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Massimo Ghini: “La volta buona? Un film che ricorda le atmosfere di Vincenzoni e Dino Risi” [ESCLUSIVA]

“La forza di questo film? Credo risieda nella sceneggiatura, che da subito mi ha fatto pensare ai copioni di Luciano Vincenzoni (sceneggiatore de ‘La grande guerra’, ‘Sedotta e abbandonata’, ‘Il buono, il brutto, il cattivo’, ndr) e ai film di Dino Risi, sentivo finalmente quel tipo di atmosfera.” Così un Massimo Ghini soddisfatto e felice commenta il film che lo vede protagonista, “La volta buona” di Vincenzo Marra, presente alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella città.

Grande il consenso ottenuto dalla pellicola (prodotta da Lotus Production e TIMVISION in associazione con Altre Storie) sia alla proiezione ufficiale alla presenza del cast (oltre a Ghini c’erano anche Francesco Montanari, Max Tortora e Gioia Spaziani), sia a quella organizzata per le scuole e affollata da circa 700 ragazzi entusiasti e curiosi.

Massimo Ghini procuratore cinico e squattrinato ne “La volta buona” di Vincenzo Marra

La storia è quella di Bartolomeo (Massimo Ghini), un procuratore sportivo squattrinato, stanco e cinico che si arrabatta per trovare un giovane campione di calcio che gli permetta di risolvere i suoi problemi economici e metter fine ai tanti dissidi familiari. Negli anni l’uomo ha sperperato la sua fortuna, causando la fine del suo matrimonio e l’allontanamento della figlia.

Un giorno riceve una telefonata importante, che gli annuncia che il nuovo Maradona sta in Uruguay; Bartolomeo parte, incontra il suo vecchio amico Bruno (Max Tortora), anche lui fallito e disperato, e fa la conoscenza del piccolo Pablito (Ramiro Garcia).

Decide quindi di portare il ragazzino in Italia, separandolo dalla famiglia, per piazzarlo in una squadra e godere dei profitti derivati dallo sfruttamento del suo talento. Ma l’incontro tra i due sarà foriero di scontri, confronti e trasformazioni psicologiche importanti.

Massimo Ghini: “I ruoli da cinico sono quelli che preferisco, i buoni mi annoiano”

“Uno degli elementi che ho più apprezzato di questo film, sin dalla prima lettura del copione, è che è un film vero” ci ha confidato Massimo Ghini, intenso e credibile nel ruolo di Bartolomeo. “Secondo me il cinema ha la missione di essere comunque consolatorio, di dare allo spettatore una piccola speranza. Credo che questo elemento ci debba sempre essere, l’happy end è importante, e nel nostro film viene fatto in maniera seria e non sottolineata. Si esce dalla visione con la speranza di cambiamento, sia per un uomo ormai grande ma che riesce a riacquistare umanità, sia per il bambino, che forse troverà un futuro migliore.”

Ramiro Garcia, ragazzino calciatore tra i protagonisti de “La volta buona” di Vincenzo Marra

Otto settimane di riprese tra aprile e maggio, location in Trentino e nel Lazio, per un film anomalo nella filmografia di Vincenzo Marra (regista di “La prima luce” e “L’ora di punta” tra gli altri).
“Lo spunto e il potenziale di questo film risiedono nel fatto che potevo raccontare cose molto importanti e avere una continuità con quello che mi è sempre piaciuto nel cinema” ci ha detto Vincenzo Marra. “Il primo livello è narrativo (una storia va da A a B), il secondo livello è più nascosto, il terzo è più complicato da capire, ed ha a che fare con un significato molto profondo. La possibilità di usare l’allegoria e la metafora è sempre stato qualcosa di importante per me, e questo film aveva la possibilità di andare in profondità pur mantenendo in superficie un’indagine che può sembrare leggera.”

Vincenzo Marra” Il mio nuovo film nasce anche dal mio contatto con Mario Monicelli”

Notevole il lavoro fatto da Massimo Ghini sul personaggio di Bartolomeo, disincantato, spietato, disilluso e a tratti rassegnato.
“Ho amato molto il ruolo di Bartolomeo, mi piaceva che fosse fosse un uomo sfinito, stanco, vecchio, cinico con la moglie, il fratello, gli amici, nel lavoro. E’ un personaggio che non ha pietà, in lui la pietas esce fuori solo alla fine, perché c’è un momento in cui il contatto diretto con una problematica grave come quella che vive il piccolo Pablito gli apre il cuore.”

