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Fatture false, condannati i genitori di Matteo Renzi

Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier Matteo Renzi, sono stati condannati a un anno e nove mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena. La notizia è riportata online dall’agenzia di stampa Ansa. La sentenza è stata emessa oggi 7 ottobre dal giudice di Firenze Fabio Gugliotta al processo per due fatture false per complessivi 160 mila euro che li vedeva imputati insieme all’imprenditore Luigi Dagostino.

Quest’ultimo è stato a sua volta condannato, scrive ancora l’Ansa, a due anni di reclusione. Il pm Christine von Borries nella sua requisitoria odierna aveva chiesto per i genitori di Renzi una condanna a un anno e nove mesi, e a due anni e tre mesi per Dagostino.

Secondo il pm von Borries c’è stato un comportamento doloso da parte degli imputati nell’emettere fatture false, forse non solo per evadere il fisco. Tiziano Renzi e Laura Bovoli, ha detto il pm, sono “due imprenditori di lungo corso che emettono fatture per importi rilevanti, intenzionati a evadere le imposte, che è motivo di emettere fatture false”. Così come Luigi Dagostino agisce anche lui per gli stessi fini.

Tuttavia, sostiene il pm, è possibile che l’emissione delle fatture false possa concorrere a una finalità extratributaria. “Non si richiede che il fine di evasione delle imposte sia fine esclusivo”, ma ci possono essere altri fini, come il procurarsi denaro per altri scopi. A Dagostino, che ha ammesso di aver pagato le fatture, è stata anche contestata la truffa per aver sollecitato, quando ormai non era più amministratore, la Tramor spa a pagare una fattura da 140.000 euro alla Eventi 6.

Secondo il pubblico ministero le due fatture pagate da società di Luigi Dagostino – 20.000 euro alla Party, 140.000 euro alla Eventi 6 – erano false. Dato che non sono state trovate né lettere di incarico né elaborati durante le perquisizioni e anche i testimoni non hanno riferito di conoscere questi documenti.

Il pm nella sua richiesta ha chiesto il minimo della pena perché forse pensa che la prova non sia così imponente da meritare una sanzione proporzionata alla gravità del fatto esposto nel capo di imputazione. Non si sta discutendo di una fattura falsa da 5 euro ma di un complesso di 160 mila euro: il minimo della pena ha un suo significato che io assegno forse a questa insicurezza di base”. Lo aveva detto il difensore di Tiziano Renzi, avvocato Federico Bagattini, commentando coi giornalisti la richiesta di condanna del pm Christine von Borries al processo per fatture false a Firenze. Bagattini ne ha parlato fuori dall’aula prima di sostenere l’arringa difensiva.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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