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Francesco Bauco, un italiano al fianco di Christian Bale e Matt Damon in “Le Mans 66” [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Sì, a volte capita. A volte i sogni si avverano. E se ciò accade nella città dei sogni per eccellenza, cioè Hollywood, l’emozione diventa incontenibile e si trasforma quasi in incredulità. È quanto capitato a Francesco Bauco, giovane attore romano che dal 2014 ormai vive nella città degli angeli, Los Angeles.

Già, perché dopo aver fatto tanto teatro, girato cortometraggi e aver preso parte a diverse campagne pubblicitarie, il trentottenne interprete col pallino della recitazione sin da quando era bambino, ha deciso di fare il grande passo e trasferirsi oltre oceano per tentare fortuna. E siccome si sa che fortuna audaces iuvat, il giovane Bauco (bellezza mediterranea e fascino tutto italiano) si sta già facendo valere nella comunità dell’entertainment californiano.

Francesco Bauco interpreta Lorenzo Bandini nel film “Le Mans 66”

Quando poi alla fortuna si unisce il talento, ecco che arrivano le grandi occasioni, come quella di interpretare il personaggio di Lorenzo Bandini nel film “Le Mans 66”. La pellicola, diretta da James Mangold (già dietro la macchina da presa di “Ragazze interrotte”, “Walk the line”, “Innocenti bugie” e “Wolverine, l’immortale”, tra gli altri) racconta la storica rivalità tra la Ford e la Ferrari manifestatasi durante la corsa al circuito di Le Mans nel 1966.

Il film segue le vicende del progettista Carroll Shelby (Matt Damon) e del suo pilota Ken Miles (Christian Bale), e del tentativo di battere, per conto della scuderia di Henry Ford II e Lee Iacocca, il team del cavallino rampante. Nella pellicola (che al suo primo weekend in sala ha registrato il miglior incasso ai botteghini italiani) Francesco Bauco interpreta il pilota della Ferrari, proprio colui che deve sfida Ken Miles alias Christian Bale.

VELVET: Francesco, ci racconti come sei stato coinvolto in questo progetto? Quanti provini hai dovuto superare prima di ottenere la parte di Lorenzo Bandini?

FRANCESCO BAUCO: Il mio manager mi ha chiamato un giorno dicendomi che cercavano l’antagonista di Christian Bale per un film sulle corse automobilistiche: non mi è stata data alcuna altra informazione. Il provino era composto da tre scene, l’ho fatto presso gli studi di Twenty Century Fox, a Century City. Sorprendentemente, dopo quel primo provino, non sono stato richiamato per un secondo appuntamento, e dopo una settimana ho ricevuto la chiamata del mio manager che mi ha detto che ero la prima scelta per la parte. La settimana successiva ho ottenuto la parte. Dovevo essere riservato, non parlare a nessuno del progetto e del ruolo conquistato, doveva rimanere tutto top secret.

Francesco Bauco nel film “Le Mans 66” accanto ai premi Oscar Matt Damon e Christian Bale

Cosa hai provato quando ti hanno detto che ce l’avevi fatta ed eri parte del film? Come hai festeggiato?

FB: Ero incredulo quando ho saputo che avevo ottenuto il ruolo di Lorenzo Bandini, e lo sono ancora. Incredulo e felice, perché dare il proprio contributo attoriale a un progetto cinematografico della Fox è qualcosa che ti invade di gioia e responsabilità allo stesso tempo. Ho festeggiato offrendo una cena ai miei amici storici italiani a Venice, in uno dei migliori ristoranti della città. È stato il mio modo per ringraziarli di avermi sempre supportato e sopportato!

Cosa significa interpretare un personaggio realmente esistito come Lorenzo Bandini? Che tipo di responsabilità implica tutto questo?

FB: Interpretare un personaggio reale in una storia vera (in questo caso una leggenda delle gare automobilistiche) è veramente una grande responsabilità, perchè molti conosceranno il personaggio reale attraverso la tua recitazione e versione sul grande schermo. È un onore aver interpretato un eroe come lui.

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Che tipo di ricerca hai fatto per prepararti a questo ruolo?

FB: A tutto il cast è stato chiesto di leggere il libro “Go Like Hell: Ford, Ferrari, and Their Battle for Speed and Glory at Le Mans” scritto da J. Bamie. Proprio da questo libro è tratto il film “Le Mans 66”.

