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Presepe in gabbie di metallo: la Natività anti Trump scuote l’America

Un presepe in gabbia, con le statue di Giuseppe, Maria e Gesù bambino in una cella di metallo. Una cella e una gabbia in tutto simili a quelle di tanti centri di detenzione. Esattamente quelli in cui gli immigrati vengono rinchiusi quando varcano illegalmente il confine con gli Stati Uniti.

Pastore protestante donna

La rappresentazione della Sacra Famiglia dentro una gabbia si trova nel cortile della chiesa metodista unita di Claremont. Si tratta di una cittadina della California, a sud-est di Los Angeles. La pastora Karen Clark Ristine ha scelto di separare le figure della Sacra Famiglia in gabbie singole.

“Ricordiamoci chi erano quei personaggi…”

Questo per ricordare a tutti che i personaggi del presepe erano dei rifugiati. Anch’essi appartenevano a famiglie senza nome. Molto simili a quelle che oggi attraversano la frontiera sud degli Stati Uniti provenienti dal Messico. “Immagina che Giuseppe e Maria siano separati al confine. E Gesù, non più grande di due anni, sia portato via da sua madre e posto dietro le recinzioni di un centro di accoglienza. Negli ultimi tre anni sono stati più di 5.500 i bambini che hanno fatto la stessa esperienza. Gesù è venuto per insegnarci gentilezza e misericordia e un’accoglienza radicale”.

Post su Facebook e molte condivisioni

Queste le parole della pastora Karen Clark Ristine. L’immagine del presepe in gabbia, postata su Facebook, ha ricevuto oltre 12 mila condivisioni e commenti. Molti dei quali critici per la contestazione delle politiche presidenziali sull’immigrazione. Non è la prima volta che la Chiesa metodista usa il presepe per affrontare dei temi sociali, sottolinea Agensir, l’agenzia d’informazione della Cei (Conferenza episcopale italiana).

L’attenzione ai più poveri

La crisi dei senzatetto, ad esempio, è stato uno dei temi più ricorrenti negli scorsi anni. “Poiché le immagini del presepe stanno a cuore a tutti, vorremmo attraverso queste suscitare compassione verso i più bisognosi”, ha concluso la pastora. Un presepe tradizionale è stato comunque allestito all’interno della chiesa.

 

La pastora cristiana metodista Karen Clark Ristine

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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