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Mediterraneo, plastica in mare: è emergenza assoluta. Ecco perché

L’inquinamento da plastica in tutto il Mare Mediterraneo ha raggiunto ormai livelli di grave emergenza. Sono, ad esempio, “10mila le tonnellate che arrivano dalla Tunisia e 40mila quelle che arrivano dall’Italia”. Il dato è emerso a Roma nei giorni scorsi, in occasione della presentazione del progetto europeo Common (Coastal management and monitoring network for tackling marine litter in Mediterranean sea).

Si tratta di un programma di interventi finanziato con 2,2 milioni di euro. L’obiettivo è di costruire una rete di collaborazione tra Italia, Tunisia e Libano per favorire la riduzione dei rifiuti marini, guardando alla sponda sud orientale del Mediterraneo.

Il progetto Common coinvolge Legambiente, l’università di Siena, l’Istituto nazionale di scienze e tecnologie del mare di Tunisi, l’Istituto agronomico mediterraneo di Bari, l’ong libanese Amwaj of the environment, l’università di Sousse e la riserva naturale di Tyre in Libano.

L’obiettivo comune è la riduzione della spazzatura marina utilizzando i principi della Gestione integrata delle zone costiere (Iczm) in 5 aree pilota. In Italia saranno due: una in Maremma e una in Puglia. Si dovrà pianificare l’uso e il monitoraggio delle risorse e utilizzare un approccio partecipativo che coinvolga le parti interessate e le comunità locali. L’ambizione è di testare un modello potenzialmente replicabile a tutto il Mediterraneo.

Via la plastica usa e getta: arriva la campagna Humans Save The Sea

(articolo del 23 ottobre) La campagna di liberazione dalla plastica monouso sbarca a Roma e punta al mondo del cinema. “Humans Save The Sea” è una campagna che si propone di convincere tutto il mondo del cinema italiano a eliminare la plastica usa e getta. L’iniziativa è stata presentata alla Festa del cinema di Roma. Il festival prevede quest’anno di ridurre l’uso delle bottigliette di plastica adottando distributori d’acqua e borracce.

L’idea della campagna, riporta online l’Ansa, è venuta a un organizzatore di eventi cinematografici, Gianni Chimenti, e a una deputata pentastellata della Commissione Ambiente, Paola Deiana. È lei la relatrice del disegno di legge “Salvamare” che permette ai pescatori di portare a terra la plastica recuperata con le reti. Nell’impresa si sono impegnati anche il fotografo marino Alberto Luca Recchi e l’associazione ambientalista Marevivo.

Il Ministero dell’Ambiente, l’associazione delle aziende del settore Anica e delle sale Anec hanno dato il loro patrocinio.“Il cinema racconta storie, passioni, emozioni – ha commentato alla presentazione della campagna il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (M5S) -. E questo è importante, perché nel dibattito per la tutela ambientale, bisogna crederci di cuore, non solo di testa”. Per l’ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli, presidente di Anica, “la principale azione che il cinema, le serie televisive, i documentari e l’animazione devono dare è di tipo formativo. La formazione non è sempre didascalica o accademica”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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