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Ladyvette: «Lo swing? Porta allegria, e ne abbiamo tutti bisogno» [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Sfoggiano meravigliosi look anni Cinquanta, hanno visi freschi e sorridenti, uno spirito energico e brillante abbinato a una simpatia istintiva e contagiosa. “Le dive dello swing” è il titolo di un loro spettacolo teatrale, ma si potrebbe tranquillamente abbinare anche al trio da loro formato.

Parliamo delle Ladyvette, tre ragazze appassionate e grintose che si sono conosciute all’Accademia Silvio d’Amico di Roma, pur venendo da realtà culturali e personali ben diverse. Teresa ‘Sugar’ Federico (la rossa) è di Cassino, Valentina ‘Pepper’ Ruggeri (la mora) è bolognese, Francesca ‘Honey’ Nerozzi (la bionda) è toscana. Cosa le tiene insieme? Una grande amicizia e una bruciante passione per lo swing, il loro marchio di fabbrica.

Ladyvette, la band tutta al femminile che riarrangia le canzoni in stile swing

Sì, perché queste bamboline che sembrano uscite da uno sceneggiato ambientato alla metà del Novecento, hanno fatto di questo stile musicale nato alla fine degli anni Venti negli Stati Uniti il leitmotiv di tutta la loro creazione e produzione artistica.

Le tre talentuose e originali girls, infatti, prendono qualsiasi canzone italiana (dai pezzi trap degli ultimi anni, ai classici del cantautorato italiano, fino alle hit commerciali che invadono le discoteche estive) e la riarrangiano in stile swing, per creare dei medley da migliaia di ascolti e visualizzazioni su Youtube (loro stesse poi curano la produzione e creatività dei video).
Ora Sugar, Pepper e Honey (che hanno creato anche le musiche della serie tv di RaiUno “Il Paradiso delle Signore”, in cui recitano) stanno per arrivare al cinema, nel film “Permette? Alberto Sordi”.

Il lungometraggio, al cinema come evento speciale il 24, 25 e 26 febbraio, arriverà sugli schermi di RaiUno prossimamente, e racconta vent’anni di vita del grande Alberto Sordi (dal 1937 al 1957). Una vita, quella di Albertone (interpretato da Edoardo Pesce), circondata di attori, registi, artisti e musicisti.

Intervista a Sugar-Teresa, Pepper-Valentina e Honey-Francesca, al cinema con “Permette? Alberto Sordi”

VELVET: Che ruolo avete in questo film per la tv diretto da Luca Manfredi?

VALENTINA: In questo progetto interpretiamo il Trio Lescano, gruppo che avevamo già portato a teatro nel nostro spettacolo “Le dive dello swing” (spettacolo diretto da Massimiliano Vado che porta in scena le origini del Trio Lescano e si mescola poi con la storia vera delle Ladyvette, ndr): loro rappresentano una sorta di leitmotiv del nostro percorso artistico.

All’inizio tutti ci chiedevano come mai volessimo imitare queste tre meravigliose donne, la verità è che abbiamo imparato a introiettare il Trio e a renderlo nostro (proprio come abbiamo fatto a teatro). Nel caso di “Permette? Alberto Sordi” siamo state chiamate dalla produzione, che ci ha offerto questo ruolo, e ne siamo state molto felici. Tra l’altro, solo durate la lavorazione di questo film per la televisione, abbiamo scoperto che il Trio Lescano ha realmente incontrato Alberto Sordi.

TERESA: Il Trio Lescano (gruppo vocale femminile di musica leggera, attivo in Italia negli anni Trenta e Quaranta, ndr) è stato per noi un punto di partenza fondamentale, è proprio da lì che siamo partite per inventare nuove cose, anche perché negli ultimi dieci anni c’è stata una sorta di rinascita della musica swing. Questo genere è stato usato in molti progetti, c’è stato un ritorno fortissimo a questo tipo di musica, per cui se volevamo distanziarcene un po’, dovevamo necessariamente inventarci qualcosa di diverso.

VELVET: Secondo voi, come mai c’è stato un ritorno a questo genere musicale, che era in voga ormai mezzo secolo fa?

FRANCESCA: Credo ci sia bisogno oggi delle stesse cose che servivano nel momento in cui lo swing è nato: il periodo del Dopoguerra in Italia fu molto difficile, c’era bisogno di una musica che riportasse il buonumore. Con il loro ritmo leggero e le melodie divertenti, lo swing e l’indie hop hanno la capacità di farti sorridere, di darti allegria. All’epoca questo tipo di musica serviva a consolare le truppe, le persone che tornavano a riunirsi e a ballare nelle sale private. Credo che per l’Italia e il mondo intero questo sia un momento in cui si sente la terra che trema sotto i piedi da vari punti di vista, quindi c’è bisogno di reagire, di darsi una mossa e di cercare anche, perché no, di essere un po’ più allegri e spensierati.

