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Coronavirus, quanto durerà e come riusciremo a batterlo

A oltre una settimana dall’esplosione del coronavirus in Italia tutti ci chiediamo quanto durerà questa epidemia che ci fa così paura. Si prende progressivamente coscienza, per fortuna, che c’è anche molta psicosi.

Ma la domanda, spesso inespressa, resta: quanto durerà? Riusciremo a bloccarne la diffusione? I ricercatori stanno cercando di dare qualche risposta, con dati scientifici alla mano. L’evoluzione del nuovo tipo di virus dipenderà da come avranno funzionato (o funzioneranno) i sistemi di contenimento.

Cordoni sanitari, chiusura di scuole, quarantene e altro ancora. Ma anche da come il virus, nel frattempo, si può trasformare e da come gli umani si possono adattare a esso. Entro due o tre mesi si potrà capire come evolverà la situazione, sostiene il Corriere della Sera.

Questo perché si tratta del tempo tecnico per valutare se siamo di fronte a una pandemia incontrollata che toccherà tutto il mondo, oppure a un qualcosa che può essere arginato. È possibile che il nuovo coronavirus, essendo un virus stagionale come quello dell’influenza, possa risentire dell’arrivo di temperature più miti. Di pochi giorni fa, però, è l’affermazione della virologa italiana Ilaria Capua su Twitter. Rispondendo alla precisa domanda di un follower, la dottoressa Capua ha sostenuto che il coronavirus potrebbe durare fino a “primavera inoltrata”. In fondo, aggiungiamo noi, non molto di più rispetto alla normale influenza.

Il decalogo per evitare il contagio da coronavirus del ministero della Salute

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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