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Roma, eccezionale scoperta al Foro: emerge un sarcofago con altare

Un ambiente sottoterra con un sarcofago in tufo. Associato a quello che sembra essere stato un altare. Questa la nuova straordinaria scoperta fatta a Roma. È avvenuta all’interno del Foro Romano, accanto al complesso della Curia-Comizio. Lo annuncia la direttrice del parco, Alfonsina Russo, che venerdì 21 febbraio presenterà la scoperta alla stampa.

Il ritrovamento, anticipano all’Ansa dal Parco Archeologico del Colosseo, è avvenuto nell’ambito di indagini archeologiche programmate. Il sarcofago, realizzato con il tufo del Campidoglio, misura circa m 1,40 di lunghezza. Potrebbe risalire al VI sec. a.C..

“Il contesto al di sotto della scalinata di accesso alla Curia, realizzata negli anni ’30 del secolo scorso da Alfonso Bartoli – spiegano dal Parco Archeologico del Colosseo – risulta evidentemente preservato. E coincide con quello che le fonti tramandano essere il punto post rostra (dietro i Rostra repubblicani) dove si colloca il luogo stesso della sepoltura di Romolo”.

Non è un caso, fanno notare gli esperti, “che in asse con l’ambiente sotterraneo si trovi il Lapis Niger“. Si tratta della pietra nera indicata come luogo funesto perché correlato alla morte di Romolo. Lo scavo consente di valorizzare questo monumentum del culto di Romolo e della storia delle origini di Roma.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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