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Coronavirus: oltre mille morti in Cina, l’Italia pronta ai controlli nelle stazioni

Controlli nelle stazioni? “Se ci sarà bisogno, siamo pronti”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera oggi 11 febbraio, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. L’Italia aumenta le misure di sicurezza e si valuta anche la possibilità di controlli e accurate ispezioni nel caso delle gite scolastiche.

Sale intanto il numero di infezioni confermate nell’epidemia di coronavirus in Cina. Le cifre ufficiali indicano 42.638 persone contagiate. Lo ha comunicato il governo di Pechino, che ha portato a 108 i nuovi decessi per il virus, 103 nella sola provincia di Hubei: la più colpita. La triste conta delle vittime a livello nazionale è di 1.016 morti.

Nell’intervista sopra citata al Corriere della Sera, Angelo Borrelli, che è anche commissario per la gestione dell’emergenza coronavirus, difende la scelta di bloccare i voli con la Cina. “La nostra priorità è la salute dei cittadini e in questo modo la tuteliamo. Altri hanno fatto scelte diverse ma questo non ci condiziona, la guardia deve rimanere alta”. “La situazione – spiega – è in continua evoluzione e noi abbiamo pianificato interventi in tutti gli scenari possibili”.

La Cina, dal canto suo, ha cominciato la sperimentazione – sui topi – di un primo possibile vaccino contro il nuovo coronavirus 2019-nCov. Lo riporta l’agenzia cinese Xinuha citando il portale locale yicai.com che riporta varie fonti del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). “Alcuni campioni del possibile vaccino sono stati iniettati ieri a oltre 100 topi”, si legge, ricordando che “i test sugli animali avvengono in una fase molto precoce dello sviluppo di un vaccino e che ancora molti passi dovranno essere fatti prima che sia pronto per la somministrazione agli esseri umani”.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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