientrerà sulla Terra e Parmitano inizierà ufficialmente la Expedition 61.

“Ringrazio tutti per la fiducia che mi date”, ha detto Parmitano in diretta dalla Stazione spaziale, mercoledì 3 ottobre. L’astronauta era collegato anche con la sede dell’Agenzia spaziale italiana. La cerimonia in orbita si è conclusa con il suono simbolico di una campanella di ottone.

Felice per l’importante incarico anche il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Giorgio Saccoccia, che ha fatto i suoi “auguri di buon lavoro a Parmitano“. E ha sottolineato che l’astronauta “permette all’Italia spaziale di raggiungere un grande traguardo”.

Saccoccia ha poi commentato: “Diventare comandante della Stazione spaziale internazionale è un grande privilegio, il primo per un astronauta italiano. È il riconoscimento della sua grande professionalità e delle sue competenze dimostrate sul campo e in volo”. Parmitano era entrato a far parte nel 2009 del corpo astronauti dell’Agenzia spaziale europea.

AstroLuca, com’è ribattezzato il nuovo comandante, avrà anche il comando di una delle passeggiate spaziali che affronterà nel mese di novembre. “È la prima volta che un astronauta non americano riveste il ruolo di leader di un’attività extra-veicolare”, ha detto il capo del Gruppo esplorazione dell’Esa, Bernardo Patti, nella diretta streaming organizzata per la cerimonia.

Photo credits: Twitter

Luca Parmitano nello Spazio. A cinquant’anni dallo sbarco sulla Luna

(articolo del 21 luglio 2019) È arrivata in sei ore sulla Stazione Spaziale Internazionale la navicella Soyuz MS-13. A bordo anche l’astronauta italiano Luca Parmitano. Per l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), con l’americano Andrew Morgan e il russo Alexander Skvortsov, comincia così la missione “Beyond” che significa “oltre”.

Nella seconda parte della missione Parmitano sarà al comando: primo italiano e terzo europeo ad avere questo ruolo. La capsula Soyuz si è agganciata al modulo russo Zvezda della Stazione Spaziale alle 00,49 di oggi 21 luglio. Luca Parmitano, Andrew Morgan della Nasa e Alexander Skvortsov della Roscosmos incontreranno i colleghi Aleksej Ovčinin, Nick Hague e Christina Koch.

Ma oggi 21 luglio è anche il 50° anniversario della primo passo dell’uomo sulla Luna. Il 20 luglio 1969 alle 22.17, il Lem toccò la superficie lunare. Alle ore 4.56 del mattino successivo il primo uomo camminava sulla Luna. L’America celebra i 50 anni dello storico allunaggio con feste, gare e show. E mentre prepara il ritorno già guarda a Marte rilanciando la corsa allo spazio.

“La mia amministrazione è impegnata a ristabilire il predominio e la leadership della nostra nazione nello spazio per i secoli a venire. Ho ordinato alla Nasa di mandare il prossimo uomo e la prossima donna sulla Luna e di fare il prossimo balzo gigante, inviare americani su Marte“. Queste le parole del presidente Usa Donald Trump nel suo messaggio per l’anniversario, in cui ha riconfermato l’obiettivo di tornare sulla luna in cinque anni.

“Pochi momenti nella storia americana hanno diffuso più orgoglio della missione dell’Apollo 11. Quando Neil Armstrong, insieme a Buzz Aldrin, piantò la nostra meravigliosa bandiera sulla superficie della luna il 20 luglio 1969”, ha detto Trump. Ieri il presidente ha ricevuto nello studio Ovale i familiari di Armstrong (morto nel 2012), lo stesso Aldrin e Michael Collins: i tre membri dell’ equipaggio.

 

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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