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Tifosi di calcio sfegatati? “Sono a rischio infarto”, l’allarme dei medici

Mentre guardano la loro squadra del cuore, i tifosi più sfegatati sperimentano livelli di stress molto alti. Talmente elevati da far aumentare il rischio di infarto. A mettere in guardia da questo pericolo è uno studio pubblicato sulla rivista Stress and Health. Gli scienziati hanno testato la presenza di cortisolo, l’ormone dello stress, nella saliva dei tifosi durante tre partite dei Campionati del mondo Brasile 2014.

Ricerche precedenti avevano già mostrato un aumento degli attacchi di cuore tra i tifosi durante le partite più importanti. Nel loro studio, i ricercatori dell’Università di Oxford hanno monitorato i livelli di cortisolo nella saliva di 40 tifosi e tifose brasiliani prima, durante e dopo tre partite di Coppa del Mondo.

Hanno trovato, in particolare durante la storica sconfitta casalinga in semifinale contro la Germania, finita 7-1, livelli di cortisolo schizzato alle stelle. Un parametro particolarmente pericoloso. Perché collegato a aumento della pressione arteriosa e affaticamento del cuore, soprattutto se è già indebolito.

“Anche i sostenitori occasionali sperimentano lo stress – spiega la ricercatrice Martha Newson -. Ma non così forte come in coloro che si identificano con la propria squadra”. “Non si sono riscontrate invece – sottolinea – differenze nei livelli di stress tra uomini e donne. Ciò nonostante il pregiudizio secondo il quale gli uomini siano più legati alle loro squadre di calcio”. Gli stadi, concludono i ricercatori, dovrebbero abbassare le luci e suonare musica rilassante dopo le partite. E i club potrebbero prendere in considerazione la possibilità di offrire screening cardiaci o altre misure di salute ai sostenitori più impegnati.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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