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Beatles e Lucio Battisti in cima alle classifiche… ancora una volta

Non c’è da stupirsi che la classifica del momento sia piena di déjà vu: Lucio Battisti è finalmente uscito sulle piattaforme di Spotify, Deezer e Tim Music e la libertà di poterlo ascoltare in streaming lo ha fatto schizzare nelle classifiche della settimana. Il cantante di Poggio Bustone riesce a spalmarsi in maniera omogenea nelle classifiche, vista la prolificità dei suoi lavori, tutti amatissimi.

Riguardo agli album, sono due quelli in Top 10: l’ultima raccolta uscita, “Masters vol 2″ esordisce in settima posizione, mentre “Emozioni” è nono, ma nei primi 50 sono vari gli album del cantante. Al 20esimo posto troviamo “Lucio Battisti“, l’eponimo album d’esordio del 1969 contenente – tra le altre – “Un’avventura”, “29 settembre”, “Balla Linda” e “Per una lira”.

Cinque posizioni più in basso c’è “Il mio canto libero”, mentre alla 31esima “Umanamente uomo: il sogno“. Gli altri album in studio di Battisti tornati in classifica grazie allo streaming sono “Una donna per amico” (35esimo posto), “Una giornata uggiosa” (55), “Io tu noi tutti” (56), “La batteria, il contrabbasso eccetera” (70) e “Lucio Battisti vol. 4″ (93). In classifica anche il primo volume di “Masters” (39) e la raccolta “Il nostro canto libero” (89).

Tra le canzoni, invece, è “Il mio canto libero” ad aver ottenuto la posizione più alta: 50esimo posto. Seguono “Mi ritorni in mente” (65), “La canzone del sole” (70), “I giardini di marzo” (80), “29 settembre” (81), “Un’avventura” (92) e “Con il nastro rosa” (95).

Per quanto riguarda i The Beatles, invece, è lo storico Abbey Road a piazzarsi al terzo posto della classifica FIMI. Come Togheter, Oh! Darling, Something, Here Comes the Sun, sono solo alcuni degli storici pezzi dell’album del ’69. I cantanti di Liverpool sono e restano immortali e il boom in classifica conferma semplicemente conferma semplicemente la loro capacità di durare nonostante lo scorrere del tempo. Non è la prima volta che una riedizione di un disco dei Beatles finisce al primo posto delle classifiche: la stessa sorte era capitata due anni fa a un altro capolavoro della band di Liverpool, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band che, anch’esso a 50 anni dalla sua uscita debuttò, nuovamente, al primo posto in classifica.

La nostalgia non batte il rap, ma la diversità della Top Ten è un confronto fra generazioni

Sono i rapper, però, a farla da padroni: Gemitaiz, Madman, Night Skinny, Massimo Pericolo, Machete, Rocco Hunt. La classifica attuale sembra un melting-pot di epoche: leggende contro astri nascenti e relativamente giovani, tutti appartenenti al mondo dell’hip-hop. È una sfida fra di loro, o più che altro verso i gusti generazionali che cambiano e che dividono i più grandi fra i nostalgici re del passato e piazzano i giovani verso i cantautori dell’oratoria musicale del momento, i rapper appunto?

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