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Giovanni Anselmo in mostra all’Accademia di San Luca a Roma

 

Giovanni Anselmo e l’Arte Povera. Ma cos’è l’Arte Povera?

È un movimento artistico nato in Italia nella seconda metà degli anni Sessanta, al quale aderirono soprattutto autori di ambito torinese, sotto l’egida del critico d’arte Germano Celant. Ad accomunare questi artisti, diversi fattori: la polemica nei confronti dell’arte tradizionale, della quale rifiutano in particolare tecniche e supporti, prediligendo piuttosto materiali “poveri” come la terra, il legno, il ferro, gli stracci, la plastica e gli scarti industriali. I primi protagonisti di questo movimento furono Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali ed Emilio Prini. Con il passare del tempo, il numero degli esponenti aumentò notevolmente, includendo Giovanni Anselmo, Mario Ceroli, Mario Merz, Giulio Paolini, Gianni Piacentino, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio ed altri ancora.

Il 12 novembre, a Roma, si è aperta una mostra davvero imperdibile: Giovanni Anselmo. Entrare nell’opera, visitabile fino al 31 gennaio a Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia di San Luca. Una retrospettiva che ripercorre gli oltre cinquant’anni dell’attività del grande poverista, attraverso 27 opere appositamente selezionate dallo stesso Anselmo. Sono di grandi dimensioni, spaziano dalla fine degli anni Sessanta ad oggi e provengono oltre che dalla sua collezione personale, da importanti istituzioni, gallerie e raccolte private italiane, tra cui il MART di Rovereto, il Castello di Rivoli e la GAM di Torino.

GiovanniAnselmo
RESPIRO, 1969
ferro, spugna di mare
2 elementi, 13 x 470 x 6 cm ciascuno
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
in comodato da
Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT
Foto: © Paolo Pellion

Nel 2016 è stato conferito a Giovanni Anselmo (Borgofranco d’Ivrea, 1934) il Premio Presidente della Repubblica per la Scultura. Il prestigioso Premio venne istituito dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi con una lettera dell’ottobre 1948 e da allora attribuito a personalità che si sono particolarmente distinte nei diversi campi della cultura, dell’arte, della musica e delle scienze. Alle tre Accademie Nazionali (Lincei, San Luca e Santa Cecilia) il compito della segnalazione, a cadenza annuale, dei nominativi. Per l’Accademia Nazionale di San Luca, scelgono il vincitore le tre classi accademiche di Pittura, Scultura e Architettura.

 

Giovanni Anselmo è autodidatta; alla fine degli anni Cinquanta inizia a lavorare come grafico in uno studio pubblicitario e nel tempo libero si dedica autonomamente alla pittura. Nel 1990 vince il Leone d’Oro alla Biennale d’Arte di Venezia per la pittura. Poi, verso la metà degli anni Sessanta inizia lentamente a virare verso l’installazione, in quanto genere che più di tutti gli consente di indagare il rapporto tra luogo e opera. Per creare le sue prime opere comincia quindi ad utilizzare il fil di ferro ed il tondino fine, i quali gli consentiranno di studiare le linee di tensione in relazione alla forza di gravità. Di fatto le tensioni e le energie continuano a costituire ancora oggi la base del suo lavoro.

Entrare nell’opera non è solo il titolo della personale, ma anche della fotografia su tela del 1971 esposta nella sala al piano terra dell’Accademia di San Luca. Quest’ultima raffigura lo stesso artista, vestito di nero, come unico punto immerso in un campo: un modo per analizzare la natura come un elemento in grado di risucchiare e assimilare l’uomo. Tuttavia, la mostra si apre con un’installazione assai scenografica nel cortile del palazzo: si tratta di Dove le stelle si avvicinano di una spanna in più, costituita da grandi pietre dislocate al suolo, seguendo un ordine solo apparentemente casuale; in realtà la logica è poetica: i massi sono lì per aiutarci a guardar le stelle. Quelle pietre sembrano richiamare giardini orientali o le lastre di porfido dei pavimenti cosmateschi.

 

E poi c’è Particolare, un’altra installazione in cui questa stessa parola viene proiettata su un muro e in un angolo di una stanza. Così facendo l’artista intende indicare una coordinata spaziale che cambia tutte le volte, anche quando la si proietta su un braccio, per esempio. Interessante è senza dubbio anche Respiro del 1969 che comprime un materiale morbido come una spugna fra due barre di ferro: un contrasto tra leggerezza e pesantezza che ha da sempre intrigato l’artista.

 

Giovanni Anselmo. Entrare nell’opera

Dal 13 novembre 2019 al 31 gennaio 2020

Accademia Nazionale di San Luca, Palazzo Carpegna

Piazza dell’Accademia di San Luca, 77

Roma

Tel. 06 679 0324; [email protected]

Ingresso gratuito

https://www.accademiasanluca.eu

Manuela Valentini

Arte&Cultura Manuela Valentini lavora tra Roma e Bologna. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bologna, è curatrice indipendente di mostre d’arte contemporanea in Italia e all’estero. Tra i vari progetti realizzati, si ricorda New Future – una collettiva promossa da Visioni Future, MAMbo e BJCEM – durante la quale sono stati presentati i lavori di tredici artisti visivi selezionati al W.E.Y.A World Event Young Artist di Nottingham. Ha inoltre curato un focus a proposito dell’arte giovane italiana in occasione di Mediterranea 16, la sedicesima edizione della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo. Infine, nel 2014 ha portato un’installazione di Marcos Lutyens in esposizione al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Iscritta all’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, si è occupata di due rubriche (Ritratto del curatore da giovane e L’altra metà dell’arte) per Exibart – per cui continua a scrivere – ma l’esordio in ambito giornalistico è avvenuto nel 2010 sulle pagine culturali de Il Resto del Carlino.
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