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Messico: arrestato il figlio del Chapo, il super boss della droga

Il figlio del re della droga Joaquin “El Chapo” Guzman (nella foto), è stato catturato. Ma solo per un breve periodo di tempo prima di essere rimesso in libertà. I militari messicani lo avevano fermato circa due settimane fa.

Il video, girato il 17 ottobre dalla telecamera dell’elmetto di un soldato, mostra Guzman preso in custodia a Culiacan. L’uomo è stato poi rilasciato dopo che gli affiliati del cartello dei narcos a cui Guzman appartiene hanno messo a fuoco centri urbani dello Stato di Sinaloa provocando 13 morti.

Lo scorso 17 ottobre una squadra della Guardia Nazionale composta da 30 soldati stava pattugliando la frazione di Tres Ríos. A un certo momento, attorno alle 15:30 è stata attaccata da una casa. I militari avrebbero risposto al fuoco e sarebbero riusciti a conquistarla.

All’interno c’erano quattro persone. Una veniva identificata come Ovidio Guzmán. La notizia si era diffusa immediatamente sui social media dove già prima della dichiarazione ufficiale erano iniziate a circolare foto del figlio del Chapo dopo il suo arresto.

“La pattuglia di militari veniva di nuovo aggredita da un volume di fuoco imponente – raccontarono gli emissari delle forze dell’ordine – e da altri criminali giunti da diversi punti dello Stato di Sinaloa”. La sparatoria durò tre ore mentre altre squadre di sicari giravano per la cittadina sparando contro la popolazione che cercava riparo nei bar, nei negozi, negli uffici e “scatenando il panico”.

Ovidio Guzmán veniva a quel punto rilasciato per evitare conseguenze peggiori. Altre immagini lo mostravano mentre prendeva il largo protetto dai suoi uomini. La polizia non lo dichiarava ufficialmente. Ma si limitava a spiegare che per “garantire l’incolumità della popolazione sono state sospese le azioni”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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