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Parigi, sciopero dei trasporti e code per 630 chilometri

A poco più di una settimana dal Natale la Francia è nel caos. I trasporti pubblici sono bloccati per uno sciopero a oltranza contro la riforma delle pensioni voluta dal presidente Emmanuel Macron. Al momento non c’è in vista alcuna trattativa: fra le parti è muro contro muro.

Lunedì 16 dicembre si sono verificati ben 630 chilometri di code nel traffico automobilistico e veicolare nell’Ile-de-France, la regione parigina. Questo perché i francesi non possono usufruire dei mezzi pubblici, completamente bloccati dalla protesta che è scattata oltre dieci giorni fa, il 5 dicembre.

Treni e metropolitane sono quasi del tutto assenti. E ora cresce l’esasperazione fra la gente nelle strade, alle prese con lo shopping e le partenze per le vacanze natalizie. Malgrado quanto annunciato la scorsa settimana, nessun incontro fra il governo e i sindacati è programmato per oggi, 17 dicembre, né domani, giornata in cui è in programma una nuova manifestazione a Parigi.

Per venerdì 20 dicembre è fissata la tradizionale partenza per le vacanze di Natale. Il 55% dei francesi, stando a un sondaggio, definisce “inaccettabile” che i trasporti non funzionino in queste giornate.

Si è intanto dimesso Jean-Paul Delevoye, il ‘Mr. Pensioni’ del governo transalpino. Delevoye è finito in questi ultimi giorni al centro di aspre polemiche a causa di incarichi che aveva omesso di dichiarare prima di assumere le sue funzioni di governo.

Da parte sua, l’Eliseo (Il palazzo sede dell’Esecutivo a Parigi) ha riferito che Delevoye “verrà sostituito al più presto”. I francesi, però, hanno altri grattacapi. E continuano lo sciopero e le proteste contro la riforma previdenziale voluta da Emmanuel Macron.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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