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Huawei, lo smartphone cinese alla conquista dell’Occidente

Huawei non ha rinunciato a lanciare un suo smartphone sul mercato occidentale. Ciò nonostante il bando dell’amministrazione Trump. Stando al sito Gizchina, sembra che l’azienda cinese stia puntando a portarvi i prossimi modelli P40 e P40 Pro, nella prima parte del 2020.

Forse addirittura prima del Mobile World Congress che si svolgerà dal 24 febbraio. Sul recente modello Mate 30 Pro lanciato a fine settembre a Monaco di Baviera non ci sono le applicazioni Google.

Huawei è stata inserita a maggio scorso nella lista nera del commercio Usa. Questa operazione ha reso difficile acquistare prodotti e servizi dalle aziende americane. Secondo recenti indiscrezioni dei media Usa, si potrebbe aprire una tregua di 90 giorni per le aziende statunitensi che fanno affari e hanno legami con la società.

Il Dipartimento del Commercio americano si appresterebbe, infatti, ad estendere di fatto le licenze che consentono ai colossi statunitensi di continuare a lavorare con Huawei.

Secondo le previsioni del Ceo e fondatore di Huawei, Ren Zhengfei, la società prevede di vendere 240-250 milioni di smartphone nel 2019, in crescita fra il 16 e il 21% rispetto ai 206 milioni dello scorso anno. Nel 2020 le vendite all’estero sono attese invece in contrazione, ha preannunciato Ren. Si farà sentire, a differenza di quanto avvenuto quest’anno, il bando imposto dagli Stati Uniti.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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