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Disney +, piattaforma streaming hackerata: profili in vendita sul dark web

Già hackerati e in vendita migliaia di account di Disney+. La nuovissima piattaforma di streaming video lanciata la scorsa settimana negli Stati Uniti, in Canada e nei Paesi Bassi è nei guai. Secondo il sito ZdNet, i profili violati sono in vendita sul dark web per cifre che vanno dai 3 agli 11 dollari.

La piattaforma è stata lanciata il 12 novembre scorso, ricorda online l’Ansa. Nelle prime ore ha raccolto oltre 10 milioni di abbonati ma, al momento dell’avvio, ci sono stati diversi problemi tecnici. Molti utenti hanno lamentato di non poter usufruire dello streaming dei loro film o show televisivi preferiti. Nel flusso delle lamentele per problemi di streaming c’era anche un gruppo di utenti che reclamava di non poter accedere al proprio profilo.

Questo perché gli hacker li avevano estromessi dagli account, cambiando le credenziali e bloccando di fatto i legittimi proprietari. La velocità con cui gli hacker si sono mobilitati per monetizzare gli account Disney+ è sorprendente, fa notare il sito ZdNet. I profili sono stati messi in vendita su un forum di hacking entro poche ore dal lancio del servizio, con annunci che offrono accesso a migliaia di credenziali. I prezzi – riporta il sito – variano dai 3 agli 11 dollari, questa cifra è maggiore del costo di un abbonamento legale a Disney+ che si aggira sui 7 dollari.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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