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Trump e le atlete: la pubblicità scioccante che spacca gli Stati Uniti [FOTO]

Un fotomontaggio con Donald Trump legato e seviziato, in stile sadomaso, da donne atlete. È  l’ultima frontiera della pubblicità shock negli Stati Uniti. Un produttore di indumenti sportivi dell’ Oregon, Dhvani, ha riempito le metropoli americane, da New York a Washington DC, di enormi manifesti. Il protagonista-vittima è il presidente: legato, imbavagliato e picchiato da atlete in vestiti attillati.

Alcuni media americani sostengono che si tratti di una campagna. Un’iniziativa contro la decisione presa dall’amministrazione repubblicana di bloccare gli aiuti federali a “Planned Parenthood”, l’organizzazione che riunisce medici e gruppi abortisti. Nonché alle cliniche in cui si pratica l’interruzione di gravidanza. Il primo ad accorgersi del manifesto è stato il figlio del presidente, Donald Trump Jr., che ha denunciato i fatti su Twitter.

Sui suoi account social, come quello su Twitter, l’azienda Dhvani rivendica il suo attivismo nel campo dei diritti civili e la lotta per le libertà. Tuttavia, in un tweet datato sabato 19 ottobre, dopo l’esplosione delle polemiche a causa dei maxi cartelloni anti Trump, ha fatto alcune precisazioni. In un tweet è scritto che “DHVANI produced the images of this campaign to artistically express the frustrations we believe many women share. All images are metaphorical in nature only. DHVANI does NOT and will NEVER condone violence of ANY KIND” (Dhvani produce le immagini di questa campagna per esprimere artisticamente le frustrazioni che crediamo molte donne condividano. Tutte le immagini sono di natura esclusivamente metaforica. Dhvani non giustifica e non giustificherà mai alcun tipo di violenza”).

Una delle immagini anti Trump condivise su Twitter dall’azienda che le ha prodotte

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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