Cosa significa far parte di un film con un regista candidato all’Oscar (James Mangold) e due protagonisti che l’Oscar lo hanno vinto (Christian Bale e Matt Damon)? Non mette un po’ di timore l’idea di condividere il set con dei mostri sacri della settima arte?

FB: Assolutamente sì, ma non ho voluto fissarmi troppo su questa cosa. Ho pensato solo che eravamo tutti lì a crear qualcosa di buono, senza star o premi Oscar. Grazie a questo mio atteggiamento sono riuscito a relazionarmi con Christian e Matt come attori e non come star. In passato ho avuto la fortuna di lavorare con Bruce Willis, Regina Hall, Mike Tyson, ma l’emozione di recitare accanto al mio idolo Christian Bale è stata indescrivibile!

Vivi a Los Angeles da diversi anni. Come sta andando la tua avventura statunitense? Quanto è dura?

FB: È dura vivere a Los Angeles, la competizione è molto forte e il livello di preparazione è altissimo. Allo stesso tempo lì esiste una cosa meravigliosa che si chiama meritocrazia: se uno vale ed è adeguato per un ruolo, viene preso. Non conta quanto si è famosi o quanti film si sono fatti in precedenza. È bellissimo poter incontrare questo tipo di possibilità a Hollywood.

Oltre al cinema hai avuto modo di frequentare anche il mondo delle serie tv americane. Questo business è in grande espansione anche in Italia. Che rapporto hai con la TV? Che serie guardi?

FB: Prima di lavorare con Fox ho interpretato il personaggio di Giovanni Leoni nella serie tv di Lifetime dal titolo “Delicious”. Per me è stata un’ottima palestra, ho imparato molto sul set e i colleghi erano tutti preparatissimi. Ho recitato soltanto nella prima stagione, in otto episodi, ma sono molto grato di averne fatto parte come co-protagonista. Non guardo molto la televisione, ma le serie sì, in particolare quelle fatte negli States come “Peaky Blinders”, “The Office o “Mad Men”. Ho visto anche “The Young Pope” di Paolo Sorrentino, che ho avuto il piacere di incontrare all’Italian Television Festival di Los Angeles.

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Qual è la percezione degli addetti ai lavori statunitensi nei confronti del cinema e della tv italiana? Cosa si dice di ciò che accade dalle nostre parti nel mondo dello spettacolo? Arriva qualcosa?

FB:Il cinema italiano è molto apprezzato qui a Hollywood, non solo i grandi maestri del passato (come Federico Fellini, Ettore Scola, Vittorio De Sica) ma anche quelli di oggi come Roberto Benigni, Paolo Sorrentino, Lina Wertmuller, tutti vincitori del Premio Oscar. L’unica differenza è nelle proporzioni: negli Stati Uniti il cinema è un’industria enorme, mentre in Italia è lavoro artigianale di altissimo livello. Forse questa è la differenza fondamentale.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

FB: Ci sono diversi progetti che bollono in pentola per il futuro, ma per il momento non dico nulla. Sono italiano e porta male parlarne prima, ma ti prometto che quando (e se) questi programmi andranno in porto, te lo comunicherò subito, appena dopo la firma! Per adesso incrociamo le dita forte.

Martina Riva

Musica&Cinema

Da sempre appassionata di tutto ciò che riguarda il mondo dell’intrattenimento, mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi di laurea in Storia del Cinema sul film “Lolita” di Stanley Kubrick. Finita l’università, mi sono trasferita a Los Angeles, dove, tra le altre cose, ho ottenuto un certificate in giornalismo a UCLA; nella Città degli Angeli ho lavorato per varie TV tra cui KTLA, dove per tre anni mi sono occupata principalmente di cinema, coprendo le anteprime mondiali dei film e i principali eventi legati al mondo spettacolo (Golden Globes, Academy Awards, MTV Awards e altri). Nel 2005 sono approdata alla redazione spettacoli di SKY TG24 dove ho lavorato come redattrice, inviata ai Festival e conduttrice. Le mie passioni principali, oltre al cinema, sono i viaggi, il teatro, la televisione, l’enogastronomia e soprattutto la musica rock. Segni particolari? Un amore incondizionato per i Foo Fighters!

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