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Incubo nucleare: nuovo lancio di missili in Corea del Nord

Torna l’incubo del terrore nucleare. La Corea del Nord, attraverso l’agenzia di stampa KCNA, ha annunciato di aver effettuato un test “molto importante”. Il lancio sarebbe stato effettuato dall’area per vettori a lungo raggio. Nel dare la notizia si intendere, senza però specificarlo esplicitamente, che si tratti del lancio di un missile. I risultati del test sono stati dettagliati in un report non diffuso dall’Accademia della difesa nazionale nordcoreana.

Il regime di Pyongyang ha maturato questa iniziativa ostile verso il Giappone e gli Usa nel mezzo delle pressioni rivolte agli Stati Uniti. Il dittatore Kim vuole che Trump presenti entro fine anno una nuova piattaforma negoziale più in linea coi suoi desiderata. Se ciò non dovesse avvenire, è l’implicito messaggio, la ripresa dei suoi esperimenti nucleari e di missili balistici.

Il lancio di un vettore intercontinentale, del resto, sarebbe un brutto colpo all’amministrazione di Donald Trump che, ad appena un anno dalle elezioni presidenziali, vedrebbe franare uno dei successi rivendicati sul fronte diplomatico.

Ossia lo stop di due anni delle intemperanze della Corea del Nord, malgrado abbia ripreso negli ultimi mesi i test di “proiettili” multipli e missili a corto raggio. Pyongyang ha condotto i suoi ultimi test nucleare a settembre 2017 e di un missile intercontinentale a dicembre 2017.

Alla base dell’ultimo lancio, invece, si presume siano andate sempre avanti le attività di perfezionamento dei motori di razzi a combustibile solido per aumentarne stabilità e affidabilità. A Washington, Trump ha di recente messo in guardia la Corea del Nord dal non intromettersi nella sua campagna di rielezione.

Donald Trump e Kim Jong-un

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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