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Giornata mondiale della lotta al cancro: in Italia mille casi al giorno ma da noi più guarigioni

Si celebra oggi 4 febbraio, in tutto il mondo, la ventesima edizione del World Cancer Day, la Giornata mondiale contro il cancro. L’evento risale all’anno 2000, quando a indirlo fu la Union for International Cancer Control (UICC). In Italia è la Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro che si fa paladina della promozione dell’iniziativa.

L’obiettivo è sensibilizzare e mobilitare la comunità internazionale. Cancro e tumori sono malattie la cui diagnosi e cura è una priorità a livello mondiale. Solo nel nostro paese nel 2019 i medici hanno diagnosticato 371mila nuovi casi. Vuol dire più di mille al giorno.

Come sottolinea online sulla Stampa Valentina Arcovio, il messaggio portante del World Cancer Day di quest’anno è “Every action counts” (“Ogni azione conta”). Fondazione AIRC ricorda anche i successi della ricerca. È ormai accertato un aumento della sopravvivenza media di vita a 5 anni dalla diagnosi, almeno nei paesi occidentali.

L’Italia ha contribuito in maniera decisiva a molti di questi risultati. E continua a rappresentare un’eccellenza internazionale nell’ambito della ricerca oncologica. Il dato per numero di guarigioni pone l’Italia al vertice in Europa. Nel nostro paese, infatti, quasi 3,5 milioni di persone hanno superato una diagnosi di cancro.

Resta ancora tanto da fare, però. Nel 2019 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha incluso le malattie non trasmissibili, incluso il cancro, fra le dieci principali minacce alla salute pubblica. “Progress is possible“, il progresso è possibile, ribadisce la campagna del World Cancer Day, ma c’è bisogno dell’impegno di tutti.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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