Intervista

Leo Gassmann a Sanremo: «Com’è nata la mia canzone? Mentre mamma faceva la pasta» [INTERVISTA ESCLUSIVA]

“Siamo nani sulle spalle dei giganti”; così affermava il filosofo francese Bernardo di Chartres. E se stare sulle spalle dei sapienti è una grande virtù, oggi questo ci porta inevitabilmente nella vita di un ragazzo sognatore e riservato che, in alto sulle spalle di giganti veri, ha imparato tanto.

Lui è Leo Gassmann, giovane cantautore romano ed ex concorrente del talent show “X Factor”. Una voce nuova che ha stregato la discografia musicale e un animo nobile che lo rende speciale agli occhi di coloro che ascoltano e che ascolteranno la sua musica. Una delle sue qualità è la totale e sincera riconoscenza nei confronti dell’arte e di un ambiente che è stato fin dall’inizio il suo ossigeno. Inesauribile fonte di ispirazione e studio tramandati da Alessandro Gassmann e Sabrina Knaflitz, i suoi genitori nonché noti attori, e dal nonno grande professionista e maestro, Vittorio Gassmann.

Noi di Velvet Mag insieme a Leo Gassmann percorreremo il passato, vivremo insieme il presente e guarderemo il futuro, dritti verso il palco dell’Ariston pronto alla 70ª edizione del Festival di Sanremo. Solo per voi l’intervista esclusiva al cantautore scelto nella rose delle ‘Nuove proposte’, Leo Gassmann.

Intervista esclusiva a Leo Gassmann: «Onorato di salire sul palco dell’Ariston. Un sogno che sta per diventare realtà»

800, 64, 20 ed infine eccoci qua! Sembrerebbero papabili numeri da giocare al Lotto ed invece tracciano il tuo percorso a ‘Sanremo’. L’emozione di esser stato scelto nella rosa delle “Nuove proposte” è fortissima, ma quale altro sentimento porterai sul palco dell’Ariston?

In realtà io cerco sempre di salire sul palco con molta umiltà e sincerità. È un brano che ho scritto quando avevo bisogno di sentirmi dire determinate cose e mi sono poi reso conto che sarebbe stato altrettanto bello cercare di condividerlo con altre persone. Questo perché il brano tratta di un argomento al quale tutti noi siamo legati: capita a chiunque di subire dei fallimenti oppure di non riuscire ad accettarsi semplicemente perché si sono commessi degli errori.

Noi viviamo in una società nella quale vediamo che se non arriva un risultato in un preciso momento, automaticamente ci buttiamo giù pensando che la strada che abbiamo intrapreso non sia neanche più quella giusta. Invece penso che per qualsiasi mestiere e obiettivo l’importante sia sempre accettarsi per quello che si è e andare in fondo alle cose, credendoci realmente.

Io sto facendo questo percorso e sono estremamente onorato di salire sul palco dell’Ariston. Un luogo che sogno da quando sono bambino e che guardo tutti gli anni da casa, chiudendo gli occhi e immaginando di essere lì. La differenza è che questa volta, quando li riaprirò, sarò esattamente sul palco che ho sempre sognato.

Leo Gassmann: «Sono stato molto fortunato nella vita»

“L’artista è un bambino che non vuole mollare” – recita così un verso della canzone con cui concorrerà presto a Sanremo. Ma Leo, prima di diventare cantante com’era da bambino?

Leo bambino in realtà è un fanciullo felice, perché sai, io lo dico sempre: sono stato molto fortunato nella vita. Ho sempre avuto dei genitori che mi hanno amato, delle persone che hanno creduto in me e che tutt’ora ci credono. Persone che oggi mi danno altrettanta forza morale e psicologica.

Penso che sia un vero privilegio avere qualcuno che ti sta accanto, che crede in te e che ti fa sorridere costantemente. Mi rendo altrettanto conto, però, che ci sono persone meno fortunate ed io cerco di cantare soprattutto per loro, di portagli, nel mio piccolo, un po’ di gioia e speranza. Mi piacerebbe semplicemente condividere con queste persone la fortuna che ho avuto io e schierarmi della loro parte.

«Sarà un album tra rock e pop, con sonorità inglesi legate al cantautorato italiano»

Il testo di “Vai bene così” oltre ad esser un invito ad accettare le proprie sconfitte, sembrerebbe anche un inno ai traguardi. Ci sono state delle sconfitte che hanno lasciato ancora qualche ferita aperta? E con quale traguardo raggiunto hai sentito il profumo del riscatto?

Ma guarda, semplicemente con la voglia di coltivare la mia passione. Poi si sa, ognuno nella vita subisce delle sconfitte e le metabolizza a suo modo. Io per esempio sono una persona molto equilibrata e quando soffro per una sconfitta mi basta poco per capire che non bisogna soffermarsi tanto e starci male. Perché l’importante è rialzarsi, proprio come dico nel mio brano. La necessità di esprimermi sul palco mi dà la possibilità di liberarmi e alleggerirmi. Questa mia attitudine si sentirà a 360° in tutto il disco.

