Vittorio Camaiani, tra Magritte e Velázquez: “Tutte le mie muse” [ESCLUSIVA]

VelvetMag incontra Vittorio Camaiani, fra gli stilisti più interessanti del panorama italiano. Il designer ha la base creativa a San Benedetto Del Tronto nelle Marche e si è occupato del restauro dell’intero guardaroba appartenuto al Maestro Arturo Toscanini. 

È l’unico stilista marchigiano ad aver partecipato alla mostra “Italian Fashion from 1945 to Today”, omaggio alla creatività italiana, organizzata presso il Museo McCord di Montreal. È stato, per diverse edizioni, protagonista della kermesse AltaRoma. L’Egitto, la Grecia, la Scozia, Marrakech, ma anche le “nuvole” di Magritte, le geometrie futuriste di Balla, il “baffo” di Velàzquez sono state fonti d’ispirazione del couturier.

La sua donna è elegante ed ironica ma non rinuncia alla comodità, grazie ai capi realizzati interamente in Italia. È stato definito il “poeta della moda”, poiché le sue narrazioni stilistiche sono intrise d’arte e di letteratura. È inventore della fortunata formula Atelier Per un Giorno, eventi in cui porta la sua moda in location italiane suggestive, dove fa rivivere le emozioni degli atelier anni Cinquanta, con il contatto diretto tra stilista e cliente.

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Ha vestito donne straordinarie, tra queste: Martina Colombari, Sandra Milo, Clio Napolitano, la Contessa Emanuela di Castelbarco e Marina Ripa di Meana, sua ultima musa. Lo scorso anno ha festeggiato i suoi primi trent’anni di carriera.

Intervista a Vittorio Camaiani

VELVET: La sua ultima collezione è dedicata alle armature medioevali. Si sentiva di coprire il corpo della donna ed in un certo senso di proteggerlo?

VITTORIO CAMAIANI: Ho guardato al passato per trasformare le preziose armature medievali e rinascimentali in elementi strutturali dei capi. La tuta da sera e la camicia scudo, ad esempio, mostrano come un elemento tradizionalmente legato al combattimento possa diventare elemento decorativo di un capo d’alta moda. I rivetti metallici vengono utilizzati per fermare i pannelli dei tessuti preziosi di giacche e pantaloni e rimandano alle giunture di metallo delle armature. La collezione vuole “armare” di bellezza la donna per affrontare il quotidiano e per affermare un’individualità che combatte l’indifferenza generale propria di questi tempi

Camaiani e le sfilate in location storiche

VELVET: Ha sfilato in location storiche di prestigio: la Coffee House di Palazzo Colonna, Casagredo a Venezia, l’Eremo delle Grazie a Spoleto ed ora e’ atteso a Palazzo Boncompagni a Bologna il 10 ottobre e nello storico Hotel Santa Chiara a Roma il 15 ottobre. Quanto è importante il legame tra moda e arte?

VITTORIO CAMAIANI: L’arte è sempre stata per me un motore d’ispirazione inesauribile. Ho preso spunto da Magritte e da Velázquez per creare un’intera collezione. Amo presentare le collezioni in luoghi d’arte perché ritengo che la moda richieda un contesto adeguato per essere proposta alla cliente.

Gli Atelier Per un Giorno di Vittorio Camaiani

VELVET: Riviviamo la magia degli anni ’50 grazie alla fortunata formula Atelier per un Giorno, ce ne parli.

VITTORIO CAMAIANI: In tempi in cui la moda si allontana sempre di più dal cliente, travolta dalle logiche del business, cerco con i miei atelier di operare in senso contrario. Con gli Atelier Per Un Giorno si possono toccare con mano i tessuti, personalizzare i capi, essere consigliati nell’acquisto direttamente dallo stilista. La scelta di location suggestive aggiunge poi quell’atmosfera anni ’50, epoca d’oro della haute couture.

