Il Pilota di Arafat: una vita avvincente e coraggiosa [ESCLUSIVA]

Essere la figlia di un famoso pilota, o meglio del comandante personale dello storico leader palestinese Arafat è qualcosa davvero di unico ed inusuale. Ma ancor più lo è il non saperlo e il chiedersi il perché di alcune telefonate nel cuore della notte, apparentemente senza alcun senso. Quesiti che Lucilla Quaglia, firma di costume de “Il Messaggero, rivive nel suo avvincente volume. La giornalista, alla sua seconda pubblicazione dopo “L’uomo che non c’era”, approfondisce i racconti avventurosi di suo padre, Marcello Quaglia, pilota di Yasser Arafat, per segretissimi cinque anni, dal 1988 al 1993. Lucilla scopre la vera identità del genitore grazie ad un’intervista che rilascia proprio il Comandante al TG1. Nel libro sono narrati i voli per raccogliere il sostegno dell’Europa, il Nobel per la pace da assegnare al leader arabo, i colloqui del Presidente con la moglie Suha. Si evince un ritratto di Arafat inedito, attraverso le sensazioni e le emozioni di quello che è stato il suo pilota personale, spesso in pericolo di vita.

 

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Il libro dedicato al leader palestinese che rivive attraverso i racconti del suo pilota

 

L’introduzione del libro è stata curata da Massimo D’Alema e da Gianfranco Fini. Il volume non è l’ennesimo libro sul leader palestinese, ma avvolge la figura da un punto di vista singolare.”L’uomo Arafat rivive attraverso i racconti del suo pilota”, afferma Lucilla Quaglia, che precisa: “Un uomo messo spesso in condizioni di estremo pericolo. Come durante l’attentato all’aereo su cui avrebbe dovuto viaggiare il leader palestinese, portato miracolosamente in salvo da mio padre. Ed ancora il mancato rapimento nello Yemen del comandante e il suo secondo e il decollo in Giordania a tiro di missile. I diari di mio padre erano molto frammentari. Grazie all’aiuto di mia madre Anna, donna molto paziente, sono riuscita a far raccontare al comandante, così lo chiamo nel libro, tutto ciò che mi mancava. Ho creduto opportuno condividere con il pubblico il fatto che ci fosse un pilota italiano dietro Arafat. Un’eccellenza che gli ha salvato molte volte la vita”

Dall’assaggiatore di cibo, al cartone preferito, ai pericoli in volo

 

Ed ecco che scopriamo che Arafat, per paura dei possibili avvelenamenti, aveva un assaggiatore personale di cibo. Il Presidente spartiva le vivande tra i suoi commensali direttamente dal piatto di portata, al fine di fugare possibili sabotaggi. Arafat era perennemente armato. Sperava di morire come un eroe, una morte che avesse potuto unire il suo popolo. Una volta in volo rivelò al Comandante Quaglia, che il suo cartone animato preferito era quello di Tom e Jerry. La preferenza era dovuta al fatto che il topo piccolo metteva nel sacco il gatto, animale più grande. Arafat, da questa ironica immagine, trovava un’analogia tra il territorio palestinese e quello israeliano. Sono narrate le difficoltà del Comandante, che una volta rimase in volo per ulteriori ben dieci ore, rispetto al previsto, nell’attesa che finisse una forte tempesta di sabbia, con Arafat che voleva invece a tutti i costi atterrare.

 

La Casa dell’Aviatore ospita la presentazione con le emozionanti letture di Vincenzo Bocciarelli

 

Lunedì 11 febbraio 2020 il volume è stato presentato, grazie al sostegno della Fondazione Marianna, che si batte per il rispetto dei diritti umani attraverso l’arte, presso la Sala Baracca della Casa dell’Aviatore di Roma. Un luogo iconico dedicato agli Ufficiali dell’Aeronautica in servizio ed in congedo. Durante la presentazione ci sono stati momenti di grande emozione, dovuti alla lettura avvincente di alcuni passi del volume, curata dal talentuoso attore Vincenzo Bocciarelli. A presentare l’opera Francesca Chialà, consigliera di amministrazione del Teatro dell’Opera, che ha moderato l’incontro tra l’ambasciatore del Belize, Nunzio Alfredo D’Angieri, l’ex banchiere di Arafat, Shawkat Mustafa, uomo chiave del leader in Italia, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, membro del comitato d’onore della Fondazione, il comandante Marcello Quaglia e l’autrice.

 

 

 

 

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