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Esclusiva Velvet

ABC Positive: «Pronti per un album» [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Gli ABC Positive sono un gruppo musicale emergente. La band è formata da Vanessa Casu (voce, chitarra e percusioni), Gaia Antinelli (clarinetto, basso e pianoforte), Michele Balducci (chitarra, tastiera) e Francesco Pepe (batteria).

La storia di questi ragazzi è molto particolare, specialmente quella di Vanessa e Michele. I due giovani artisti hanno infatti affrontato una dura battaglia, ma non si sono mai dati per vinti, anzi, continuano costantemente a mettersi in gioco. Vanessa ha iniziato pochi anni fa a convivere con la cecità, ma la sua vita continua ad essere piena di entusiasmo e novità, Michele ha affrontato un linfoma da giovanissimo, ma ora si definisce ancora più scapestrato di prima.

La musica di questa band è “colorata”, per usare l’aggettivo utilizzato durante l’intervista da Francesco. Con i loro testi e la loro abilità nel combinare insieme numerosi strumenti, gli ABC Positive riescono a smuovere emozioni sempre nuove e a trasmettere con delicatezza un messaggio sincero al loro pubblico.

Intervista agli ABC Positive

Come vi siete conosciuti? Vi siete ritrovati in casa insieme o già eravate amici?

Gaia: Io e Michele ci conosciamo fin da piccoli, nonostante abitassimo lontani. Noi due abbiamo suonato insieme da sempre. Abbiamo conosciuto Vanessa grazie alle audizioni per XFactor 2016 e abbiamo subito pensato di poter formare un gruppo. Questa unione è avvenuta durante il nostro ultimo anno di liceo, ma presto è arrivato il momento di scegliere l’università. Michele ed io abbiamo deciso di venire a studiare a Roma e ci siamo ritrovati ad abitare insieme, tuttavia avevamo bisogno di un terzo coinquilino. Abbiamo quindi fatto due più due e contattato immediatamente Vanessa: ora noi tre viviamo insieme.

Com’è vivere insieme? Litigate come tutti i coinquilini o riuscite ad essere sempre in sintonia?

Michele: Diciamo che sono la vittima indiscussa delle due donne (ride, ndr). Posso dire che la nostra è una normale convivenza. Ci sono momenti di tensione e momenti in cui siamo in sintonia. Inoltre la maggior parte delle volte tra noi c’è molto feeling, probabilmente perché i nostri ritmi di vita si somigliano molto: suoniamo insieme, tutti e tre studiamo… Insomma: abbiamo la stessa frequenza, stiamo sulla stessa lunghezza d’onda.

Francesco, batterista della band: «Qui nascono e crescono le nostre canzoni»

Francesco, tu ti sei aggiunto dopo al trio. Cosa ti ha colpito di Vanessa, Gaia e Michele? Cosa ti ha spinto a voler suonare con loro?

Francesco: Gli ABC Positive mi hanno chiamato chiedendomi di lavorare su tre pezzi che avevano già scritto. Più nel dettaglio mi hanno chiesto di scrivere gli arrangiamenti per la batteria. Ci siamo visti a casa mia per produrre e arrangiare i brani e poi ci siamo diretti nello studio di registrazione. Da allora casa mia è diventato il nostro laboratorio: qui nascono e crescono le nostre canzoni. Poi beh, che posso dire? Dopo quella prima esperienza in studio evidentemente i ragazzi si sono trovati bene con me. È stato tutto molto naturale tra noi.

Vanessa, frontgirl: «La nostra filosofia di vita è come un multivitaminico»

 Vi chiamate ABC Positive, ma voi riuscite sempre ad approcciare al mondo in modo positivo?

Vanessa: Il nome “positive” non viene dal vivere la vita come se tutto fosse sempre positivo, con questa visione un po’ parrocchiale dell’esistenza. Noi abbiamo deciso di prendere la strada più complicata: cerchiamo sempre di capire cosa c’è dietro alle cose. Dipende tutto dal modo in cui si vedono e si vivono tutte le esperienze che la vita ti porta ad affrontare: è come se la nostra positività e la voglia di affrontare la vita fosse un multivitaminico. Positive è la nostra dose giornaliera di Multicentrum, è la nostra reazione davanti alle cose che ci accadono.

Michele: Cerchiamo sempre di prendere il meglio da quello che viene.