I primi 30 anni di carriera di Camaiani

VELVET: Ha festeggiato lo scorso anno i suoi primi trent’anni di carriera. Dove ci condurrà nel futuro la moda Camaiani?

VITTORIO CAMAIANI: Ieri, oggi e anche domani la mia “missione” sarà sempre la stessa: credere nella bellezza e cercare di rappresentarla al meglio. Considero la bellezza non certo un mito fine a se stesso, quanto piuttosto uno strumento di elevazione dalle brutture e dalle inquietudini dell’epoca in cui viviamo.

Marina Ripa di Meana musa di Camaiani

VELVET: Marina Ripa di Meana era sua amica e musa. Chi potrebbe essere la sua prossima fonte di ispirazione?

VITTORIO CAMAIANI: Le donne come Marina sono rare da incontrare. In un mondo sempre più omologato e volgare, personaggi come Marina hanno saputo unire la cultura e l’esperienza di vita ad un glamour ironico e sopra le righe. La musa chi è in fondo? Non è solo il personaggio famoso ma è qualcuno che sa gestire se stesso e la propria immagine con intelligenza, anche attraverso gli eccessi, e che sa farsi interprete dello stile di un artista.

Vittorio Camaiani e sua moglie Daniela

VELVET: Al suo fianco, anche professionalmente, da tanti anni c’è sua moglie Daniela, che ha definito il suo alter ego. È stato difficile conciliare la vita privata con quella lavorativa?

VITTORIO CAMAIANI: L’unione di due persone può essere vista come le due facce di una stessa medaglia. Questo è sicuramente quello che siamo io e mia moglie Daniela, uniti nella vita come nel lavoro. Lavorare insieme è stato facile, naturale, alla luce di una stessa visone della vita e della moda. Quello che mi emoziona sempre è vedere la sua meraviglia e l’entusiasmo di quando abbiamo iniziato, ogni volta che prende in mano un disegno o quando un capo viene ultimato. È una meraviglia condivisa, dall’inizio alla fine, mentre nasce e prende forma una collezione, alimentata dalla stessa passione che abbiamo per i dettagli, per i tessuti e per la non sempre facile concretizzazione dell’idea creativa iniziale che diventa abito da indossare.

La moda per Camaiani

VELVET: Ha dichiarato: “La moda è il dire qualcosa prima della parola”. Alcuni look oggigiorno non sono propriamente eleganti. Cosa ne pensa?

Ritengo che le logiche commerciali abbiamo snaturato la funzione più alta della moda, privandola della capacità di raccontare le diverse epoche e di interpretare l’immaginario collettivo. Oggi i grandi brand fanno moda con sempre maggiore superficialità, copiandosi l’un l’altro, concentrati esclusivamente sui fatturati. Beninteso le eccezioni ci sono ed è a queste che sono fiero di appartenere.

Luoghi suggestivi come tematiche delle collezioni

VELVET: Venezia, Marrakech, la Scozia, la Grecia sono state fonte di ispirazione per le sue collezioni. In quale altro luogo ci condurranno le sue creazioni ?

VITTORIO CAMAIANI: Prima si parlava d’arte come ispirazione delle mie collezioni. I viaggi, intesi come esperienze conoscitive, lo sono altrettanto. In ogni occasione in cui mi sono confrontato con “l’altrove”, ho cercato di catturarne i sapori, i colori, in definitiva l’essenza per tramutarla in abiti da indossare. Abiti che quindi fanno anche viaggiare…

Progetti professionali

VELVET: Un suo prossimo progetto professionale?

VITTORIO CAMAIANI: Un progetto su cui sto meditando da tempo e che, confesso, mi affascina moltissimo è quello di omaggiare, rivisitare e rendere attuale qualche storico brand del passato. Di più per il momento non voglio rivelare…

VELVET: La moda Camaiani in tre aggettivi?

VITTORIO CAMAIANI: Elegante, innovativa, indossabile.

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