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Il gioco virale su Tik Tok, ecco come far sparire una mano nell’altra [VIDEO]

Impazzano in rete i giochi di prestigio degli adolescenti. Spesso i ragazzi li postano su Tik Tok per poi replicarli su Twitter. È quello che ha fatto Tori Pareno, 19 anni, californiana. Tori si è cimentata in questo gioco molto popolare su Tik Tok: con un gesto rapido, le mani sembrano sparire una nell’altra. E il suo video, che mostra l’illusione ottica riuscita alla perfezione, è diventato virale. In tanti ci hanno provato e ci provano ancora. Ma pochi ce l’hanno fatta.

Tik Tok, l’app cinese che ha conquistato i ragazzi adolescenti e non solo, sta diventando una delle start up più popolari. Fino al punto che i suoi inventori meditano un ampliamento dei suoi servizi e uno sbarco in Borsa. Di fatto si tratta di un personal media che è un misto tra un social network e YouTube. Su Tik Tok si possono postare brevi video accompagnati dalla musica. Questa l’idea alla base. La quale sta avendo talmente tanto successo nel mondo da far tremare Facebook e Instagram.

Ma negli Stati Uniti, impegnati in una guerra commerciale con la Cina, diversi parlamentari hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta. Vogliono apere come funziona la app. E adesso, ormai, c’è attenzione anche in Italia. Tik Tok è stata lanciata nel 2017 dopo che la società proprietaria, ByteDance, ha acquistato Musical.ly. Quest’ultima è un’altra app amata dagli adolescenti. Permetteva di produrre video musicali in playback. Da allora la cinese Tik Tok ha vissuto una crescita vertiginosa. Ha cominciato a incalzare app dell’ecosistema Zuckerberg, come Instagram, che le sta pure copiando delle funzioni.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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