Francesco: Potrei definire la nostra musica colorata. Cerchiamo di usare sempre diversi colori. Il messaggio è positivo? Non lo so, secondo me dipende molto dallo stato d’animo di chi ascolta le nostre canzoni. Io molto spesso sento non tanto positività, perché forse ho una visione più analitica. In ogni caso noi cerchiamo sempre di cogliere cosa c’è dietro.

Vanessa: «Se non siamo insieme ci manca qualcosa»

Come riuscite a trasformare le vostre emozioni sia positive che negative in musica? Quando siete arrabbiati, felici, tristi vi viene voglia di “musicare”, per usare il termine usato da Michele nel video di presentazione.

Vanessa: Credo che per fare musica devi avere la musica dentro. Non è possibile studiare su un libro come fare musica; la tecnica può migliorare solo quello che è già un diamante grezzo. Noi siamo sicuramente il risultato di ciò che ascoltiamo e siamo molto democratici: ognuno può portare le sue idee e siamo sempre pronti a confrontarci.

Come nasce esattamente la vostra musica? Com’è il vostro percorso creativo prima di arrivare ad una canzone?

Vanessa: Il nostro modo di fare musica e di creare si è evoluto insieme a noi. Inizialmente ero solo io. Con la chitarra acustica mi mettevo lì e scrivevo le mie idee, solo successivamente si creava un arrangiamento. Ora stiamo sperimentando sempre cose nuove. Per esempio Francesco prima stava suonando una cosa e io gli ho detto di mandarmi al più presto la sua idea; mentre le ultime canzoni sono nate da un riff di chitarra di Michele… Generalmente sono io che scrivo i testi, ma siamo tutti molto aperti, tutti contribuiamo. Se per esempio uno di noi tarda ad arrivare ad un nostro incontro perché è all’università o ha un impegno, gli altri sentono subito la sua mancanza. Ogni elemento della band ha grande importanza, se siamo in tre sentiamo che ci manca qualcosa.

ABC Positive, dal soul black alla classica e al pop

Vi ispirate a un genere musicale in particolare? Avete un artista del cuore?

Vanessa: Ascoltiamo veramente tanta tanta musica. Non abbiamo un artista guida, ma seguiamo tutti e quattro diverse influenze musicali.

Michele: Vanessa ha una buona conoscenza della musica soul black, Gaia della musica classica e Franci del pop. Io invece ascolto tanto rock. Si può dire che le nostre canzoni siano un punti di incontro tra tutti questi generi musicali.

Come definireste la vostra musica? Come siete cresciuti dopo “Musica contro le mafie”?

Gaia: La nostra musica cresce insieme a noi. Dopo la partecipazione a “Musica contro le mafie” per noi è cambiato tutto. Allora eravamo ancora un trio e subito dopo si è aggiunto Francesco: è stato un cambiamento radicale per noi e la nostra musica. Tutto quello che avevamo fatto prima di allora era ben diverso da oggi, grazie a Francesco è come se si fosse chiuso un cerchio.

Gaia, clarinetto, basso e pianoforte: «Quando scendiamo dal palco è incredibile»

Gaia, tu nasci come clarinettista e suoni anche basso, pianoforte e chitarra. Nel video Youtube in cui vi siete presentati hai detto che studi comunicazione e credi in quest’ultima più che mai. Cosa pensi dei riscontri che avete avuto dal vostro pubblico? Com’è stata la sua risposta?

Gaia: Tutte le volte in cui ci siamo trovati a suonare live siamo rimasti esterrefatti. Dopo aver suonato molto spesso il pubblico è venuto a congratularsi con noi e a ringraziarci. È sempre un’esperienza meravigliosa suonare dal vivo. Noi ci mettiamo tutta la nostra anima e evidentemente questo viene percepito. Quando scendiamo dal palco proviamo delle emozioni incredibili. Sì, la comunicazione funziona.

Vanessa: «Da quando sono diventata non vedente anche la mia musica è cambiata»

Vanessa, come è cambiata la tua vita dopo la tua drammatica esperienza? In una recente intervista hai affermato di sentirti come una bambina, delle volte. È bello avere la possibilità di scoprire sempre cose nuove?

Vanessa: Più che bello è qualcosa che stupisce di continuo. È tutto nuovo e spesso mi sento come una bambina piccola. Per esempio, una cosa molto stupida, mi succede con il cibo: se oggi davanti a me c’è un prodotto genuino, quest’ultimo mi fa venire quasi i brividi. Sono felice di poter nutrire il mio corpo con cose che gli possano fare del bene. Le sensazioni sono tutte nuove e belle da scoprire. È come essere una persona nuova, come se un essere umano andasse su un altro pianeta e dovesse capire come muoversi, come bere, come nutrirsi. Da quando sono diventata non vedente anche la mia musica è cambiata: riesco a capire e percepire delle cose che prima non notavo e non sapevo.