“La volta buona” di Vincenzo Marra, presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella città

Notevole anche la sintonia che si stabilisce tra Ghini e il piccolo Ramiro Garcia, perfetto per interpretare il dolente ma speranzoso Pablito.
“Una delle cose che ho chiesto quasi subito al regista Vincenzo Marra, è stato di incontrare il piccolo Ramiro (e non è stato facile trovare un attore giovane così bravo)” ha dichiarato Ghini. “Marra si è fidato di me, che tante volte ho lavorato con i ragazzi e con loro ho una certa esperienza, se consideriamo anche il fatto che ho quattro figli. Ci siamo incontrati in ufficio e ci siamo piaciuti da subito.

Ramiro è un bambino che viene da Rosario (città natale di Papa Francesco), ha sempre giocato a pallone nella sua terra e oggi milita nella squadra di calcio a cinque della Roma. E’ uno di quei bambini che hanno sempre la faccia un po’ imbronciata, proprio i tipi che piacciono a me. Ci siamo conosciuti e gli ho detto da subito ‘Preparati, perché oggi sono me stesso e ti tratto con i guanti come tratterei qualsiasi persona, ma da domani sarò Bartolomeo e mi rapporterò a te esattamente come si vede nel film, in modo duro e diretto, quasi spietato!’. Tutto è andato molto bene, siamo diventati amici ed è filato tutto liscio.”

“La volta buona” di Vincenzo Marra, nelle sale italiane a febbraio-marzo 2020

Interessante anche la genesi della storia, scritta di getto da Marra e ispirata in qualche modo dal suo rapporto con Mario Monicelli.
“È una storia che nasce da un certo tipo di cinema del passato” ci confida Vincenzo Marra. “Mario Monicelli, con cui ho avuto la fortuna di venire in contatto, aveva un rapporto di stima nei miei riguardi; dopo aver visto un mio documentario dedicato a Napoli e qualche altra mia opera (che possedeva un certo lato di ironia graffiante) mi disse ‘Tu hai un altro braccio, che puoi usare per i film di finzione’.

Dopo la sua morte, scrissi di getto questa storia, completandone la prima stesura in un paio di settimane. Da parte mia c’era la voglia di sperimentare e di provare a fare una cosa diversa, di giocare su un terreno che non fosse il mio giardino classico.”

“La volta buona”, il calcio come stimolo per parlare di rapporti personali

“La volta buona” è un film solido e a tratti toccante, che usa il calcio per parlare di rapporti umani, voglia di riscatto, ma anche del cinismo e della spietatezza di tanti ambienti sportivi Una storia ambientata in parte in Uruguay, paese percepito come paradigma di un qualsiasi altrove.
“Il Sud America da cui arriva Pablito poteva essere un qualsiasi ‘altro mondo’ e un’ispirazione sono stati i film western” commenta Vincenzo Marra. “Il viaggio, la solitudine, tutto per raggiungere l’obiettivo della ‘pepita d’oro’ e così mi sono chiesto a cosa questa corrispondesse nel tempo contemporaneo, e nel calcio ho trovato la risposta, che mi offriva anche un doppio livello, quello connesso al discorso sul razzismo, perché se uno gioca con talento in campo allora si ribaltano le osservazioni sul tema.”

Ramiro Garcia, un giovane attore che milita nella squadra di calcio a cinque della Roma

E a proposito di Sud America, non è stato facile per il regista trovare un ragazzo talentuoso nel calcio e nella recitazione come Ramiro Garcia.
“In realtà non l’ho scoperto io, me lo hanno mandato: trovare un ragazzino che fosse latino americano e vivesse in Italia, che fosse bravo a livello attoriale e bravissimo a livello calcistico non era la cosa più semplice del mondo. Un mio amico, che ha una squadra di bambini, mi disse di aver giocato contro un team in cui c’erano tre ragazzi argentini. Mi sono precipitato, e appena l’ho visto ho capito che era lui la persona giusta. Per di più Ramiro ha una storia personale molto simile a quella che avevo inventato io. Per me aver lavorato con lui rimane un’esperienza assolutamente straordinaria.


“La volta buona” arriva al cinema tra febbraio e marzo 2020.

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