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Freddo record a Miami, è allarme iguane: “Di notte possono cadere dagli alberi”

Gli Stati Uniti si ritrovano in questi giorni sotto un’ondata di gelo molto intensa. Che non colpisce solo le zone più a nord, ma si estende anche in alcuni stati del sud, dalla Louisiana a North e South Carolina, passando per Georgia e Florida.

A causa dell’anomalo fronte freddo, il National Weather Service di Miami ha emesso un’allerta per la caduta delle iguane dagli alberi nel corso della notte. Le temperature minime notturne sono scese infatti a pochi gradi sopra lo zero. Le iguane, animali a sangue freddo, vanno in letargo e si irrigidiscono con temperature del genere.

Questo significa che possono quindi cadere dagli alberi e apparire come morte, pur essendo invece vive (la foto in alto è tratta dall’account Twitter di Jaracanda News @JacaNews e indica come coprire un’iguana caduta per proteggerla). “Non è qualcosa su cui solitamente facciamo previsioni, ma non sorprendetevi se vedete le iguane cadere dagli alberi stanotte mentre le minime scendono a poco sopra lo zero”, ha scritto su Twitter il National Weather Service.

Ron Magill, direttore delle comunicazioni allo Zoo di Miami, ha fornito la sua spiegazione. “La temperatura a cui le iguane iniziano ad andare in uno stato dormiente – ha dichiarato – dipende molto dalle loro dimensioni. In generale, più grande è l’iguana, più è in grado di tollerare temperature basse per periodi più lunghi”.

Peraltro, questi animali possono raggiungere dimensioni considerevoli, anche sino ai dieci chilogrammi di peso e il metro e mezzo di lunghezza. Quindi la preoccupazione è che se cadessero su auto, piscine o strade, potrebbero diventare pericolose per i passanti.

Il National Weather Service: “Le iguane possono cadere dagli alberi ma non sono morte”

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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