Esclusiva Velvet

Antonio Martino: “La moda? E’ l’amore della mia vita!” [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Avere un sogno ed ogni giorno perseguirlo con costanza, sacrifici e determinazione. Lasciare la propria famiglia, a soli quattordici anni, per andare nella capitale, cercando di mantenersi autonomamente e nel contempo studiando per garantirsi un futuro nel mondo della moda. Un destino voluto, ambito ed agognato. E’ la favola dello stilista Antonio Martino. Il couturier campano di Roscigno, un paesino di 400 abitanti in provincia di Salerno, che lascia tutto giovanissimo per inseguire il proprio obiettivo: diventare uno stilista di alta moda. Ed è la favola di chi c’è l’ha fatta, quella che è andata in scena venerdì 25 gennaio 2020 sulle passerelle di AltaRoma. All’ex Caserma Guido Reni sfila l’ultima collezione autunno/inverno 2020/2021 Antonio Martino Couture, ispirata al rinascimento Giapponese e alla leggenda di Tanabata.

 

Anna Tatangelo e Simona Molinari tra le testimonial del brand

Il designer ha saputo emozionare, più di 600 persone, con delle creazioni dal sapore moderno, ma anche molto romantico. L’ispirazione deriva dall’oriente e alla poesia dei suoi colori e delle sue forme. Martino, nel corso dei suoi trent’anni di carriera, ha curato l’immagine di molte donne dello spettacolo. In primis, Simona Molinari, di cui sta preparando il vestito per la serata del Festival di Sanremo, ma anche Anna Tatangelo, Manuela Arcuri, Martina Colombari e Cristina Chiabotto. I sogni del couturier oggi partono dalla base creativa di Via Portuense, in zona Trastevere a Roma, fino a solcare le passerelle e gli eventi più importanti. Martino è anche docente di moda presso l’Accademia del Lusso. Si racconta in un’intervista esclusiva per VelvetMag.

Intervista esclusiva VelvetMag a Antonio Martino

 

Antonio si aspettava tutto questo successo per il suo defilè?

In verità prima di iniziare la sfilata ero molto teso. Ho percepito però che c’era molto interesse intorno all’evento, già da quando il giorno prima ero allo Showcase, (n.d.r. la manifestazione ideata sempre da AltaRoma che permette ai designer di esporre i propri capi sotto forma di esposizione). E’ arrivata molta gente a trovarmi ed erano tutti incuriositi dal tema affascinante dell’Oriente che avevo scelto per il defilè. Quando ho visto che erano accorse più di 600 persone mi sono emozionato. E’ stato davvero grande l’affetto ed il calore intorno a me. L’ultima uscita con l’abito rosso l’avevo immaginata da tempo. Al di là degli abiti ho voluto trasmettere una forte emozione al pubblico.

 

Ed è riuscito a trasmettere tutto ciò. Che musica hai utilizzato per l’ultima uscita?

Ho preso spunto dal film “Memorie di una geisha”, mi affascina molto la filosofia ed il mondo nipponico.

Il Giappone e una leggenda d’amore per la collezione di Martino

 

Proprio infatti dal rinascimento giapponese e da la leggenda di Tanabata nasce la sua narrazione stilistica.

Adoro le forme, le costruzioni, anche solo per le t-shirt che disegno con dettagli di couture. Sono cresciuto leggendo i libri di Banana Yoshimoto. Questa scrittrice riesce a descrivere anche il solo dettaglio di una goccia che cade in ben quattro pagine. Una narrazione lenta, appassionata ed intensa. Sono partito proprio da una ricerca sul rinascimento giapponese, che non ha un vero e proprio periodo preciso. Nel documentarmi mi sono imbattuto nella leggenda del filo rosso del destino.

La romantica leggenda del filo rosso del destino

Di cosa si tratta?

Secondo la tradizione popolare giapponese ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. Mi è apparsa successivamente la fotografia di una donna Samurai, delle vere e proprie donne guerriere giapponesi. Queste figure erano utilizzate nei combattimenti. Ho riportato tutto ciò negli abiti, le costruzioni nelle cappe Samurai, ma anche la femminilità della donna geisha. Durante le mie ricerche ho appreso della leggenda di Tanabata, che narra di due amanti che, separati per volere degli dei, sono costretti a vivere il loro amore solo il settimo giorno del settimo mese, una volta l’anno. Questa storia nasce in Cina e viene poi adottata in Giappone. In omaggio agli amanti la gente fa delle dediche d’amore che attacca sugli alberi. Da lì poi proviene l’ispirazione  delle lettere apposte sui miei abiti.

 

Come viene suddivisa la sua collezione? Che tessuti prevalgano?

