Siria, militari Usa evacuati dopo il bombardamento dei turchi

Evacuata d’urgenza una postazione americana del nord est della Siria. Era finita sotto il fuoco di artiglieria della Turchia, che ha colpito a poche centinaia di metri da dove si trovavano i militari. Lo ha rivelato il Pentagono (il ministero della Difesa statunitense), sottolineando che nessuno è rimasto ferito.

Le truppe statunitensi non si sono ritirate da Kobane ma hanno lasciato temporaneamente l’avamposto dopo l’esplosione. Intanto, secondo quanto affermato dal ministro del Tesoro americano, Steve Mnuchin, la Casa Bianca sta per autorizzare sanzioni “molto significative” contro la Turchia.

Le quali tuttavia non saranno per il momento attivate. Dal ministero della Difesa turco, nel frattempo, arriva un comunicato in cui si fa sapere di avere “neutralizzato” 399 miliziani curdi della Ypg (Unità di protezione popolare, milizia armata curda). Non si sa però se siano morti, feriti, o fatti prigionieri.

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I turchi da alcuni giorni hanno invaso la Siria, con l’operazione “Fonte di pace” nel Nord-Est del Paese. A Gaziantep, città del sud della Turchia vicina al confine siriano, dove vivono turchi, curdi, arabi e una nutrita comunità siriana, le autorità hanno vietato le manifestazioni.

Tornando agli Stati Uniti, in una nota il Pentagono ha ufficialmente confermato che le truppe americane “si sono trovate sotto il fuoco dell’artiglieria” turca a Kobane, controllata dai curdi, alle 21 ora locale. Il raid ha colpito “a poche centinaia di metri” dalla zona di sicurezza dove Ankara sa che gli Usa sono presenti.

Il Pentagono ha poi messo in guardia Ankara dall’evitare azioni che possano tradursi in una immediata azione di difesa americana. L’esplosione “a poche centinaia di metri da una location fuori dalla zona del meccanismo di sicurezza in un’area dove i turchi sanno che sono presenti forze Usa” l’ha confermata anche il capitano della Navy Usa, Brook DeWalt.

Molte giovani donne curde sono arruolate nelle milizie partigiane

Photo credits: Twitter

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