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iPhone “economico”, scatta il conto alla rovescia: come sarà e quanto costerà

L’iPhone cosiddetto “economico” sta per arrivare. Sarà disponibile sull’infinito mercato dei prodotti high-tech entro la prima metà di quest’anno, dunque entro giugno 2020. Secondo le prime indiscrezioni che filtrano dagli Stati Uniti avrà l’aspetto del “vecchio” iPhone 8 del 2017.

Questo è quanto suggeriscono alcuni “rendering” del dispositivo. Li ha pubblicati in esclusiva il sito iGeeksBlog in collaborazione con il noto “leaker” Steve Hemmerstoffer.

Stando alle voci in circolazione, il melafonino potrebbe chiamarsi iPhone SE2 o iPhone 9. Costerà all’incirca 400 dollari, ossia poco meno di 400 euro. Le dimensioni, secondo Hemmerstoffer, dovrebbero essere analoghe a quelle dell’iPhone 8 da 4,7 pollici.

Soltanto lo spessore sarebbe lievemente più elevato rispetto al modello di tre anni fa. Passerebbe cioè da 7,3 a 7,9 millimetri. Esteticamente lo smartphone si presenta senza notch – la rientranza presente nella parte alta dello smartphone – ma con cornici abbastanza vistose.

In pratica quella quella inferiore ospiterebbe il Touch ID. Una singola fotocamera è nella scocca posteriore, che dovrebbe consentire la ricarica wireless di altri dispositivi. L’attesa è anche per una batteria capiente e per un processore potente, l’A13 Bionic che equipaggia i nuovi smartphone della Mela.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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