Mi ritengo inoltre un grande osservatore; infatti molti dei miei brani sì, parlano di me, ma in realtà si ispirano anche alla vita di altre persone che ho incontrato nel mio percorso. Nei testi non parlo solo delle mie situazioni ma anche di amori. Amori malati che logorano l’essere umano, per poi raccontare i viaggi che ho fatto e che mi hanno dato la possibilità di incontrare alcune persone, di fare determinati pensieri che mi sono rimasti nella testa e che porto nel cuore. L’album avrà dunque un’ampiezza molto grande, nel senso che copre più generi, tra il rock ed il pop, e non mancheranno le sonorità sempre inglesi collegate al cantautorato italiano.

Leo, tu hai 21 anni, ma parli e pensi come se ne avessi molti di più. Oltre alle esperienze che avranno certamente influito nella tua maturità, chi altro devi ringraziare e perché?

Sicuramente la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto moralmente e psicologicamente, nel senso che mi hanno dato la forza di credere nei miei sogni senza mai mettersi in mezzo. Mi hanno osservato da lontano proprio come fanno i genitori che amano realmente il proprio figlio; permettendomi di fare il mio percorso rischiando anche di cadere e prendermi le mie sconfitte, che fanno sempre bene nelle vita. Ma devo anche molto ai miei amici che mi stanno accanto. Come ad esempio Matteo Costanzo con il quale ho arrangiato il brano di ‘Sanremo’ e tutto l’album. Lui mi dirigerà anche durante il festival. Saliremo insieme e sarà un’amicizia che continuerà su quel palco dove porteremo anche la nostra energia.

Devo ringraziare inoltre anche la squadra di ‘BULLI STOP’; il Centro Nazionale contro il bullismo nel quale faccio parte e che mi fa molto piacere frequentare. E poi non posso non ringraziare il mio professore di filosofia del liceo. Ho tanti insegnanti che mi hanno dato forza! Sai, l’educazione, il percorso scolastico, secondo me tutto questo è fondamentale per la serenità psicologica di ognuno. Se hai la fortuna di incontrare persone che ti fanno vedere in modo diverso la vita, ti aiuta moltissimo.

Papà Alessandro Gassmann e mamma Sabrina Knaflitz

Alessandro Gassmann e Sabrina Knaflitz sono innanzitutto i tuoi genitori ma anche dei grandi attori. Quali sono stati i loro primi consigli e quale ruolo (genitore o professionista) prevale di più dinnanzi ad un figlio che vuole diventare un artista?

In realtà non ho mai svelato tutti i percorsi che ho intrapreso, li ho fatti sempre in segreto. Anche ai tempi di ‘X Factor’ non dissi niente e poi quando passai, andai a casa e comunicai appunto l’esito.  Per loro è anche importante che io continui i miei studi universitari, come per ogni genitore che si preoccupa per il futuro del proprio figlio. Riconosco che non è un privilegio che tutti possono avere: c’è chi per esempio deve lavorare per potersi pagare gli studi. Io invece ho questa grande fortuna di poter fare due cose che mi piacciono tantissimo e che riesco a combinare. Devo dunque molto ai miei genitori che tra l’altro sento ogni giorno e sono molto contenti delle cose che io faccio.

Hai mai pensato anche solo per un breve periodo di fare anche l’attore anziché il cantante?

Considerando il fatto che Marlon Brando diceva che noi recitiamo tutti i giorni, io in realtà non ho mai pensato di poter recitare. Anche perché sono attualmente preso da così tanti impegni come la musica, l’università, l’amicizia, la famiglia che sinceramente ora non sarei neanche all’altezza; nel senso che in questo preciso momento della mia vita non mi verrebbe spontaneo farlo come invece lo è per me oggi la musica.

È un modo di esprimermi che io posso fare in qualsiasi momento della mia vita. Indipendentemente che sia stanco oppure no, posso mettere al piano e scrivere tutto quello che durante la giornata ho visto. Lo posso fare in qualsiasi  luogo ed è un aspetto che mi affascina molto. Ma comunque chissà! Mi piacerebbe magari un giorno anche doppiare…

Leo Gassmann: «La canzone per Sanremo? È nata mentre mamma faceva la pasta»

Sei l’autore delle tue canzoni. In che modo e dove è nata la canzone scelta per ‘Sanremo’?

In realtà l’ho scritta quando sono tornato a casa e mamma faceva la pasta (sorride, ndr), mentre il resto del’album l’ho scritto la scorsa estate durante un viaggio che ho fatto in tenda. Mi sono girato tutta l’Europa. Ho dormito sui fiumi, sui laghi e gran parte del disco l’ho creato proprio in quel viaggio, fra quei posti.

Hai avuto modo di fare già un’esperienza televisiva partecipando al talent show ‘X Factor’. Cosa ti ha lasciato l’esperienza precedente e cosa invece ti aspetti che ti dia ‘Sanremo’?