Ladyvette, lo swing come punto di partenza per la creazione artistica e musicale

VELVET: Lo swing è uno stile di vita?

FRANCESCA: Per molti sì, è uno stile di vita, anche se noi lo consideriamo di più un punto di partenza. Abbiamo preso lo swing e lo abbiamo completamente rielaborato, stravolto. Per noi lo swing è un umore, un beat, un battito, un ritmo che ci porta avanti in tutte le cose che facciamo, ma è solo una parte del nostro percorso.

Ladyvette, nella fiction “Permette? Alberto Sordi” interpretano il Trio Lescano

VELVET: Avete reso swing brani molto diversi tra loro, dai classici del Festival di Sanremo fino alle hit dell’estate. Come funziona il processo di ‘swingizzazione’ dei pezzi? Come nascono i vostri medley?

VALENTINA: Abbiamo uno swingatore professionista che è il nostro compositore e arrangiatore, Roberto Gori: lui è un vero mago, riesce a rielaborare qualsiasi brano. Roberto capisce qualsiasi input gli diamo, e poi crea insieme ad Andrea Filippucci (con l’aiuto anche di Teresa Federico che compone i testi originali delle canzoni inedite e i testi teatrali). Abbiamo un apparato di collaboratori che riesce a pompare il volume della nostra creatività.

TERESA: Il nostro motto è “facciamo quello che ci diverte”, perché ciò che piace a noi è altamente probabile che faccia divertire anche gli altri, per due motivi: primo perché facciamo parte dello stesso mondo, e poi perché le persone che si divertono, diventano contagiose. Questa è la chiave! Quando lavoriamo sui medley o su altri nostri progetti, ci capita di bloccarci, di non sapere cosa fare, come andare avanti. A quel punto ci fermiamo e ci chiediamo cosa farebbe star bene noi in quel preciso istante. Proprio quello è il punto di sblocco, che ci permette di proseguire nella nostra creazione. È l’unico vero segreto, a parte avere dei professionisti alle spalle che rendono effettive le nostre idee.

VELVET: Come è nata la versione swing dell’Inno di Mameli?

FRANCESCA: C’era una ricorrenza particolare, e abbiamo immaginato quanto sarebbe stato bello proporre a modo nostro l’inno d’Italia. Dall’idea alla realizzazione è passato un istante, è stato qualcosa di immediato, come la maggior parte delle cose che creiamo. Ci riuniamo spesso, passiamo un sacco di tempo insieme, quindi nel convivio nascono sempre le idee che funzionano meglio e quelle impossibili, che di solito sono quelle che ci piacciono di più e che poi spingiamo per realizzare.

Francesca, Teresa e Valentina, le Ladyvette dive dello swing

VELVET: Avete anche realizzato un medley delle più famose canzoni trap, divertendovi a imitare la gestualità di quegli interpreti, il loro abbigliamento e i loro tatuaggi. Chi ha avuto l’ispirazione?

VALENTINA: Siamo molto affezionate a quel medley e a quell’idea. È stato spassoso farlo, per noi è stato quasi catartico, perché ha significato allontanarci un po’ da noi stesse per divertirci e basta. Personalmente ho anche scoperto che la trap mi piace! Prendendola e manipolandola ho capito che mi attrae e mi diverte.

TERESA: Considera che che quel medley è nato con il motto “Divertimento e semplicità assoluta”. Quando è stata partorita l’idea, abbiamo iniziato a immaginare i look, l’interpretazione, la costruzione visiva e video del tutto.

FRANCESCA: E i tatuaggi finti? Li abbiamo fatti con i trasferelli, e alla fine ce li siamo tenuti per una settimana! È stato troppo divertente, ci siamo innamorate di quei look, eravamo proprio entusiaste. Insomma, lavoriamo ma ci divertiamo davvero tanto!

Ladyvette, le canzoni della trap in un medley dalle sonorità swing

VELVET: Il mondo della musica è maschilista? Quant’è difficile affermarsi essendo donne, che scrivono i propri pezzi, si autoproducono e sono del tutto autonome?

VALENTINA: Il maschilismo c’è, è un dato di fatto.

TERESA: Però se ci avessi fatto la stessa domanda 2 o 3 anni fa, non ti avremmo risposto allo stesso modo. Noi siamo partite dall’idea che non era vero, che chi vale va avanti. Poi però effettivamente abbiamo visto cambiare alcuni atteggiamenti nei nostri confronti.

VALENTINA: Siamo donne, non ragazzine, non siamo un prodotto creato da altri, non siamo un pacchetto. Il fatto che non si sappia bene come collocarci (musiciste? Comiche? Attrici? Cantanti?), non stando in una scatola, creiamo spavento. Inoltre, in Italia le band ormai sono pochissime, i Pinguini Tattici Nucleari sembrano quasi un’eccezione. I gruppi non esistono più, e soprattutto non esiste una band al femminile, dai tempi dal Trio Lescano o forse delle Lollipop. Non facciamo parte di una categoria, e proprio questa è la cosa che più amiamo di noi stesse e più perplime gli altri.

