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Coronavirus: 35 italiani “intrappolati” sulla nave in quarantena in Giappone

Stanno “tutti bene” i 35 italiani, di cui 25 membri dell’equipaggio, incluso il comandante, a bordo della Diamond Princess. Si tratta della nave da crociera della Carnival Japan attraccata nella baia di Yokohama in Giappone. La nave è in quarantena da giorni, ormai, per i casi di coronavirus. Casi che assommano oggi a quota 61.

La situazione è tranquilla e i connazionali sono in buone condizioni“, ha spiegato all’agenzia di stampa Ansa una fonte da Tokyo. La situazione “è complicata viste le migliaia di persone coinvolte”. Intanto è di ieri 6 febbraio in tarda serata la notizia di un caso di coronavirus tra i 56 italiani rimpatriati dalla zona di Wuhan in Cina. Connazionali che si trovano in quarantena nella città militare della Cecchignola, a Roma. La conferma è arrivata dall’Istituto superiore di sanità. Il paziente è stato ricoverato all’istituto Spallanzani con “modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale”.

Il premier Giuseppe Conte ha ringraziato tutti i volontari della Protezione Civile. “In poche ore sono riusciti ad organizzare un servizio di verifica e monitoraggio che ha coinvolto 62 mila cittadini passeggeri su 521 voli internazionali”. E a questo punto, l’Italia sarebbe disposta a far ripartire alcuni collegamenti aerei con la Cina. Voli chiusi dal governo con una mossa adottata a sorpresa una settimana fa. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, in merito all’incontro che si è tenuto ieri tra il vice ministro Qin Gang e l’ambasciatore italiano Luca Ferrari. Ma non è ancora chiaro se le cose stiano davvero così. A oggi 7 febbraio il numero dei morti a causa del coronavirus è stato aggiornato a 636 dalla commissione sanitaria nazionale cinese. Superati anche i 30.000 casi di positività in Cina. Attualmente sono 31.161 i contagiati.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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