L’esperienza precedente ha accelerato la mia crescita a livello artistico. Per la prima volta nella mia vita sono stato chiuso per due mesi e mezzo a fare solo quello che mi piaceva. In un modo o nell’altro mi aveva dato consapevolezza: avevo capito che la musica sarebbe potuta diventare il mio percorso. Ovviamente, lavorando tanto e tutti i giorni per migliorare, crescere e sentirmi all’altezza.

Ricordo esattamente quando sono uscito durante la semifinale, in tanti mi avevano dimostrato il loro dispiacere. In realtà io stavo bene! Avevo avuto finalmente la conferma che quello sarebbe stato il sogno e l’obiettivo da raggiungere.  Cos’è successo dopo? Mi sono “fermato” per un anno, volevo stare in silenzio per prendermi un po’ del mio tempo. Fare tutto con una certa fretta non è mai stato nelle mie corde.

Mara Maionchi è stata il tuo coach a ‘X Factor’. Hai avuto modo di risentirla in questo periodo? Se sì, cosa ti ha detto?

Io e Mara ci sentiamo spesso. E anche se è una persona molto impegnata, ci siamo scritti negli ultimi tempi e mi ha anche fatto i complimenti e un grande in bocca al lupo per Sanremo e per tutto il percorso in generale.

Leo Gassmann: «Ricostruisco l’immagine di mio nonno Vittorio Gassmann»

L’arte e la famiglia nella tua vita si fondono perfettamente. Oltre a papà Gassmann e mamma Knaflitz, mi viene spontaneo pensare a Vittorio Gassmann. Cosa ti ha insegnato tuo nonno? Ci vuoi raccontare uno dei momenti più significativi che hai vissuto con lui?

Quando se n’è andato io in realtà ero molto piccolo. Ma se hai un nonno che ha fatto la storia del cinema italiano, inesorabilmente possiedi la fortuna di incontrare persone che lo hanno conosciuto. Ed è così che i frammenti della sua anima si raccontano attraverso le voci delle persone che l’hanno amato.

Capita spesso di incontrare qualcuno che mi racconta fatti, storie e come un puzzle io riesco a ricostruire la sua immagine. Per esempio questo succede quando incontro il presidente di ‘BULLI STOP‘, Giovanna Pini, che tra l’altro è anche una mia fedele guida; l’ho conosciuta durante il mio ultimo anno di Liceo quando andavo al Visconti. Con lei ho iniziato a collaborare fin da subito e nel tempo mi ha raccontato molto di mio nonno Vittorio e, ad oggi, posso vedere finalmente il suo profilo: quello di una persona generosa e con dei grandi valori, come lo erano d’altronde  gli uomini di quella generazione. Lui amava inoltre andare nelle piazze e portare la sua arte ovunque. A me piacerebbe molto un giorno far arrivare la mia musica nei posti meno influenti e girando per le piazze.

Leo Gassmann verso Sanremo 2020

È ancora presto, ma fra le canzoni che presenteranno i “Big” qual è il testo musicale che ti ha colpito di più?

Sicuramente farò il tifo per Anastasio! Siamo grandi amici e ci frequentiamo molto spesso nel senso che, quando abbiamo un attimo di tempo cerchiamo di vederci lontani dalle telecamere. Nonostante tutto siamo comunque l’opposto: lui si fa chiamare il sabotatore mentre io sono un po’ più quello a “colori”. È per questo che ci compensiamo!

E invece fra le ‘Nuove proposte’?

Sono tutti artisti incredibili e ogni brano ha il suo mondo. Come per esempio ‘Billy Blu’, il brano di Marco Sentieri che parla di bullismo; lui ha un bellissimo messaggio da portare al pubblico. Poi c’è ‘Gigante d’Acciaio’, oppure Fasma che parla di un amore malato.  Ma, come ti dicevo, io guardo sempre molto alla sincerità di un brano e alla semplicità e secondo me Fadi incarna di più il mio gusto musicale. Mi emoziono moltissimo quando sento la sua canzone!

Con tutta questa popolarità, diciamo che sei diventato il nuovo sex symbol per tantissime teenager. Lontano dai riflettori, nella tua vita c’è una ragazza magari ‘gelosa’ di tutte queste fan?

Della vita privata io in realtà non parlo tantissimo. La musica è una cosa a parte e in questi casi bisogna proteggersi e rispettare la privacy delle persone che non hanno scelto il tuo stesso percorso.

Per tutti i lettori di Velvet Mag, un’ultima curiosità che puoi anticipare su ‘Sanremo’?

Penso che sarà innanzitutto un festival molto interessante. Ci saranno tanti generi musicali, ognuno sarà diverso dall’altro. Per quanto riguarda me preferisco che le persone che non conoscono il mio brano, lo ascoltino per la prima volta e facciano le loro considerazioni. Io cercherò di instaurare quel dialogo che dicevo: tra me e la persona che mi ascolterà. Quindi, tutto quello che avrò da dire lo dirò nella canzone, e spero che la gente possa migliorasi la giornata almeno un paio di minuti.

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