Sara Farnetti: la dieta tipo? “Su misura, come l’abito giusto” [INTERVISTA]

La dottoressa Sara Farnetti è specialista in Medicina Interna ed esperta in Nutrizione Funzionale Medica.Ad un mondo che corre alla ricerca della dieta corretta per perdere peso, senza prestare attenzione principalmente alla salute, la dottoressa Farnetti ha risposto con diete alimentari personalizzate, cura e attenzione verso le reali esigenze del paziente e studio del metabolismo e della nutrizione.

Con noi di VelvetMag si è aperta in un’intervista volta a sradicare i falsi miti che circolano intorno al tema della salute, del benessere e, infine, dell’alimentazione.

Dottoressa Farnetti, oggi si assiste a una corsa disperata alle diete estreme, che promettono di perdere molto peso in poco tempo. Cosa ne pensa? Quanto sono pericolose?

Il fenomeno della “dieto-mania” non è tanto medico quanto più culturale, e nasce dal desiderio di apparire come i modelli di oggi ci richiedono di essere. Si tratta di un concetto che va al di là dell’ambito medico e proprio per questo motivo, purtroppo, l’ars medica viene privata di uno strumento importante, quale è il cibo, che, invece, può curare e prevenire le malattie.

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A questo proposito possiamo affermare che cercare un regime alimentare con la finalità di modificare l’aspetto fisico spesso fa perdere di vista l’obiettivo principale, che è quello di stare in salute. Ci sono molte diete, infatti, che fanno dimagrire ma non fanno guarire.

Le “diete dell’ultimo minuto”, con gli schemi, piuttosto che con bibite e barrette, non appartengono ad una strategia medica, quanto più a una strategia nutrizionale. Alcune di queste funzionano, altre non funzionano, e altre ancora non guariscono.

Dimagrire non è guarire! Se si dimagrisce con una dieta, non è detto che guarisca lo squilibrio di cui si è affetti. C’è chi è affetto da una patologia, o è predisposto ad averla. C’è chi è in salute e vuole continuare ad esserlo: l’alimentazione è un vestito che va cucito su misura, e bisogna cercare una dieta su misuradove per dieta si intende una strategia nutrizionale con alimenti che funzionano in modo adeguato in base al soggetto. Gli alimenti, infatti, sono come vestiti che si adattano a ciascuno di noi: gli effetti non sono uguali per tutti. Scegliere una dieta che non abbia effetti a lungo termine e non vada ad agire sulla salute non è utile, se non addirittura dannoso.

In quest’ottica da sempre è promotrice della medicina di precisione e di prevenzione. Di cosa si tratta?

Nell’ambito dell’approccio medico integrato, la medicina oggi ha ampliato i suoi obiettivi e punta ad una prevenzione secondaria e primaria: ovvero curare il paziente laddove sia malato, e cercare di metterlo nelle condizioni di non ammalarsi. 

Per fare questo si deve lavorare conoscendo con precisione il paziente,le malattie di cui è affetto, o a cui potrebbe andare incontro, per cercare con precisione di prevenire i rischi a cui va incontro. In quest’ottica si fanno degli esami, che portano a stilare un programma di sorveglianza attiva, per proteggere l’individuo e mantenerlo in salute.

Potremmo dire che la medicina di precisione è una medicina che studia il futuro del paziente, un paziente sano, che non deve ammalarsi e su cui va fatta una prevenzione primaria.

Dottoressa Farnetti, lei afferma che “i 3 pasti sono come 3 note che devono essere suonate insieme”. Cosa significa e quali sono le cattive abitudini alimentari più diffuse tra gli italiani?

Quando mangiamo il cibo ha un effetto ormonale immediato sugli organi. Per ottenere l’effetto migliore non si possono combinare gli alimenti in modo anarchico, ma bisogna pensarli come note che insieme creano una melodia. Gli alimenti, infatti, vanno mixati insieme in modo strategico e funzionale, seguendo un filo logico, proprio come si fa con le note musicali all’interno di uno spartito per ottenere la melodia, ovvero la migliore associazione. Allo stesso modo non è l’alimento in sé a determinare l’effetto sul corpo, ma l’associazione.

Alcune cattive abitudini alimentari degli italiani riguardano proprio le associazioni. La più diffusa è certamente quella dei carboidrati (pasta e pane, pizza e macedonia, ecc…) che hanno un effetto ormonale immediato sulla produzione di insulina. Anche il mix delle verdure è un errore comune: si pensa che mettendo insieme molte verdure si componga un piatto salutare, ma in realtà si affatica l’organismo, che si trova alle prese con minerali diversi tra loro.

Si parla spesso di “accelerazione del metabolismo”: sfatiamo qualche falso mito a riguardo

In primis sfatiamo il mito del metabolismo come un qualcosa di astratto. Il metabolismo, infatti, è la sintesi della funzione degli organi, quindi dobbiamo prima far funzionare bene tutti gli organi ad ogni pasto per ottenere un metabolismo che funzioni.

In questo senso non esiste nemmeno l’acceleratore del metabolismo, ma esiste la consapevolezza che ad ogni pasto possiamo far funzionare bene i nostri organi o meno. Dobbiamo cercare di immaginarlo come un sistema complesso, composto da diversi organi che funzionano in concerto.

Lei è anche conosciuta come la “dottoressa delle vip”, le sue diete e i consigli di salute sono sempre degli “abiti cuciti addosso alle pazienti”. Possiamo dire, dunque, che non esiste la formula magica per essere come una star dello spettacolo?

Questo possiamo ben dirlo! I miei pazienti mi scelgono perché prima che al loro aspetto fisico penso alla loro salute. Tutte le persone hanno dei difetti, ma magari non vengono messi in mostra. Tutti dovremmo pensare, invece, ad essere il meglio di noi stessi senza pensare che gli altri siano perfetti: nessuno lo è.

Certamente, però, si può migliorare in alcuni aspetti e con il corpo si possono fare dei cambiamenti impressionanti e lo si può migliorare in molti punti con la forza di volontà. Sottolineo il fatto che si può cambiare l’aspetto fisico anche al di là delle proprie aspettative, ma bisogna sempre soffermarsi principalmente sull’animo. Possiamo modificare il nostro corpo in mille modi, infatti, ma se non siamo in pace con l’animo saremo sempre insoddisfatti, qualunque sia il risultato esteriore.

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