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Italo Marseglia trionfa ad AltaRoma: “Non posso fare a meno della grandiosità dei sogni” [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Il brand Italo Marseglia nasce pochi anni fa, nel 2016, grazie alla volontà del suo omonimo designer fondatore. Deciso a perseguire un lavoro creativo imperniato al “less is more”, Italo ha messo a punto un particolare processo matematico di sviluppo della forma. Le silhouettes seguono il corpo che le indossa, adeguandosi alla persona ed ai suoi movimenti per una vestibilità senza bisogno di taglie canoniche. Le collezioni riscuotono da subito grande interesse, ottenendo la distribuzione persino in Asia e in America. La griffe si distingue immediatamente per la ricerca di materiali innovativi.

La nuova collezione autunno/inverno 2020/2021, presentata con grande successo durante AltaRoma, all’ex Caserma Guido Reni sabato 25 gennaio 2020, intitolata “Lo Zoomantic”, prende spunto da un safari romantico e visionario. L’ispirazione in particolare è alle prime due domatrici circensi femminili: Claire Heliot e Olga Jeannet, e al loro difficile affermarsi nel tardo Ottocento, in un mondo così maschilista ed ostracizzante come quello del circo. Testimonial d’eccezione Fiona May. VelvetMag incontra Italo Marseglia nel backstage della sfilata. Lo stilista ci illustra la scelta dei materiali sostenibili e ci parla dell’iconico patchwork che caratterizza le sue collezioni.

Intervista esclusiva a Italo Marseglia per VelvetMag

 

Italo complimenti per l’enorme successo! Abbiamo visto in passerella una sfilata dedicata completamente alla sostenibilità e al riutilizzo di materiali di scarto, oggi di grande attualità. Un rispetto verso le scelte del consumatore o altro?

L’attenzione alla sostenibilità viene dall’osservazione di un’esigenza che viviamo tutti come inquilini di questo pianeta. Anche il consumatore più esigente oggi non può evitare l’attenzione alle tematiche ambientali e per questo io e il mio brand ci impegniamo nel soddisfare questa necessità. La sfida da cogliere è stata proprio come poter abbracciare il trend dell’ethical fashion, rispettando i dettami di quello che deve essere un prodotto high-end. Da questa riflessione viene la scelta dell’ UPCYCLING. Il riutilizzo di materiale di scarto o giacente che dona nuovi contenuti creativi e nuova vita. Quindi la scelta è orientata al rispetto verso i nostri consumatori, ma anche una precisa presa di posizione sull’emergenza climatica. Ho deciso di coinvolgere una delle case più importanti al mondo, per la produzione di pizzo, per salvare materiale destinato al macero. Siamo alla terza edizione del patchwork ottenuto dagli scarti e ringrazio la Maison Hallette per aver creduto in questo progetto dal suo esordio!

 

 

L’ispirazione circense della collezione

 

In questa splendida collezione prevale l’ispirazione onirica e circense, come mai questa scelta?

L’onirico è un fattore sempre presente nelle mie collezioni. La progettazione che c’è dietro questi racconti che diventano poi collezioni è lunghissima e prende spunti da vari mondi e ambienti, ma di una cosa non posso fare a meno: la grandiosità del sogno! Vorrei che i miei capi riuscissero a far arrivare un po’ di questo sogno al cliente finale. C’è anche una motivazione più personale. La mia passione per gli animali mi accompagna dall’infanzia – preferivo i documentari di Piero Angela ai cartoni animati! – e con i sogni ho sempre avuto un rapporto complicato: non ne faccio! O comunque non li ricordo mai. Quindi cerco di ricostruirli ad occhi aperti grazie alle mie collezioni. La parte “circense” della collezione è un tributo a queste due fortissime figure femminili che per prime hanno affrontato il mondo maschilista del circo: Olga Jeannet e Claire Heliot. Il loro rapporto con gli animali cambiò la visione della figura femminile nel tardo Ottocento. Sono loro il mio modello di donna dallo spirito flamboyant e ribelle che vorrei vestire oggi.

L’iconico patchwork di Marseglia che recupera gli scarti tessili

 

In passerella non mancano le creazioni con il suo iconico patchwork, punti cardini della maison. Da dove deriva l’ispirazione?

L’ispirazione è il risultato di uno studio fatto sui rifiuti del settore tessile. Mi trovavo in fiera a Milano per la selezione dei tessuti della Autunno/Inverno 2019/2020 e pensavo a che fine facessero tutti i pezzi di tessuto meravigliosi che i tessutai ci mostravano. Da allora ho cominciato questo “piano di salvataggio” per poter evitare che materiali preziosi e con una grande storia da raccontare finissero al macero. Il patchwork in molte culture è un modo per tramandare ricordi di generazione in generazione ed è così che lo intendo: recuperare gli scarti per costruire nuove storie che scriverà chi acquista questi capi. Questa stagione, poi, presentiamo una versione del patchwork 3.0: stampato con tecnica eco-green su diverse basi di tessuti dal pizzo di cotone al tessuto con fibra d’alga bio made in Toscana.

 

Fiona May testimonial di Marseglia

 

Cosa l’ha colpita di Fiona May, special guest della sfilata?

Fiona è una donna incredibilmente tenace e credo incarni benissimo le caratteristiche delle eroine da cui prende spunto la collezione. Anche lei è una donna che si batte contro i limiti e gli ostacoli! Inoltre, ha una classe ed un appeal che mi affascinano particolarmente e per questo la vedo perfetta nell’indossare le mie creazioni.

L’esperienza con Sarli

 

Ha lavorato con Sarli, cosa porta con se di questa esperienza?

Tutto il pesante bagaglio del “made in Italy”! In atelier ho imparato i valori del saper fare ed il rispetto delle maestranze italiane che portano avanti lavorazioni e tecniche uniche. Ad oggi, mi impegno per portare la cura del dettaglio ed il saper fare della couture all’italiana in un pret-a-porter che guarda al futuro della moda e dell’ambiente.

 

Il suo è un marchio giovane, cosa si aspetta dal futuro?

Mi aspetto di riuscire a conquistare sempre più mercati, di essere maggiormente presente nel mercato italiano e di consolidarci come brand. Non solo semplici aspettative, ma un progetto al quale lavoriamo ogni giorno con tenacia e dedizione.

 

AltaRoma, la kermesse ora è orientata al lancio dei nuovi designer. Quanto deve alla manifestazione?

Devo molto ad Altaroma. Mi ha permesso di avere una grande visibilità in Europa e all’estero. Visibilità che si è tradotta in nuovi accordi commerciali e distributivi, nuove opportunità di business ed una grande crescita professionale.

La donna Marseglia in tre aggettivi?

Colta, anticonvenzionale e raffinata!

Elena Parmegiani

Moda & Style

Giornalista di moda e costume, organizzatrice di eventi e presentatrice. Consegue la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa all’Università “La Sapienza” di Roma. Muove i primi passi lavorativi con gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari. Da più di dieci anni è il Direttore Eventi della Coffee House del prestigioso museo Palazzo Colonna a Roma. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. Come consulente è specializzata nella realizzazione sia di eventi aziendali, sia privati. Scrive di moda, bon ton (con una sua rubrica), arte e spettacolo. Esperta conoscitrice dei grandi nomi della moda italiana, delle nuove tendenze del Fashion e del Made in Italy. Cura anche la rubrica di Velvet dedicata al Wedding.

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