TERESA: Ciò però non perplime il pubblico, e per noi questa è la cosa più importante. A un certo punto abbiamo fatto uno scatto, ed è stato quando ci siamo accorte che al pubblico tutto questo non interessa, è una cosa per addetti ai lavori. Quando abbiamo capito di poter scavallare gli addetti ai lavori e arrivare direttamente agli spettatori, abbiamo trovato la chiave di volta. Il nostro vero interesse deve essere il gusto e il gradimento degli spettatori, di chi paga il biglietto: soltanto a loro dobbiamo rispondere.

FRANCESCA: Certo è che se ci fossero più possibilità di fare spettacoli, di far parte di contenitori altri da quelli che creiamo noi stesse (con i nostri contenuti all’interno) ci sarebbe la possibilità di ampliare il nostro pubblico e di fare chiarezza in questo mondo sconosciuto che sono le Ladyvette. Siamo le prime e le uniche, siamo qualcosa di talmente nuovo e diverso che paradossalmente il pubblico si diverte e si affeziona perché decide che ama i medley, gli spettacoli teatrali, il glam, la parte comica, il cinema.

Ladyvette, a fine febbraio esce il loro primo album, raccolta di tutti i medley

TERESA: Un’altra cosa di cui ci siamo accorte, facendo questo lavoro insieme, è che il maschilismo non è solo maschile, è un modo di pensare sociale che in Italia riguarda tutti. A volte siamo state noi stesse a ragionare in modo maschilista, poi ce ne siamo accorte e abbiamo cambiato registro, ma le donne sono le prime a funzionare in quel modo, spesso senza averne nemmeno piena coscienza. C’è da considerare anche il fatto che di donne famose in Italia ce ne sono pochissime, e quelle che ci sono vivono con terrore l’idea che altre donne possano occupare quello spazio: sembra che ci sia un unico spazio da riempire, ma non funziona così.

VALENTINA: Un’altra cosa assurda è che le donne non si coalizzano. Mentre gli uomini fanno squadra, si raccolgono e fanno cameratismo, le donne non si aggregano, non capendo che in questo modo si indeboliscono.

VELVET: A fine mese esce anche il vostro primo album. Come si intitola?

TERESA: Non abbiamo ancora deciso il titolo del nostro album: si tratta di una raccolta dei nostri medley, e stiamo ancora ragionando con l’agenzia che ci segue per trovare il nome giusto! Sarà disponibile dal 28 febbraio, ed è autoprodotto, nel senso che c’è la produzione musicale di Roberto Gori (marito di Teresa Federico, ndr) mentre noi ci occupiamo di tutto il resto, della produzione video e artistica.

VALENTINA: È un album fatto in casa in qualche modo, artigianale!

VELVET: Quali sono i vostri progetti per il futuro?

TERESA: Stiamo lavorando a una nuova produzione video, stiamo scrivendo un nuovo concept. Abbiamo deciso di mantenere una continuità con quello che già facciamo, ma già per la Festa della Donna dell’8 marzo vogliamo qualcosa di interessante e di rottura, vedrai! Poi da aprile inizieremo qualcosa di completamente nuovo!

VELVET: E sul fronte teatrale? Ci sono novità?

TERESA: Per il teatro c’è in ballo un progetto per un terzo spettacolo teatrale ma ci dobbiamo lavorare ancora molto: in pratica è già scritto (è un’idea che è emersa recentemente) ma va strutturato e va fatta la pianificazione.

FRANCESCA: Abbiamo comunque sempre due spettacoli in stand-by e ogni volta che si prospetta una possibilità interessante li facciamo girare, siamo pronte ad andare in teatro sia con “Le dive dello swing” che con “In tre”.

Martina Riva

Musica&Cinema

Da sempre appassionata di tutto ciò che riguarda il mondo dell’intrattenimento, mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi di laurea in Storia del Cinema sul film “Lolita” di Stanley Kubrick. Finita l’università, mi sono trasferita a Los Angeles, dove, tra le altre cose, ho ottenuto un certificate in giornalismo a UCLA; nella Città degli Angeli ho lavorato per varie TV tra cui KTLA, dove per tre anni mi sono occupata principalmente di cinema, coprendo le anteprime mondiali dei film e i principali eventi legati al mondo spettacolo (Golden Globes, Academy Awards, MTV Awards e altri). Nel 2005 sono approdata alla redazione spettacoli di SKY TG24 dove ho lavorato come redattrice, inviata ai Festival e conduttrice. Le mie passioni principali, oltre al cinema, sono i viaggi, il teatro, la televisione, l’enogastronomia e soprattutto la musica rock. Segni particolari? Un amore incondizionato per i Foo Fighters!

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