"
Libri

In libreria

Questa settimana la rubrica di Velvet Mag “In Libreria” consiglia 5 novità editoriali. La tragedia dell’ictus che ha colpito Andrea Vianello, ripercorsa da lui stesso e gli insegnamenti che ne ha tratto; la lotta dei genitori di Giulio Regeni perché sia fatta verità e giustizia per il loro figlio; il manuale giapponese del vivere felici e a lungo; Selvaggia Lucarelli e la sua dissacrante voglia di celebrare il gusto e la gola; la chetodieta: quella delle celebrities, che però tutti possono provare

Ogni parola che sapevo di Andrea Vianello (Mondadori)
La vicenda che Andrea Vianello si è deciso a raccontare è la storia di un ictus, del suo ictus. Nel caso specifico si è trattato di un’ischemia cerebrale che ha colpito il lato sinistro del cervello, causata da una dissecazione della carotide. Una brillante operazione d’urgenza, nonostante una gravissima complicazione sul tavolo operatorio, è riuscita a tenerlo nel mondo dei vivi, ma nulla ha potuto rispetto al danno che si era già propagato: di colpo le sue parole erano perdute. O meglio: nella sua testa si stagliavano chiare e nette come sempre, ma all’atto pratico uscivano in una confusione totale, fonemi a caso, ingarbugliate e incomprensibili. Una prospettiva terribile per chiunque, ma ancora di più per lui, che delle parole ha fatto un’identità e un mestiere, quello di giornalista televisivo. “Ogni parola che sapevo” è un viaggio in un inferno molto diffuso, l’ictus e i suoi danni, che a volte presenta un percorso terapeutico e riabilitativo che non esclude il ritorno. Questo libro racconta e dimostra che le parole che Vianello sapeva sono state in qualche modo tutte recuperate. Ma l’aspetto interessante, che fa della sua testimonianza una storia da leggere, è che a quelle che già sapeva Vianello ne ha aggiunte di nuove.

Giulio fa cose di Paola Deffendi e Giulio Regeni (Feltrinelli)
Alla richiesta di verità e giustizia per Giulio Regeni, scomparso il 25 gennaio 2016 al Cairo, il mondo della politica non ha ancora risposto. Non ha risposto l’Egitto di Al Sisi. Che, anzi, continua a sabotare le indagini sul sequestro, la tortura e l’omicidio del figlio di Paola Deffendi e Claudio Regeni. In quasi quattro anni gli egiziani hanno ucciso cinque innocenti, inventato storie incredibili, falsificato documenti per allontanare i sospetti dai loro apparati. Senza però riuscirci. Grazie al lavoro della Procura di Roma, cinque funzionari della Nsa, i servizi segreti del Cairo, sono sotto inchiesta con l’accusa di aver partecipato al sequestro di Giulio. E in spregio alla collaborazione giudiziaria promessa agli italiani dal Cairo, le forze di polizia continuano a intimidire, a ostacolare la commissione egiziana per i diritti e le libertà alla quale i genitori si sono rivolti al Cairo. Alla tragedia di Giulio non ha risposto l’Europa, a parte qualche passaggio di circostanza. Non ha risposto l’Italia che, anzi, ha rimandato il suo ambasciatore al Cairo. A combattere per ottenere verità e giustizia per Giulio e per tutti i Giulio d’Egitto ci sono però i genitori, Paola e Claudio, insieme al loro avvocato Alessandra Ballerini. Ma non sono soli. Anzi: con loro c’è l’onda gialla che parla di Giulio, indossa i braccialetti, appende nei principali comuni, università e luoghi di cultura quello striscione giallo per chiedere verità e giustizia. Perché Giulio era un cittadino italiano, un cittadino europeo che aveva scelto lo studio e la cultura come strumento di solidarietà e giustizia sociale. Nato a Trieste e cresciuto a Fiumicello, in Friuli-Venezia Giulia, aveva conseguito la laurea a Leeds (UK), un master a Cambridge e aveva un dottorato in corso a Cambridge. Al Cairo stava lavorando a una tesi, rivolta agli aspetti socio-economici principalmente dell’Egitto, in cui affrontava anche tematiche sindacali.

