Cesare Blanc e Black Sheeps a ‘Na Cosetta insieme a Sound Meeter. Intervista a loro, Luca Carocci e New Jersey Quay [ESCLUSIVA]

Ci abbiamo messo un po’, ma ne è valsa la pena! Il 22 ottobre ha avuto luogo a ‘Na Cosetta (ora in una difficile situazione e con un crowdfunding in attivo), patria del live romano, la serata di presentazione dei videoclip targati Sound Meeter di Cesare Blanc e delle Black Sheeps, con i rispettivi singoli “Non lo faccio più” e “L’ultimo giro”.

Ospiti della serata sono stati anche Luca Carocci e i New Jersey Quay, che hanno suonato propri pezzi e featuring con i protagonisti della serata, dando vita ad un’emozionante sinergia sfociata poi in una jam session finale.

Abbiamo intervistato tutti i protagonisti dell’evento in quattro interviste esclusive, interrogandoli sulla serata, i progetti futuri, attuali e le loro fonti di ispirazione. Andiamoli a scoprire nel dettaglio.

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VELVETMAG: Quali sono i tuoi progetti attuali e futuri?

CESARE BLANC: Stasera presentiamo il video del mio ultimo singolo, targato SoundMeeter, “Non lo faccio più”. A breve uscirà il mio prossimo EP (già su Youtube e Spotify, nda), un lavorone: quattro brani acustici e tre in band, sette brani totali, non vedo l’ora lo ascoltino tutti.

V: Parlaci un po’ del tuo videoclip.

C: È stato fantastico. Ieri l’ho fatto vedere a una mia amica in anteprima e mi ha detto, “Valerio sei tu, sei davvero tu”. È uno dei complimenti più belli che potevo avere e credo sia davvero così.

V: Perché “Non lo faccio più”?

C: Capita a tutti di dirlo almeno una volta nella vita, in qualsiasi ambito. Ovviamente spesso capita con la sbronza, la mattina dopo ti svegli e ti penti. Stessa cosa se ti arrabbi.

V: Cosa non faresti più?

C: Preferisco non rispondere! (Ride)

V: Tre fonti di ispirazione?

C: De Andrè, lo porto dentro e ho tatuato addosso: “Non al denaro, non all’amore, né al cielo”. L’Antologia di Spoon River è l’album che mi ha segnato la vita, è imprescindibile. Poi Gaber, voce del pessimismo italiano. Terzo… è difficile, ma direi Lucio Dalla. Non può essere omesso.

VELVETMAG: Ci raccontate del tour?

BLACK SHEEPS: La nostra prima data è partita dalla nostra città natale, Terni, il 10 ottobre al Mishima. È stato come stare a casa, lo abbiamo scelto apposta. C’erano i visi di chi ci voleva bene, ma abbiamo avuto riscontro anche tra i musicisti ternani, cosa che spesso non succede. Stasera invece ci siamo divertite come le bestie, c’è stata molta sinergia con tutti i musicisti. Anche suonare l’ultimo pezzo tutti insieme. Per le altre date invece ci stiamo organizzando!

V: Due parole sul videoclip.

BS: Bomba! Tutti i ragazzi di SoundMeeter hanno confezionato alla perfezione il pezzo della canzone, hanno trovato l’anima, le immagini giuste, gli stati d’animo e ci hanno messo un fiocco rosso sopra.

V: Nel videoclip venite licenziate, vi è mai successo?

BS: No (ridono). Ci siamo sempre licenziate!

V: Tre ispirazioni?

BS: Skin per le sonorità. Nei testi Lucio Dalla, è un faro nella nebbia. Poi magari scrivere la metà di ciò che scrive Manuel Agnelli; ci ispiriamo molto agli Afterhours e al loro mood. La nostra Fenice ha preso piena ispirazione da Il Sangue di Giuda.

VELVETMAG: Due parole sulla serata.

LUCA CAROCCI: Interessante avere progetti diversi sullo stesso palco, uno più rock, suonato come il genere richiede e poi la delicatezza di Blanc con chitarra e voce. Creare connessioni, un’idea SoundMeeter, è sempre interessante.

V: Cos’hai cantato?

L: Passo dopo passo con le Black Sheeps e Aspetterò Febbraio con Valerio (Cesare Blanc nda).

V: Progetti futuri?

L: Ho appena finito la musica per il film di Francesco Marioni che uscirà in primavera, “Va bene così”. Sto lavorando sul nuovo disco ad Artena, tra poco rientro in studio. Ho dei pezzi che devo registrare, ma continuo a scrivere cose nuove.

V: È la tua prima colonna sonora?

L: Sì, l’ho scritta in dieci giorni da solo. Suono tutto io, insieme a Roberto Angelini che suona due slide. I produttori non mi hanno cambiato una virgola; ho visto il film per tre mesi, ci ho ragionato tanto. Ho suonato sulle immagini.

V: La collaborazione dei sogni?

L: Di botto risponderei Ben Harper, Jack Johnson… In Italia con Riccardo Sinigallia, è uno dei pochi che quando ascolto mi fa drizzare i peli. Penso sia un artista serio, riservato, ma incisivo, che non si piega.

V: Un po’ come te, giusto?

L: Mah, ci provo!

VELVETMAG: Due parole sulla serata.

NEW JERSEY QUAY: Molto bella, in compagnia di amici conosciuti grazie a SoundMeeter. Bella la proposta, i video, il live insieme.

V: Cosa avete suonato?

NJQ: Bellezza e fuorilegge, pezzo nostro con le Black Sheeps. Non andare via, pezzo di Cesare Blanc. Poi tutti insieme una jam con Ain’t no Sunshine e il Tempo di morire di Lucio Battisti.

V: Progetti futuri?

NJQ: Uscire con un nuovo singolo/video prima di gennaio. Abbiamo pezzi in cantiere, ci stiamo lavorando. Nel giro di due o tre mesi vogliamo uscire!

 

Foto a cura di Francesca Romana Abbonato

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