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Da Nadia Toffa al perché dei fatti: ecco cosa cercano gli italiani su Google

I personaggi, i perché e i cosa significa. Da Nadia Toffa alle cause della caduta del governo M5S-Lega. Passando per il movimento delle Sardine fino al significato di “Macchu Picchu” o a come fare domanda per diventare Navigator. È Google, nella sua consueta analisi annuale, a indicare i trend delle ricerche degli italiani nel 2019.

In cima alle parole che hanno registrato un picco nel nostro Paese, sottolinea AdnKronos, è forte il ricordo di Nadia Toffa. Al secondo posto l’incendio della cattedrale di Notre Dame a Parigi e il Festival di Sanremo. Curioso che tra le prime dieci posizioni (ottava tra le parole e terza tra i personaggi) appaia Mia Martini.

Ma, dicono da Google, sono i perché a catturare maggiormente l’attenzione degli italiani. Principalmente l’attualità con “perché è caduto il governo“, “perché si chiamano sardine“, “perché la Turchia attacca i curdi“, “perché c’è la guerra in Siria” e “perché il Mose non funziona”. Oppure, passando per le curiosità storiche, con il “perché non siamo più tornati sulla Luna” e il ricorrente “perché si festeggia ferragosto”.

Accanto ai perché ci sono i “cosa significa”, che gli italiani hanno cercato in relazione a luoghi turistici. Come Macchu Picchu in Perù e Hollywood. Ma anche nei tormentoni estivi, nell’attualità economico-politica e, perché no, anche un po’ nel gossip.

Ma c’è un trend emergente, ha rilevato Google, che ha riscontrato l’interesse degli italiani nel 2019. Ossia le ricerche legate al ‘fai-da-te’. Se al primo posto c’è “come fare domanda navigator“, indice della necessità per molti di trovare un lavoro, diventa ricorrente trovare in cima alla lista istruzioni per addobbi natalizi. Ma anche costumi di carnevale o segnaposto pasquali e – forse un po’ meno – come costruire un pollaio o un condizionatore per casa.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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