Prettamente in blocchi di colore. Troviamo i cappotti bianchi , i soprabiti blu elettrico. C’è la rigidità delle armature giapponesi, ma anche la fluidità delle stampe floreali. In Giappone ci sono tantissime tonalità di colore, la scala dei blu ha molteplici versioni. Per ogni tonalità di colore c’è un significato differente. Troviamo il panno in lana, degli interventi in pelle, ma anche tessuti tecnici abbinati ad abiti da sera, tessuti damascati, il neoprene. Mi piace mescolare i tessuti poveri con la couture.

 

Per la prima volta va in scena la sfilata di Martino

 

Ha partecipato in diverse edizioni di AltaRoma con sfilate collettive, ma questa era la sua prima volta in assoluto con un defilè in cui era l’unico protagonista.

Si è vero ho fatto molte collettive, in questa edizione mi sentivo pronto per andare con un mio progetto. A 14 anni venni a Roma da solo, lasciando la mia famiglia in Campania per rincorrere il sogno di diventare stilista. La moda è l’amore della mia vita, non mi vedo a fare altro. Non ho scelto la moda, siamo nati insieme. La couture è passione, desiderio, racchiude odio, amore, è nata con me oserei dire. Provengo da Roscigno, un piccolo paese della provincia di Salerno. Mia madre mi ha sempre spronato a raggiungere i miei obiettivi. Ho rinunciato all’adolescenza per questo, mi è pesato, ma sono stati passaggi obbligati per arrivare ad ottenere quello che ho. Negli anni 90, grazie all’istituto professionale di stilista di moda, imparai a costruire i vestiti. Sono una persona concreta, faccio le cose al meglio, do sempre il massimo.

 

Ha preso spunto per la sua collezione da una storia molto romantica, attraversa un periodo personale felice?

In verità sono innamorato solo della moda in questo momento. In futuro mi piacerebbe avere dei figli. Il mio primo amore è la couture. Amo vedere la luce negli occhi delle donne che vesto. Questa è la cosa che mi rende più soddisfatto. La mia narrazione stilistica si compone di pezzi componibili tra loro. Non creo un abito ma la cornice di un’opera d’arte. Se la cornice è importante, il quadro anche deve esserlo altrettanto.

 

La cantante Simona Molinari testimonial del brand

 

Da diversi anni una delle sue testimonial è Simona Molinari, ha creato per lei persino l’abito di nozze!

Si in verità sto lavorando al suo vestito per il Festival di Sanremo, dove si esibirà nella serata di giovedì 6 febbraio in duetto con Raphael Gualazzi. Indosserà un abito d’alta moda e ci sarà un’atmosfera vintage, di più non posso dire. Simona si fida ciecamente di me. Le ho realizzato l’abito da sposa principesco con un gonnellone di tulle di 120 metri ed un corpetto in pizzo San Gallo, un abito trasformabile. Togliendo la gonna di tulle si modificava grazie ad una fascia da smoking in raso.

La seduzione per Antonio Martino

 

Tiene delle rubriche di stile su diversi magazine. Un accessorio a suo parere che non dovrebbe mai mancare ad una donna?

Una sandalo con il tacco gioiello, la donna con i tacchi accende subito il desiderio dell’uomo.

Urban Park…volume n. 4

Urban Park è il ready to wear che la caratterizza, uno stile street con tagli oversize, siamo giunti all’edizione n. 4.

Fare moda non è facile, se non capisci cosa vuole la gente. Una volta percepiti i desiderata del pubblico offro la mia versione stilistica. Urban Park nasce perché una mia cliente, quattro anni fa, voleva un bomber over size. Non lo trovava in giro e mi chiese di realizzarlo. Non ero convinto di farlo ma ci provai. Iniziai a creare delle costruzioni con maniche ampie. Il mio stile deriva da una passione del rinascimento, in particolare dei costumi teatrali.

 

Antonio la sua prossima sfida?

Concentrarmi per la prossima sfilata di luglio di AltaRoma. Adoro l’ansia ed il fermento dei cambi delle modelle, è la mia strada, l’ho capito a 17 anni mentre ero nel backstage della mia prima sfilata, quando tra me e me dissi: questo è il mio mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elena Parmegiani

Moda & Style

Giornalista di moda e costume, organizzatrice di eventi e presentatrice. Consegue la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa all’Università “La Sapienza” di Roma. Muove i primi passi lavorativi con gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari. Da più di dieci anni è il Direttore Eventi della Coffee House del prestigioso museo Palazzo Colonna a Roma. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. Come consulente è specializzata nella realizzazione sia di eventi aziendali, sia privati. Scrive di moda, bon ton (con una sua rubrica), arte e spettacolo. Esperta conoscitrice dei grandi nomi della moda italiana, delle nuove tendenze del Fashion e del Made in Italy. Cura anche la rubrica di Velvet dedicata al Wedding.

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