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“Pianificano un attentato in Italia”, caccia a due persone di nazionalità straniera

È caccia anche in Italia a due persone, presumibilmente di origini albanesi che avrebbero pianificato un attentato in “stile Bataclan” nel nostro Paese o in un altro paese europeo. Si tratterebbe di due uomini, B.N. e B.H., che avrebbero l’intenzione di mettere a segno un attacco in occasione di uno spettacolo pubblico. La notizia è riportata online dal sito di Adnkronos.

Fonti investigative, contattate dall’Adnkronos, fanno presente che “si tratta di una delle tante segnalazioni che periodicamente vengono vagliate per valutarne l’attendibilità. È chiaro che notizie di questo tipo non possono essere sottovalutate e quindi si effettuano tutti gli accertamenti possibili ai fini della prevenzione. Ma non è il caso di alimentare allarmismi. Si tratta di un evento che era stato pianificato per i giorni scorsi, che non si è verificato e comunque non avrebbe riguardato il nostro Paese”.

Almeno uno dei due possibili attentatori, rileva su Twitter Wikilao, portale specializzato nei temi della sicurezza, sarebbe di origini albanesi. Un’informativa riservata diramata alle forze di polizia su tutto il territorio nazionale raccomanda di prestare la “massima attenzione” adottando la necessarie precauzioni in occasione di controlli e verifiche nei riguardi di persone sospette.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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