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Ezio Greggio rinuncia alla cittadinanza onoraria di Biella, ecco perché

Pochi giorni dopo aver negato la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto, l’amministrazione leghista della città di Biella annuncia il riconoscimento al comico e attore Ezio Greggio che la rifiuta. La notizia è riportata online da Repubblica.

Una notizia che sul web ha scatenato le proteste di molti utenti e di diversi esponenti del Partito democratico. Tra essi, ricorda Paolo La Bua su Repubblica, il segretario regionale Paolo Furia che parla di “Biella città medaglia d’oro della Resistenza che non merita questo degrado”.

Dopo una giornata di polemiche è lo stesso Ezio Greggio, martedì 19 novembre, ad allontanare le polemiche. “Il mio rispetto nei confronti della senatrice Liliana Segre, per tutto ciò che rappresenta, per la storia, i ricordi e il valore della memoria, mi spingono a fare un passo indietro”. Poi aggiunge: “Non posso accettare questa onorificenza che il Comune di Biella aveva pensato per me”.

Il conduttore infine spiega: “Non è una scelta contro nessuno, ma una scelta a favore di qualcuno. Anche per coerenza e rispetto a quelli che sono i miei valori, la storia della mia famiglia e a mio padre che ha trascorso diversi anni nei campi di concentramento”.

 

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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