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Genova, il sindaco: “A maggio 2020 la prima auto sul nuovo Ponte Morandi”

Tutti i lavori edilizi, non quelli di acciaio ma le pile, saranno terminati entro la fine di gennaio. Questo consentirà di vedere a metà marzo il ponte completo con tutte le infrastrutture in acciaio montate. A metà maggio, pensiamo, potrà passare la prima macchina“.

Sopralluogo del sindaco e del governatore

Così, oggi 24 dicembre, vigilia di Natale, il sindaco di Genova e commissario per la costruzione del viadotto sul Polcevera Marco Bucci. Il primo cittadino ha effettuato un sopralluogo al cantiere assieme al governatore ligure Giovanni Toti.

La rabbia del Comitato Vittime

“Quella di Aspi (Autostrade per l’Italia) è tra le letterine che non vorresti mai vedere. Siamo dalla parte del Governo che sta cercando di mettere una pezza ad anni e anni di inadeguatezza nell’affidamento dei nostri beni pubblici – scrive in una lettera di Natale aperta Egle Possetti, del Comitato Vittime Ponte Morandi -. Pensiamo che le minacce siano un bruttissimo segnale in democrazia e che l’etica imprenditoriale, in questo caso, debba fare ancora molti passi avanti”.

“Se non sono una giusta causa 43 morti…”

“Per noi famigliari questi giorni sono particolarmente duri, troppe sedie rimarranno vuote” esordisce nella lettera di Natale Egle Possetti. E chiede la revoca delle concessioni alle autostrade perché 43 morti sono una giusta causa. Possetti si riferisce alle contestazioni di Autostrade per l’Italia circa la norma del decreto Milleproroghe che parla di affidamento ad Anas in caso di revoca delle concessioni.

“Il contratto va rescisso”

“Mi fu insegnato che esistono anche le giuste cause per rescindere contratti – scrive Possetti -, penso che non si debba aggiungere altro, dicendo che 43 persone morte possano essere un ottima causa. Le colpe saranno definite in tribunale ma anche un bambino che scrive la sua lettera a Babbo Natale potrebbe dire che questa gestione ha avuto qualche piccolo problema”.

La lettera si conclude con un auspicio: “Noi vogliamo che questo paese cambi, vogliamo che i sorrisi di chi ci ha abbandonato, possano risplendere da qualche parte, rasserenati per quello che si è potuto cambiare in questo triste paese dove conta di più la ‘grana’ che la vita”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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