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L’Amica Geniale, Gaia Girace: «Mi spaventa che prenderanno la mia Lila» [INTERVISTA ESCLUSIVA]

Quando iniziamo a parlare la voce di Gaia Girace è quasi un soffio, riesco appena a sentirla. A frenarla è la timidezza, e ricordo subito che al di là del successo che le è piombato addosso con L’Amica Geniale, Gaia è una ragazza di 17 anni. Dei giovani ha la schiettezza e la voglia di dire tutto senza filtri, degli adulti ha la capacità di discernere le cose, di capire le regole del suo mestiere. D’improvviso infatti diventa risoluta e coraggiosa nelle risposte, e appena inizia a ricordare il lavoro sul set di “Storia del nuovo cognome” i toni s’accendono. D’orgoglio, per i risultati che sta ottenendo questo secondo capitolo della serie, e di protezione, verso il lavoro fatto con il suo regista Saverio Costanzo. Solo in un’occasione Gaia torna docile e la voce perfino le si rompe: quando racconta che alla sua Lila – così la chiama, come fosse una sorella – ha dato tutta se stessa. E che quando pensa all’attrice che prenderà il suo posto… “No, proprio non ce la faccio”.

Intervista a Gaia Girace, la Lila de “L’amica geniale”

Questa seconda stagione segna una bella svolta in termini narrativi: sei già pronta a fare un bilancio?

Sì, a differenza della prima stagione i personaggi qui crescono molto, affrontano un nuovo inizio. Forse è anche più bella, a me piace di più. È un vortice di emozioni che ti coinvolge completamente. Credo che i ragazzi possano rispecchiarsi ancor di più in Lila e Lenù, forse anche per questo ha coinvolto una maggiore fascia d’età.

Il percorso di Lila-personaggio in questa stagione supera quello di Gaia-adolescente. Hai dovuto raccontare un vissuto molto lontano dal tuo; il tuo personaggio diventa donna e affronta sfide dure. Quali sono stati gli aspetti più difficili?

Quando recito cerco di non pensare all’età, al matrimonio, ad un figlio… Non mi pongo il problema. Però ci sono state delle scene davvero difficili per me. Inizialmente soprattutto quelle ad Ischia, con il cambio di regia che mi ha confusa parecchio. Saverio Costanzo è molto importante per me, è una presenza che mi dà sicurezza. È stato difficile iniziare a confrontarmi con Alice Rohrwacher, ma soprattutto con questa nuova Lila. In quel periodo lei cambia un po’, ci troviamo in un contesto diverso, il mare, i nuovi amici, una realtà nuova rispetto a quella del rione. C’era bisogno di ragionarci un attimo.

Ci sono scene anche intime, difficili, di violenza. Se ne sta già parlando molto.

La violenza non è stata la scena più difficile per me, è stata quella che mi ha messa a dura prova emotivamente. Però se penso alle sfide più complicate mi viene in mente un piano sequenza che ci ha fatti uscire completamente matti, non hai idea! (ride, ndr). Lo abbiamo girato con Saverio, avevo un monologo gigante, mi ero esaurita!

A volte ce lo dimentichiamo ma questa per te è una prima esperienza. Com’è stato l’impatto iniziale con il set?

Il vero problema è stato proprio all’inizio, con la prima stagione. Mi sono ritrovata su un set senza sapere dove mi trovavo davvero. Ero già consapevole di voler fare l’attrice, avevo iniziato a studiare recitazione da pochi mesi… ma proprio pochi eh (ride, ndr). Ci sono miei amici di 14 anni che avranno fatto due provini al massimo, mentre io sono stata chiamata per il provino e poi sono stata presa. Una confusione!

Ne hai fatti molti di provini?

Tantissimi provini! E poi quattro mesi di prove, e poi sono arrivata sul set. Duecento persone attorno a me, vestiti di scena, i tempi da rispettare, portare la scena a casa, un’ansia! Il primo giorno non me lo dimenticherò mai, è stato traumatico, non me l’aspettavo così. L’anno scorso mi rattristivo, stavo male, mi sentivo delusa da me stessa finché non riuscivo a fare una scena. Però ora è cambiato tutto, ora mi sono abituata, mi sento cresciuta. Ho affrontato tutto con più tranquillità.  Questa seconda stagione è stata più bella per tutti, sono nati legami molto intensi. Sono felice e soddisfatta.

Si sente. Insieme al set, anche il successo ti ha travolta. Come fa una quattordicenne (ora diciassettenne) a gestire tutto insieme: la scuola, i fan, gli amici?

