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Musica

Francesco De Gregori, Rimmel compie 45 anni: ecco la storia dell’album

Ben 45 anni fa usciva “Rimmel“, il quarto album in studio di Francesco De Gregori. Questo disco, uscito dunque nel 1975, è uno dei più noti del cantautore italiano e probabilmente quello che gli ha portato più soddisfazioni e successo. Vediamo insieme come è nato questo album ed ascoltiamo alcune parole dell’artista.

Francesco De Gregori: la vera storia di Rimmel

“Rimmel come il trucco che usano le ragazze, quello per gli occhi. Rimmel nel senso di trucco, di qualcosa di artefatto, ma questo disco è fatto per smascherarli, per metterli in evidenza. Almeno queste sono le intenzioni.”

Un album intitolato “Rimmel” come la canzone omonima e il trucco usato dalle ragazze. De Gregori si è preso il compito di svelare cosa si cela dietro alle maschere, ai difetti coperti maldestramente con un po’ di trucco. Questo disco rimase in classifica per ben 60 settimane ed ebbe un successo spaventoso: è infatti inserito al ventesimo posto nella classifica italiana di Rolling Stone.

Tutti i segreti di Rimmel svelati dal cantautore

“Rimmel” venne registrato nel ’75 negli studi RCA di Roma insieme a Renzo Cenobi. Ecco cosa ha detto di lui Francesco De Gregori:

“Il mio primo “vero” chitarrista è stato Renzo Zenobi, che suonava tutto pulitino e mi diceva sempre che dovevo imparare a suonare meglio la chitarra. Lui eseguiva dei fingerpicking impeccabili, con tutte le note che suonavano allo stesso livello, mentre io arrancavo dietro di lui dimenticando pezzi di arpeggi.”

Una delle canzoni più famosa dell’album è senza dubbio “Quattro cani“. Molti hanno ipotizzato chi potessero essere questi quattro animali, ma l’ipotesi più attendibile riguarda senz’altro altri cantautori o produttori italiani. I quattro cani della canzone potrebbero essere Venditti “il cane bastardo che conosce la fame e la tranquillità”, Italo Greco, colui che “va dietro i fratelli e si fida”, Patty Pravo la “cagna che quasi sempre si nega qualche volta si da”, e De Gregori stesso, il famoso e ultimo “cane di guerra che ossi non ha.”

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