Hanasaki, l’arte di vivere a lungo e felici di Marcos Cartagena (Newton Compton)
Perché il Giappone è il Paese con la più lunga aspettativa di vita? Perché i giapponesi sono tra le persone al mondo che meno si ammalano di cancro e diabete? La risposta va cercata in nove pilastri fondamentali del vivere giapponese, che costituiscono la base del metodo Hanasaki. Come un “fiore che sboccia”, utilizzando alcuni insegnamenti giapponesi, potremo cambiare, acquisire uno stile di vita più salutare dal punto di vista psicofisico e anche diventare persone migliori.

Quali sono questi principi fondamentali di cui tener conto?
Kaizen: per ottenere gli strumenti che ci consentono un cambiamento duraturo.
Minimalismo: per concentrarci sull’essenziale e scartare il superfluo.
Pace interiore: per calmare i moti del nostro spirito e vivere in armonia.
Natura: per ricongiungerci alle nostre origini.
Salute: per trasformarci in persone forti e robuste.
Relazioni: per stabilire con gli altri legami profondi e duraturi.
Principi: per trovare la luce che illumini il nostro cammino.
Ikigai: per trovare il senso nelle nostre vite.
Attitudine: per raggiungere quello che ci proponiamo e trasformare in realtà i nostri sogni.

Falso in bilancia di Selvaggia Lucarelli (Rizzoli)
Questa cosa di nascere affamati è una maledizione mica da poco. Io mi immagino il Sommo Creatore del Metabolismo che con sadico, casuale cinismo distribuisce culo e dannazioni metaboliche a tutti noi prima di nascere. “Tu mangerai quel che vuoi senza ingrassare”, “Tu nascerai già chiatto di costituzione e resterai chiatto con tutte le diete del mondo” e infine: “Tu invece nascerai magro ma avrai una fame eterna e se vorrai rimanere magro dovrai resistere giorno dopo giorno, quindi tanti saluti e buona vita!Cosa succede se in gravidanza ingrassi di venti chili e il tuo ginecologo (insieme a una stramaledetta bilancia professionale) si trasforma nel nemico numero uno? E se hai una mamma che ti nutre a verdura e poco più perché a lei il cibo non interessa e che a un certo punto decide di fare lo sciopero della fame per solidarietà con Pannella? Cosa accade se la tua migliore amica ti dà della grassona per errore (suo) o se, a quarant’anni, ti fidanzi con un cuoco che vuole viziarti in ogni momento con succulenti manicaretti? Ecco, succede quello che Selvaggia ci racconta in questo spassosissimo libro, dove si confessa e ci mostra la realtà che (quasi) tutti noi viviamo costantemente: il conflitto con il nostro peso e con l’immagine che rappresenta in questa società che tenta incessantemente di condizionarci. Contando sul fatto che siamo tutti accomunati dallo stesso miraggio: quello che un giorno potremo scegliere un super potere che non sarà l’invisibilità, o passare attraverso i muri o volare. Sceglieremo di mangiare senza ingrassare. Convinti che il nostro sogno prima o poi si avvererà.

La Chetodieta di Maurizio Tommasini (Sperling & Kupfer)
Dimagrire a vista d’occhio senza soffrire la fame, in modo sano e sicuro, agendo selettivamente sul grasso e proteggendo i muscoli sono solo alcuni degli obiettivi che potrete raggiungere leggendo questo libro. La dieta chetogenica è una delle poche diete scientificamente testate, utilizzata su centinaia di migliaia di pazienti, tra cui anche star e celebrities, per i suoi effetti terapeutici e un potentissimo effetto collaterale: la perdita rapida e definitiva del grasso in eccesso. La chetodieta proposta dal dottor Tommasini è doppiamente efficace e rivoluzionaria, perché unisce il potere bruciagrassi della chetogenica ai benefici della dieta mediterranea. Maurizio Tommasini è un biologo nutrizionista con una vasta esperienza nell’utilizzo della dieta chetogenica per il dimagrimento, per il trattamento di patologie e per l’alimentazione nello sport. Accanto all’attività professionale affianca quella di divulgatore sui temi della nutrizione e del benessere dal suo blog con oltre un milione di pagine visualizzate ogni anno.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button
Privacy