Il punto è che ormai tutti quanti mi conoscono, quindi a volte mi trovo anche un po’ in difficoltà. È vero che sono un’attrice e questo mi rende diversa agli occhi della maggior parte dei miei coetanei, ma a volte vorrei solo andare a scuola come se fosse normale. Come Gaia, un’adolescente qualsiasi che fa quello che fanno tutti. Parlare solo di vestiti e di ragazzi, come le mie amiche. Sono davvero felice, ma è stato tutto un po’ improvviso. Questa seconda stagione mi sta travolgendo ancora di più.

Questa seconda stagione sta battendo chiunque in termini di share, compreso il suo concorrente diretto, il Grande Fratello Vip. 

L’intrattenimento può anche andare bene ma una serie come L’amica geniale ti fa riflettere e rimettere in discussione te stesso. Non sai quanto mi fa piacere che molte persone stiano seguendo noi piuttosto che altro.

Ormai sappiamo che dopo i primi episodi della terza stagione lascerai Lila. Te ne vai con qualche rimpianto?

La fortuna è che non si tratta di una scelta mia ma dipende dalla crescita dei personaggi… Rimpianti personali? Parlando ora magari alcune cose le farei diversamente, però so che ogni giorno che ho lavorato ho dato il massimo, tutto ciò che potevo dare, non avrei potuto fare di più. Sono molto autocritica, con la prima serie ho dovuto aspettare un anno per darmi un giudizio oggettivo.

Allora ti riguardi sempre quando vai in onda?

Sì sì, mi imbarazza molto però. Forse non dovrei guardarmi, ma sennò come potrei essere autocritica?! Non hai idea di che inceppi mentali che ho! Ti dirò, sono felice perché nell’ultima puntata è la prima volta che mi sono piaciuta. In realtà me lo aspettavo, perché questi sono stati gli episodi più coinvolgenti per me. So che continuerò a crescere, anche nei primi episodi della terza stagione, per concludere la mia parte di personaggio al meglio. Poi cambierò… Andrò avanti.

Lila è soprattutto tua. Se potessi decidere tu, quale attrice sceglieresti per interpretare la Lila più grande?

Io provo a guardare attrici, foto, a mettermi in gioco e pensare chi potrebbe essere, però… No, proprio non ce la faccio. In realtà sono anche felice di finire questa esperienza, voglio provare altro. Però mi spaventa anche un po’ l’idea che qualcuno mi prenda la mia Lila, ché io le ho dato veramente tutto.

Guarderai la serie anche quando non ci sarai più tu?

Sì, voglio provare a seguire un po’ il progetto anche a distanza, ne abbiamo parlato con Margherita.

Saverio Costanzo, una troupe e un cast consolidati: di pilastri ne hai avuti tanti in queste due stagioni. Poi c’è Elena Ferrante, da cui tutto è partito. Com’è rapportarsi ad una figura centrale ma inafferrabile?

Diciamo che ci siamo affidati molto a noi stessi. Fortunatamente la mia idea di Lila e quella di Saverio coincidono, e non è una cosa per niente scontata. Perché Lila potrebbe essere di diverse interpretazioni. Con tante persone non mi sono trovata sul giudizio di Lila. Ma con Saverio ci siamo basati sulle stesse idee: io proponevo, io facevo la mia scena e lui interveniva con delle correzioni. Elena Ferrante l’abbiamo sentita poco, tramite email e solo per scene fondamentali, per indicazioni importanti.

E la tua visione di Lila coincideva anche con la sua?

Questo sì, assolutamente. Chi più di lei. In realtà credo di aver rispecchiato proprio la sua idea di personaggio.

Il rapporto tra Lila e Lenù rimane una delle incognite più profonde di questo racconto, pieno di tensioni non dette. Tu come lo definiresti, prima di lasciarlo?

È un legame magico. Io credo, così come lo crede Margherita, che è come se fossero l’una l’amore dell’altra. Infatti ognuna è l’amica geniale dell’altra, come se fossero una sola persona. Si compensano, ognuna sprona l’altra a migliorarsi. Sono entrambe molto ambiziose e sempre alla ricerca di un obbiettivo che magari non hanno mai raggiunto. C’è tanta competizione, a volte buona, altre meno. Credo che da parte di Lila ci sia più ammirazione verso Lenù, mentre da parte di Lenù ci sia più invidia… L’ho sempre un po’ creduto.

 

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