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Marco Pantani, avrebbe compiuto 50 anni il mito del ciclismo italiano

Il 13 gennaio del 1970 nasceva a Cesena Marco Pantani, il Pirata. Uno dei più grandi ciclisti italiani di sempre e uno dei personaggi più tragici dello sport italiano per la sua storia personale.

Pantani passò dal trionfo alla polvere nel giro di pochi anni. Fu capace di imprese storiche, tra cui le vittorie al Giro d’Italia e al Tour de France nel 1998. Una gloria tanto grande quanto fugace.

Nel 1999, infatti, durante il Giro d’Italia che sta vincendo, un test antidoping mostra un tasso di ematocrito superiore al limite previsto dai regolamenti, che porta alla squalifica del Pirata e di tutta la sua squadra.

Il gruppo lascia il Giro. Tornato in bicicletta nel 2000, i risultati non arrivano e la depressione, oltre all’uso di cocaina, portano Pantani verso un lento declino. Fino alla tragica fine il 14 febbraio 2004, quando viene trovato morto nel residence “Le Rose” di Rimini per un’overdose di cocaina.

In molti, a partire dalla sua famiglia, avevano sollevato – e continuano a sollevare – dubbi sulle dinamiche della morte sostenendo che Marco Pantani sia stato ucciso. Per i magistrati, tuttavia, non c’erano elementi per affermarlo e il caso è stato archiviato.

Il monumento a Marco Pantani nella sua città: Cesenatico

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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