Tu hai parlato anche del sentimento di amore e odio che provavi nei confronti del tuo bastone. Pensi che così come il bastone bianco, anche la musica ti stia aiutando a superare i tuoi limiti? Se sì, in che modo?

Vanessa: Il bastone l’ho odiato per molti anni probabilmente perché sarebbe infine diventato il mio migliore amico. La maggior parte delle volte affrontare le cose più difficili è la vera e unica cosa giusta da fare, o almeno per me è stato così. Il bastone inoltre, come la mia voce, mi da la possibilità di essere me stessa. Fortunatamente dal di fuori non si vede che sono cieca e il bastone mi da la possibilità di dire: “Sono una ragazza, ho i capelli rosso fluo e sì, sono anche cieca.” Posso dire chi sono veramente.

Michele: «Le mie freddure? Sdrammatizzo così il mio ultimo ciclo di chemio»

Michele, anche tu hai sofferto tanto. Puoi spiegare come è cambiato il tuo modo di vedere il mondo? Sei sempre una persona “scapestrata”, così come ti eri definito tu?

Michele: Completamente fuori dal comune. Oltre a questo sono anche un abile freddurista e con le mie battute cerco spesso di sdrammatizzare anche concetti che mi toccano. Per esorcizzare spesso scherzo sul fatto che le mie freddure siano l’effetto dell’ultimo ciclo di chemio. Ho avuto un’esperienza drammatica, perché a sedici anni ho scoperto di avere un linfoma, tuttavia mi piace parlarne. Spesso si attribuisce alla malattia un significato prettamente negativo, beh… Io ho sempre cercato di trasformarlo quel significato, attribuendogli anche del positivo. Quando stavo male ho aperto una pagina Facebook chiamata “Mikyleaks”: suonavo la chitarra e andavo avanti cercando di trasmettere un messaggio positivo. La sorte o la fortuna ha voluto che conoscessi loro e che continuassi così a sfidarmi: sono riuscito a fare in modo che la mia esperienza avesse un significato maggiore. Penso che ogni esperienza abbia due facce, così come una moneta: dipende che faccia si vuole guardare.

ABC Positive: «È arrivato il momento di costruire un album»

Come è cambiata la vostra vita dopo le vostre esperienze? Quale consiglio vi sentireste di dare ad un giovane che sta affrontando una battaglia simile?

Vanessa: È molto difficile che una persona che abbia una difficoltà o un problema voglia buttarsi su di esso di testa. L’essere umano ha una grande capacità, ovvero quella di voler stare meglio e andare avanti. Penso che la maggior parte delle volte siano proprio le persone che stanno peggio a stare in realtà meglio: ho conosciuto persone che avevano tutto e mai contente… Ognuno ha il suo percorso. Secondo me occorre imparare a scegliere: una battaglia ti mette davanti ad una strada difficile, ma solo tu puoi scegliere se saltare il buco nero o no. Inoltre quel buco nero che vedi solo con occhi negativi potrebbe in realtà avere un ottimo profumo, o aspettarti lì con un bel mazzo di fiori. Sta tutto qui: percezione e scelta.

Quali consigli dareste ad una band emergente?

Francesco: Anche noi siamo una band nuova, siamo così come siamo ora da un anno… Forse non so se siamo in grado di dare consigli. Posso però dire che sicuramente, se si sente una forte passione per la musica quest’ultima va portata avanti. Per farlo possono bastare anche solo delle cuffiette. Occorre trovare un modo per comunicare quello che si ha dentro: la musica è pura e liberatoria. Siate voi stessi e portate avanti le vostre passioni.

In questo momento state lavorando a nuovi progetti, a nuove canzoni?

Michele: In questo momento stiamo lavorando per mettere insieme un album… Stiamo mettendo insieme i pezzi. Adesso iniziamo ad avere qualche impronta per un nuovo lavoro e forse è arrivato il momento di costruire un album.

Vanessa: Oggi ci siamo visti qui da Francesco e abbiamo deciso di smontare tutto – le nostre idee precedenti – : avevamo tutti bisogno di cambiamenti evidentemente. Siamo molto onesti e siamo sempre alla ricerca del pelo nell’uovo.

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